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Il super salmone GM è arrivato, ma la Svizzera dice no. Patti Chiari, programma tv di RSI, svela tutti i segreti e fa un test in cucina

salmone svizzzera
Per la prima volta in USA un salmone GM viene commercializzato al dettaglio

Il salmone geneticamente modificato per crescere di più e in poco tempo, potrà essere commercializzato negli Stati Uniti. La decisione, che ha richiesto cinque anni di approfondimenti da parte della FDA, è stata annunciata nei giorni scorsi e subito sono iniziate le proteste di  gruppi di consumatori e di ambientalisti.

In realtà il super salmone non è una proprio una novità, visto che il pesce è il frutto di una ricerca di studiosi canadesi realizzata 25 anni fa. In seguito il brevetto è stato acquistato dalla Aqua Bounty che ha avviato le procedure di commercializzazione. Si tratta di un salmone dell’oceano Atlantico con un gene del salmone del Pacifico, che conferisce una crescita più rapida, più un gene di un altro pesce oceanico che assicura il raggiungimento di una taglia maggiore. Gli esemplari, che saranno allevati in bacini dislocati a terra, in Canada e a Panama (non negli Stati Uniti), saranno tutti femmine sterili.

Il tema è stato trattato nel corso di un’inchiesta realizzata dal programma televisivo Patti Chiari in onda ogni venerdì sulla rete della Svizzera italiana RSI. I giornalisti hanno intervistato gli “inventori”  e sono andati a vedere come viene allevato, quanto cresce e quali sono le differenze tra il salmone selvatico e quello geneticamente modificato. Il servizio finisce con il resoconto di una prova in padella.

salmone
Confronto tra un supersalmone (a sx) e un pesce della stessa specie (a dx) e della stessa età

Patti chiari ha infine chiesto all’Ufficio federale di veterinaria e sicurezza alimentare se il super-salmone geneticamente modificato potrà essere venduto nella confederazione elvetica. La risposta delle autorità è stata chiara: “in linea di principio in Svizzera gli animali geneticamente modificati sono vietati. Stando alla legge sono ammessi solo per scopi di ricerca, terapia, diagnostica sull’uomo e sull’animale. I prodotti di origine animale geneticamente modificati (ad es. filetti di salmone) possono tuttavia essere importati e commercializzati solo su autorizzazione della Confederazione. Finora non sono state concesse autorizzazioni, né ve ne sono di previste o in corso di approvazione.”

Per vedere il servizio clicca qui.

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  Sara Rossi

Sara Rossi
giornalista redazione Il Fatto Alimentare

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2 Commenti

  1. Avatar

    Occorre vigilare se da noi potrà entrare alla chetichella dalla finestra, magari sotto forma di trasformato in prodotto pronto da consumare e senza l’indicazione di alimento GM.
    Ma per le norme europee questo non dovrebbe essere un “Novel-Food”, dato che non esiste in natura?

  2. Avatar

    Direi che oltre a preoccuparci di questo salmone geneticamente modificato dovremmo innanzi tutto occuparci di quello che finisce normalmente sulle nostre tavole. Ho visto tempo fa un servizio sulla Tv RT, credo in lingua spagnola, ove venivano messi in luce tutta una serie di problemi dovuti all’inquinamento dei fondali dove vengono allevati i salmoni norvegesi. Dei silenzi e omissioni del governo norvegese sui risultati delle analisi sui pesci, soggetti anche a malformazioni e tutta una serie di dati.