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Troppo sale! L’American Heart Association stila la lista dei prodotti cui prestare attenzione: pane, pizza, salumi, cibi pronti confezionati

donna sale Che si debba limitare il sale nei cibi, lo sanno tutti. Le linee-guida in merito e le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità suggeriscono di non superare i 5 g di sale al giorno, corrispondenti a circa 2 g di cloruro di sodio: in media ne consumiamo almeno il doppio.

 

Per rimanere nei parametri bisogna abituarsi ad aggiungere pochissimo sale agli alimenti o a non aggiungerne affatto, insaporendo con spezie, limone o aceto. In casa non è molto difficile, ma le cose si complicano quando, come spesso avviene, si mangia fuori o si ricorre a cibi pronti per risparmiare tempo.

 

A lanciare l’allarme è l’American Heart Association che segnala all’attenzione dei consumatori i “sei salati”, sei alimenti che, sebbene non siano i primi che ci vengono in mente quando pensiamo al sale, contribuiscono sensibilmente ad accrescere la quantità di cloruro di sodio ingerita quotidianamente.

 

pane varietàQuesti sei alimenti fanno parte della dieta statunitense e anche della nostra: secondo l’Istituto Superiore di Sanità, il 54% del sale che ingeriamo quotidianamente è contenuto nei cibi consumati fuori casa, in gran parte precotti e di produzione industriale. È dunque importante anche per noi italiani prestare attenzione ai “sei salati”.

 

Il primo è il pane: sebbene le autorità sanitarie si stiano impegnando per  promuovere la produzione di pane a basso contenuto di sale, come abbiamo già scritto in un recente articolo, una fetta di pane contiene in media 0,15 g di sale, un pacchetto di cracker 0,3 g. Meglio sarebbe consumare il classico pane toscano privo di sale.

 

panino donnaVa limitato anche il consumo di salumi e insaccati: 50 g di prosciutto crudo contengono 1,3 g di sodio, 50 g di prosciutto ne contengono circa la metà. Attenzione anche alle alternative “ salutiste” a base di pollo o tacchino: hanno un ridotto apporto di calorie, ma non di sale; 50 g di bresaola di Tacchino Aequilibrium Aia, per esempio, contengono 0,80 g di sodio.

Perciò, tra gli alimenti cui occorre fare attenzione vanno inclusi i panini farciti, che spesso abbinano  pane (salato), insaccati, salse e formaggi, tutti alimenti ricchi di sodio, e la pizza.

 

Certo la nostra tradizionale margherita non è la pizza americana, alta e satura di condimenti, ma 300 g di pizza rossa o bianca possono contenere anche 2 g di sodio, e con le pizze confezionate non va meglio. Una Margherita Buitoni da 330 g “vale” 1,95 g di sodio che salgono a 2,04 g nel caso della Margherita Cameo.

 

 

sale su pizzaAlimenti a prima vista insospettabili come il pollo possono accrescere sensibilmente il consumo di sodio: parliamo soprattutto del pollo arrosto di rosticceria (che andrebbe consumato togliendo la pelle), dei preparati come panatine e nuggets di pollo (le panature industriali contengono sale) e delle carni già cotte. Il Trancio di petto di pollo Aequilibrium Aia contiene per esempio 0,85 g di sodio ogni 100 g.

 

Contengono molto sale tutti gli insaporitori  a base di erbe aromatiche e sale: 10 g del mix di condimenti per pollo arrosto Le Bontà al Forno Star (33 g la confezione) contengono 0,85 g di sodio,  mentre 10 g di Saccoccio per Pollo alla Cacciatora Buitoni contengono 0,75 g di sodio.

 

Tra gli alimenti cui prestare attenzione l’American Hearth Associaton include anche le minestre, in particolare le zuppe in scatola, popolari negli Usa e meno in Italia. Noi, in compenso, dovremmo controllare il contenuto in sodio dei primi piatti surgelati: ad esempio, i Bucatini all’Amatriciana 4 Salti in Padella Findus contengono 0,65 g di sodio a porzione.

 

 

minestra zuppaIl problema maggiore lo pongono i dadi da brodo: il sale è il loro ingrediente principale, anche nelle versioni promosse “a basso contenuto di sale”. Il Dado classico Star, per esempio, contiene il 50,6% di sale iodato oltre ad altri alimenti ricchi di sodio come glutammato monosodico, estratto per brodo ed estratto di carne. La versione “meno 30% di sale” contiene solo il 34,5% di sale, ma include tra i propri ingredienti anche estratto di carne e glutammato monopodico e in tal modo il contenuto di sodio del prodotto sale a 0,30 g per 100 ml di brodo. La versione classica del Granulare Star fornisce 0,38 g di sodio ogni 100 ml di brodo e la versione “meno 30%”, 0,32 g di sodio.

 

Paola Emilia Cicerone

 

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Foto: Photos.com

  Paola Emilia Cicerone

Paola Emilia Cicerone
giornalista scientifica

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2 Commenti

  1. Avatar

    “Certo la nostra tradizionale margherita non è la pizza americana, alta e satura di condimenti”

    Beh, non e’ propriamente corretto paragonare una semplice margherita ad una “americana alta e satura di condimenti”, anche perche’ negli Stati Uniti moltissime pizzerie preparano e servono pizza tipo italiana. Sta al cliente decidere il “topping”. Basta chiedere “tomato and mozzarella cheese” 🙂 Forse lei intendeva quella delle catene tipo Pizza Hut? Infine, di pizze stracondite nei menu’ italiani ne troviamo a bizzeffe. Poi ci sono anche quelle semplici italiane piuttosto salaticchie, esempio quella con le acciughe…

    Saluti

  2. Avatar

    Alessandro, a prescindere dal topping il problema dipende dalla quantità di pasta(salata) e dai condimenti usati….Per quanto riguarda gli esempi italiani, abbiamo scelto la pizza più semplice, la Margherita proprio per mostrare che questo piatto è comunque ricco di sale: ovviamente se si aggiungono acciughe salame o altri alimenti ricchi di sale la situazione peggiora….