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Sciroppi zero calorie: lo zucchero non c`è più, ma sono arrivati additivi ed edulcoranti sconsigliati per i più piccoli

Gli sciroppi “zero” sono una novità degli ultimi anni, destinati a chi apprezza il gusto classico delle bevande da diluire con acqua riducendo al minimo le calorie. La prima marca a proporre sciroppi light è stata Fabbri, con la gamma Zero  (senza zuccheri aggiunti), con i gusti menta, anice, amarena, orzata e chinotto. Quest’anno si è aggiunta Toschi con Linea Zero nelle versioni orzata, amarena, fragola e menta. Ma cosa contengono di nuovo questi sciroppi? Osservando la lista degli ingredienti si scopre che, oltre al succo di frutta (amarena, lampone…), sono composti da acqua, aromi, dolcificanti (sucralosio e acesulfame K), conservanti (potassio sorbato E202 e sodio benzoato E211), coloranti e acido citrico.

 

Il sodio benzoato e il potassio sorbato (classificati come antimuffa e antimicotico) non compaiono negli sciroppi tradizionali, ma sono necessari nella versione light perché i dolcificanti utilizzati al posto dello zucchero, non hanno la stessa sua capacità di conservare il prodotto a lungo.

 

Tra i dolcificanti troviamo l’acesulfame K, un sale di potassio, e il sucralosio, un edulcorante tutt’altro che naturale, realizzato con un processo chimico che modifica una molecola di zucchero da tavola (saccarosio) sostituendo tre gruppi idrogeno-ossigeno con tre atomi di cloro. Anche se oggi il sucralosio è autorizzato in molti Paesi, si tratta di un ingrediente che è stato per lungo tempo sotto accusa negli Stati Uniti, perché alcuni studi mostrerebbero effetti negativi sul timo (una ghiandola fondamentale per la regolazione del sistema immunitario).

 

Si tratta comunque di edulcoranti da non consumare indiscriminatamente: per gli adulti, le autorità europee hanno fissato per i due dolcificanti una DGA (dose giornaliera accettabile) pari a 15 mg per ogni chilo di peso corporeo. Il consumo è invece sconsigliato per i bambini fino a tre anni, le gestanti o le donne in allattamento, e anche per i bambini sopra i tre anni è consigliata cautela. Si tratta di un dato importante visto che la Fabbri – in un comunicato stampa aziendale del luglio 2012 – presenta gli sciroppi Zero come adatti ai bambini, definendoli “ideali per scongiurare la carie dei piccoli golosi”.

 

L’ultima nota riguarda le calorie, come ha già scritto il blog Papille Vagabonde, l’unico sciroppo con sole 2,8 calorie per 100 ml di prodotto è la Menta Fabbri, gli altri hanno un apporto calorico che varia tra le 5 e le 20 calorie per 100 ml. Il valore ovviamente si riduce di 5-6 volte nella bevanda finale, perchè il dosaggio consigliato va diluito con l’acqua.

 

Per chi ama questo tipo di prodotti, esistono anche sciroppi naturali senza coloranti o conservanti a base di estratti di piante o frutta, come gli sciroppi Vincenzi, la cedrata Tassoni o il vecchio sciroppo di tamarindo della Carlo Erba.

Vale la pena comunque di ricordare che come le bibite gasate anche questi prodotti, sia quelli “zero” che i classici, dovrebbero essere consumati saltuariamente, e non sostituire in ogni caso l’acqua durante i pasti.

 

Paola Emilia Cicerone

 

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Un commento

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    L’articolo è interessante ma a mio parere non sottolinea l’aspetto principale dell’uso di dolcificanti sintetici nella dieta: Della saccarina all’aspartame, sucralosio e acesulfame si sa molto per quanto riguarda il loro impatto biologico, e un grande laboratorio biochimico italiano ne ha evidenziato tutta la loro pericolosità oltre che inutilità in campo alimentare fisiologico. Certamente sono di grande aiuto in persone che non possono assumere glucosio o saccarosio come gli intolleranti e soprattutto i diabetici , ma bisogna pur sempre ricordare che sono molecole che ormai hanno invaso il mercato, dagli antibiotici pediatrici alle bustine sul banco del bar, gran parte delle bevande analcooliche, ma anche gomme da masticare dolciumi e merendine. Il problema sta nel fatto che il consumo non può essere monitorato anche perchè il consumatore spesso non lo sa, e in una dieta tipica non influenzano molto l’apporto calorico. Inoltre sono molto reattive e intervengono anche in altre catene metaboliche con risultati ancora non ben valutati ma interessanti. Il messaggio mediatico propone i dolcificanti come innoqui componenti in diete ipocaloriche e questo alla luce delle conoscenze attuali, non è corretto. In rete, per gli interessati, c’è una notevole mole di informazioni anche scientifiche, e, chi ha bimbi o vuole "snellirsi" farebbe bene a darci un’occhio.

    Un salutone a tutti.