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Santal lancia lo spot "La frutta non si mangia si beve". Non è così: il parere di Andrea Ghiselli dell`Inran

“LA FRUTTA NON SI MANGIA, SI BEVE” è lo slogan che sta usando Santal per pubblicizzare i suoi prodotti utilizzando anche azioni di guerrilla marketing, come è avvenuto all’UCI cinema Bicocca Village di Milano.

Trovo questo slogan altamente diseducativo e poco coerente con un’alimentazione sana. La frutta si mangia prima di tutto.

Francesco Rossi (post arrivato sulla pagina di Facebook de Il fatto alimentare)

 

Risponde Andrea Ghiselli ricercatore dell’INRAN (Istituto nazionale ricerca alimenti e nutrizione di Roma).

 

Concordo con il lettore, il messaggio è diseducativo, perché essendo destinato ad un pubblico di ragazzi, in genere molto sensibile a questo tipo di spot, propone la frutta da bere al posto della frutta da mangiare.

Le qualità nutrizionali di un alimento non si limitano alla somma dei singoli componenti, ma bisogna considerare anche le modalità di consumo. Un succo confezionato, che sia di frutta o di verdura con o senza il corredo di fibra, vitamine e minerali presente nel prodotto originale, quando viene bevuto non è percepito dall’organismo nello stesso modo di un alimento masticato.

Spesso bevendo si assumono calorie in più. Certo, si può ribattere dicendo: “meglio queste bevande rispetto ad altre senza frutta”, e siamo d’accordo, ci mancherebbe. Ma non per questo dobbiamo rimanere insensibili ad un “divieto di frutta vera”.

Una delle funzioni precipue della frutta e della verdura consiste nell’abbassare la densità energetica della dieta, funzione anche più importante, in un mondo che mangia troppo, rispetto all’apporto di vitamine, antiossidanti, minerali ecc. Dobbiamo insegnare ai nostri ragazzi che la verdura e la frutta non sono rispettivamente un “contorno” e un “dessert”, ma costituenti fondamentali del pasto. Se, invece di mangiare a morsi si bevono centrifugati, frullati o succhi, l’organismo si sente meno sazio e lo stomaco lascia spazio ad altri alimenti, magari meno sani e più calorici, con un aggravio di calorie non proprio consigliabile ai soggetti in sovrappeso.  

 

Andrea Ghiselli

 

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8 Commenti

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    Pierpaolo Corradini

    Ma per favore… Ghiselli è quello che fa l’elogio delle merendine! http://www.youtube.com/watch?v=ssEm-Fn7p3s

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    Ho appena visto il filmato e non mi pare che il dr Ghiselli si sia sperticato nel dare encomi solenni alle merendine, ma ha detto la pura verità, ossia che ci sono alcune merendine di alcune marche che sono in effetti poco caloriche. Ovvio poi che se ci prepariamo il cibo in casa siamo più sicuri di ciò che mangiamo ma ciò dovrebbe valere anche per la pasta, per le mozzarelle e i formaggi, i salumi, le carni, il pesce e tutti gli altri prodotti. Sfido chiunque a prepararsi tutto in casa….è impossibile. Io stesso ci provo ma dovrei fare il "casalingo"! infine, il dr Ghiselli parla di alternativa, nel senso che i dolciumi fatti in casa in effetti sono più calorici ed è difficile che dinanzi ad una torta ci si faccia porzioni minime! insomma, il buon senso prima di tutto. Ed infine dico: così come ci sono merendine pessime esistono anche farine pessime, olio di oliva pessimo ed altri ingredienti che spesso capita di acquistare al market per poi produrre in casa i nostri prodotti, pertanto, a mio avviso, bisogna tenere gli occhi sempre ben aperti sia dinanzi ai prodotti pronti sia dinanzi alle materie prime da utilizzare.

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    Silvio Introvigne

    mi spiace sentire che un ricercatore nutrizionista non faccia minimamente accenno all’ENORME DIFFERENZA nutrizionale che esiste tra un succo che è’ stabilizzato termicamente, anche se con mild tecnologys, rispetto al frutto tal quale fresco. Perche’ non viene fatta una ricerca con analisi comparata di tutti i componenti tra il prodotto commerciale all’ultimo giorno di scadenza ed il frutto fresco frullato al momento?

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    Silvio, ho parlato eccome della differenza tra un succo stabilizzato (che in questo caso è frullato, non succo) e il frutto fresco, mi spiace non si sia capito a sufficienza. Ma la differenza nutrizionale non sta nelle componenti, poiché contrariamente a quanto dici non sono non c’è una differenza enorme, ma non c’è proprio la differenza. La differenza nutrizionale seria non riguarda il contenuto, ma le modalità di consumo.

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    Martino, qui si sta parlando di succhi di frutta e non di merendine.
    Io penso che questa pubblicità della Santal (parmalat) che ho trovato in Rete facendo alcune ricerca sia una degenerazione alimentare a favore di modelli alimentari moderni ma del tutto sbagliati e contro ogni logica di corretta alimentazione. Si disincentiva con questa pubblicità a mangiare un dono prezioso che madre natura ci ha fatto: la frutta. Questa pubblicità risponde a logiche perverse dell’industria di oggi e secondo me la Parmalat si è assunta una responsabilità non indifferente. Non so se ci sono organismi di vigilanza ma è una pubblicità da fermare, e subito. Sulla base del comportamento delle aziende ognuno fa poi le proprio scelte al supermercato…

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    Caro Corradini, dove avrei fatto l’elogio delle merendine?
    Non mi pare proprio

    Andrea Ghiselli

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    Per Francesco Rossi: lo so perfettamente di cosa si sta parlando, ma rispondevo a Pierpaolo Corradini che criticava il dr Ghiselli per il video sulle merendine.sig. Rossi nel mio intervento, se letto bene, può trovare il concetto che non possiamo criticare tutti i cibi preparati a livello industriale (merendine e succhi) poiché è impensabile potersi preparare in casa tutti i cibi che vorremmo a partire dai diversi tipi di succhi o frullati, ai dolci come panettoni, ecc ecc oltre al fatto (cosi come il dr Ghiselli spiega in risposta a Silvio Introvine) che spesso "nutrizionalmente" gli alimenti industriali non hanno alcuna differenza nel contenuto in nutrienti, anzi a volte ne hanno in più e a sproposito (vedi il latte con gli omega3!invece di mangiarsi del pesce in settimana).
    Spero sia chiaro ora.Il problema è, piuttosto, legato alle modalità di consumo dei prodotti alimentari.
    Poi si può parlare di pubblicità e marketing della ditta Santal e dei suoi succhi che dice essere migliori del frutto in se allora è altro discorso che cmq le confermo di aver agganciato.
    Spero sia chiaro il tutto.

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    Concordo con Martino : la cosa da rifiutare è l’equiparazione dei succhi con la frutta ! La frutta è un cibo, si mastica, si taglia e si sbuccia, cosa c’entra con una BEVANDA ? Non credo che sia utile informazione mescolare, poi, l’analisi bromatologica con il significato culturale e alimentare di un cibo ! Non ci interessa sapere se il succo è ( una volta ogni tanto) un intruglio decente, non vogliamo che venga mistificato come FRUTTA !!!! E, poi, si sa ormai che concentrazioni di fruttosio così alte come nei succhi non sono salutari , visto che – essendo in bevande – possono essere consumate in grandi quantità…….