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Perchè si vende così poco il sale iodato? In Italia il 12% della popolazione è affetta da gozzo. Per legge il sale comune non dovrebbe essere esposto sugli scaffali

Child with pasta
Lo iodio è un costituente fondamentale per  il buon funzionamento della tiroide e per  l’accrescimento, nello sviluppo del sistema nervoso e metabolico

 I livelli di assunzione di iodio nella popolazione italianasono insufficienti soprattutto nei bambini, tanto che un buon numero  soffre di gozzo e di disturbi correlati alla carenza iodica. Tutto ciò accade anche se esiste un modo molto semplice ed efficace per garantire un adeguato apporto di iodio, consumare sale iodato. A tracciare il quadro della situazione è l’ultimo rapporto dell’OSNAMI, Osservatorio nazionale per il monitoraggio della iodoprofilassi in Italia, rilasciato poche settimane fa dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS).

 

Lo iodio è fondamentale per il nostro organismo, perché è un elemento presente negli ormoni prodotti dalla tiroide, coinvolti in particolare nell’accrescimento, nello sviluppo del sistema nervoso e nel mantenimento dell’equilibrio metabolico. «Ecco perché è importante per tutte le età della vita, ma soprattutto durante la gravidanza e l’infanzia» precisa Antonella Olivieri, ricercatrice ISS e responsabile scientifica dell’OSNAMI. «Carenze in queste fasi possono aumentare il rischio di aborto e portare a deficit cognitivi e intellettivi nei bambini». Senza arrivare alle situazioni drammatiche che possono verificarsi se l’insufficienza è molto grave, significa che anche i bambini con carenza lieve possono mostrare quozienti intellettivi più bassi della media, cavarsela peggio nelle prove di linguaggio e memoria e, a scuola, fare un po’ più fatica degli altri.

 

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Nella grande maggioranza dei casi, i pasti pronti e gli alimenti confezionati consumati dagli italiani sono preparati con sale senza iodio

Per i bambini, l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha fissato in 100 microgrammi per litro la concentrazione di iodio nelle urine (ioduria) che indica un apporto iodico sufficiente. Ebbene, i dati raccolti dall’OSNAMI negli ultimi tre anni, e riferiti a 4.000 bambini in età scolare di nove Regioni mostrano che solo in tre – Liguria, Toscana, Sicilia – si registrano valori adeguati. In tutte le altre (Piemonte, Lombardia, Veneto, Molise, Puglia, Calabria) siamo ancora al di sotto della soglia.

Altri dati hanno mostrato una frequenza di gozzo nei bambini che, di nuovo, è indice di un apporto insufficiente di iodio nella popolazione generale: siamo tra il 4% e il 10% nel Centro-Nord e intorno al 10-15% al Sud e nelle isole, mentre la frequenza ritenuta accettabile dall’OMS sta sotto il 4,9%. Pessimo anche il quadro dell’apporto di iodio in gravidanza, esaminato in oltre 2.000 donne incinte di 5 Regioni (Veneto, Toscana, Lazio, Sardegna e Sicilia), che non stavano assumendo integratori specifici di iodio: in tutte le regioni si è registrata un apporto insufficiente, proprio in un momento della vita in cui il fabbisogno iodico aumenta.

  Valentina Murelli

Valentina Murelli
giornalista scientifica

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20 Commenti

  1. Articolo ben fatto, lo iodio previene molte malattie della tiroide.
    Aggiungo solo che c’è una piccola percentuale di casi dove l’uso sistematico del sale iodato è sconsigliato: gli ipertiroidei e coloro i quali hanno avuto, come me, un carcinoma tiroideo.

  2. I soggetti con tiroidite cronica autoimmune sono molti, soprattutto fra le donne, corretto è informare sulla iodoprofilassi, ma rendere disponibile il sale comune solo su richiesta è una sciocchezza. Anche perché prima di informarmi perbene io credevo che anche con i miei problemi potessi consumare sale iodato, invece il medico mi ha persino sconsigliato di tingere i capelli di rosso (a quanto pare le tinture rosse contengono iodio).
    La postilla sulle malattie tiroidee non va sottovalutata.

    • più che un rosso qualsiasi basta evitare tinte e cibi/bevande con il rosso E127 (eritrosina) ultimamente sempre meno usato perché pare provochi ipersensibilità nei bambini, l’unico colorante che contiene iodio, lo stesso vale per creme come somatoline (contenenti ormoni tiroidei) o prodotti tipo iodosan. Comunque si sconsiglia l’uso “sistematico” perché occasionalmente non fa nulla visto che quando si va fuori a mangiare o in alcuni paesi come in Francia (se si è in vacanza) sarà difficile trovare pietanze non condite con sale iodato.

  3. Probabilmente l’autrice dell’articolo è in grado di rispondere a questo mio quesito: come mai invece in paesi come la Germania e (credo) Gran Bretagna (ma su questo potrei sbagliarmi) il sale iodato è considerato penalizzante anzichè un plus?

    • Roberto La Pira

      Gentile lettore,
      bisognerebbe capire meglio da parte di chi sarebbe considerato penalizzante il sale iodato. A noi non risulta che le cose stiano esattamente così.

      Secondo l’Agenzia tedesca per la sicurezza alimentare, Bfr, che abbiamo interpellato in proposito, «la Germania è un’area caratterizzata da carenza di iodio a livello del suolo. Questo significa che, da sola, la concentrazione di iodio che si può trovare negli alimenti naturali non è sufficiente a garantire un adeguato apporto nella popolazione. Per questa ragione, la profilassi con sale iodato continua a essere necessaria».
      In Germania è consentita per legge l’aggiunta di 15-25 milligrammi di iodio per kg di sale. «Una quantità – precisa il Bfr – scelta in modo da non rappresentare rischi né per gli individui sani né per coloro che soffrono di disturbi della tiroide».

      Per quanto riguarda il Regno Unito, John Lazarus, professore di endocrinologia clinica dell’Università di Cardiff e coordinatore regionale per l’Europa occidentale dello Iodin Global Network, ci fa sapere che effettivamente non c’è mai stata alcuna legge o raccomandazione governativa sull’utilizzo del sale iodato. «Questo – precisa l’endocrinologo – non perché si ritenga che faccia male, ma semplicemente perché non le istituzioni non si sono mai preoccupate dell’argomento, dando per scontato che l’assunzione di iodio nel paese sia soddisfacente. In realtà non è così, soprattutto per le donne incinte. Per il momento, comunque, il governo ha stanziato dei fondi per la ricerca».
      Valentina Murelli

  4. Gentilissimi tutti,
    approfitto delle Vostre competenze per esporvi il mio dubbio sul tema “sale iodato”: mi è sempre stato detto che per lo iodio aggiunto al sale, essendo di natura “chimica”, non sia così “scontato” il suo effetto, come dire, “benefico” (insomma è ancora tutto da dimostrare…), piuttosto è meglio un buon “sale integrale”. Ben consapevole che “mi hanno detto” non abbia alcun fondamento scientifico, sono fiduciosa in una vostra cortese osservazione. Grazie.

    • il sale “integrale” che sia marino o estratto da cave contiene solo tracce di iodio comppletamente trascurabili ai fini dell’integrazione quotidiana; niente a che vedere con quello artificialmente iodio-aggiunto che è perfettamente assimilabile (ben 30 microgrammi di iodio per ogni grammo di sale iodato!)

  5. Sono un ricercatore chimico ed ho una domanda da porre agli esperti, ammesso e non concesso che un sale inorganico possa essere utilizzato dal nostro organismo, non riesco a spiegarmi perche´ l´eventuale integtazione di iodio venga fatto con iodati (IO3) e non per esempio con ioduri(I-), ora mentre si fa tanto parlare della necessita´ di componenti alimentari ricchi di antiossidanti, si da il caso che iodato sia un potente ossidante. Resto in attesa della cortese risposta.

    • Gentile Mauro, non sono una persona preparata come lei ma mi trovo assolutamente d’accordo sulle sue considerazioni. Inoltre mi chiedo per quale motivo, scarsità di iodio nel terreno a parte, si dia per scontato che l’integrazione negli alimenti sia la via migliore di procedere per il “bene comune”

      Faccio anche un altro appunto: per chi come me è sottoposta a terapia ormonale tiroidea, il sale iodato è vietato, in quanto potrebbe alterare senza che io lo sappia la dose di farmaco che prendo. Fosse anche il problema di una sola persona, io eviterei davvero di vendere cibi integrati

    • ..anche se non ne conosco i motivi il sale viene addizionato sia con gli iodati che con gli ioduri sia in Italia che nel resto del mondo. In una circolare del ministero della sanità italiana (del 10.08.05 n.562) si legge solo che la differenza tra i primi ed i secondi sta nelle confezioni (iodati non più di 1 Kg a confezione, ioduri non più di 0,55 kg)

  6. Mi associo alla richiesta di Mauro ed aggiungo la ricerca di un parere medico-scientifico sull’utilizzo del sale marino integrale, completamente ignorato nell’articolo.

    • come ho scritto sopra il sale marino integrale contiene solo “tracce” di iodio e di altri minerali assolutamente trascurabili ai fini della salute umana e quindi a livello di organismo completamente equivalente a quello non integrale; qualche minerale in più (visibili dal colore diverso dal bianco ma comunque sempre poco utili nonostante vengano pubblicizzati come se avessero chissà quali proprietà) ce l’hanno i sali esotici come quello rosa dell’Himalaya, quello rosso Indiano, quello arancione Australiano, quello nero o rosso Hawaiano, il blu Iraniano (Persiano), ecc. ma sempre comunque con tracce di iodio assolutamente trascurabili.

  7. non sono un chimico ma ho trovato questa trattazione, non so se può essere utile a qualche esperto: (copio/incollo)

    Come si può arricchire il sale di iodio (I)
    Nel mondo sono quattro i sali di iodio con cui può essere arricchito il sale da cucina
    per consumo umano:
    Potassio Iodato KIO3 Potassio Ioduro KI Sodio iodato NaIO3 Sodio ioduro NaI
    (più ampio è il ventaglio di additivi contenenti iodio nel caso dei mangimi per animali)
    In Italia sono permessi solo
    KI (“sale iodurato”), KIO3 (“sale iodato”) e KI + KIO3 (sale iodurato e iodato)
    KI è il più naturale, essendo spontaneamente presente nell’acqua di mare e quindi,
    sebbene in piccola quantità, nel sale marino integrale.
    Tuttavia a contatto con O2 tende nel tempo a ossidarsi:
    4H+ + 4I− + O2→ 2I2 + 2H2O
    producendo I2 che causa un ingiallimento del prodotto. Per questo motivo negli
    ultimi anni è stato soppiantato quasi ovunque in Italia da KIO3 (0.005%).
    Il sale di iodio viene spruzzato sul sale da cucina mentre va su nastro trasportatore al confezionamento;
    in impianti piccoli l’operazione può essere anche effettuata manualmente.
    Invece negli USA KIO3 non è accettato dal ministero della sanità e quindi viene
    usato solo nei mangimi per gli animali. Però al sale addizionato di KI vengono
    aggiunti additivi per consumare lo iodio che si può produrre, per esempio
    il destrosio (C6H12O6 + I2 + H2O → C6H12O7 + 2HI)
    o il tiosolfato S2O3
    = + I2→ 2I- + S4O6

  8. In carenza di iodio (e solo in quel caso) perchè non utilizzare anche le alghe, sempre di provenienza certificata e biologica, che lo contengono naturalmente?

    • il problema degli integratori ad esempio a base di alghe è che non sono sempre graditi ai bambini (che sono quelli che maggiormente avrebbero bisogno insieme alle donne gravide del supplemento di iodio) mentre il sale si usa per condire normalmente gli alimenti. Poi c’è anche la faccenda dei costi diversi tra un integratore e un pacco di sale iodato.

  9. Io che sono ipertiroidea il sale iodato lo devo vedere col binocolo…. quindi forse sarebbe corretto precisare meglio le categorie di persone per le quali è consigliato il consumo e altre no.

  10. Ha ragione Virginia, il sale iodato deve essere consumato in modo mirato ove ce ne sia effettivo bisogno. Promoviamo invece gli alimenti, latte, uova… che ne contengono quantità idonee, e sicuramente in forma assimilabile. Ci sono bambini cui è fatto bere pochissimo latte e genitori che non portano mai uova sulla tavola: in gran parte è questione di pura ignoranza e carenza di educazione alimentare, che sta alla base di una corretta alimentazione , necessaria più che mai oggi per prevenire enormi problematiche che si evidenziano sempre più fra bambini e ragazzi, con ricadute salutistiche ed economiche importantissime nell’età adulta.

  11. Ero convinta che in Italia fosse normalmente messo in vendita sale iodato e pensavo che questo nn fosse mai cambiato. Moltissimi anni fa, intendo dire alla fine degli anni ’70 un medico che conoscevo e che aveva deciso di fare per un certo periodo il medico condotto a Lampedusa, mi aveva detto che lo Stato italiano aveva deciso di aggiungere iodio a tutto il sale in commercio per combattere l’insorgenza del gozzo così comune nelle campagne e soprattutto tra la popolazione più povera e contadina. Io stessa, che sono lombarda, ricordavo molte persone del mio paese con il gozzo.

    • Diciamo che bisognerebbe lasciare tutto come è adesso, cioè nei supermercati è venduto “a vista” sia il sale senza addizione che quello addizionato allo iodio ben evidente nelle diciture della confezione. Trovo invece sbagliato che il sale senza iodio debba essere venduto “a richiesta” proprio perché non tutti abbiamo le stesse evidenze.

  12. LEGGE 21 marzo 2005, n. 55
    (si può trovare tra gli altri su:
    http://www.albanesi.it/wp-content/uploads/2014/01/legge_55_iodoprofilassi1.pdf?75a956 )