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Riso rosso, il lievito presente negli integratori riduce il colesterolo ma è un farmaco. L’agenzia francese invita alla precauzione: ricevute 25 segnalazioni

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Il “lievito di riso rosso” è un ingrediente naturale usato in molti integratori per abbassare il livello di colesterolo

Il “lievito di riso rosso” è un ingrediente naturale usato in molti integratori alimentari per abbassare il livello di colesterolo (Ldl) del sangue. L’Agenzia francese per la sicurezza alimentare (Anses) dopo avere ricevuto 25 segnalazioni di effetti collaterali indesiderati – probabilmente associati al consumo di questi integratori alimentari – a carico dei muscoli e del fegato, ha lanciato un appello a non assumere questi integratori. L’invito è rivolto alle donne in gravidanza e in allattamento, alle persone con più di 70 anni, ai grandi consumatori di pompelmo e altri gruppi. Anche i pazienti che assumono farmaci a base di statine, o che hanno smesso di prenderli perché classificati come “intolleranti alle statine” non devono consumare lievito di riso rosso.

 

In Italia ci sono diversi integratori commercializzati nelle parafarmacie e anche in alcuni supermercati che lo contengono in quantità variabile: Bromatech Kogi Plus, Captolip, Equilip MK, Erbamea Rolo, Esi Normolip, FisioStatin, Forsan Riso Rosso, Frau Colesterol Control, Frilipid, Long Lie Riso Rosso, Naturando Colesan, Nova Argentia Novalipid, Matt Fitoseroli Riso Rosso, Specchiasol No Colest…

 

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Il lievito di riso rosso contiene monacolina K, una sostanza che ha caratteristiche simili alle statine

Motivo di queste preoccupazioni è la presenza nel lievito di riso rosso di monacolina K, una sostanza che ha caratteristiche simili alle statine (lovastatina), ovvero farmaci in grado di ridurre il colesterolo. Prova ne è che la monacolina K viene commercializzata come farmaco negli Stati Uniti, Canada, Germania, Austria, Spagna, Portogallo e Grecia. In Italia la vendita di questi integratori è libera e quando il dosaggio di monacolina K sui foglietti illustrativi arriva a 10 mg/die, si può scrivere sull’etichetta la frase “La monacolina k del riso rosso contribuisce al mantenimento di livelli normali di colesterolo nel sangue“.

 

Secondo l’Anses, quando l’Agenzia per la sicurezza alimentare europea (Efsa) ha autorizzato questa dicitura ha sottovalutato gli eventuali effetti collaterali. Non certo casualmente diverse confezioni di integratori a base di lievito di riso rosso vendute in Italia, invitano a sentire il parere del medico, ma forse è troppo poco. L’Anses ha invitato le altre agenzie europee, le associazioni di consumatori e le industrie a comunicare i dati in loro possesso sull’azione e sugli effetti indesiderati entro il 15 dicembre 2013,  per poter poi adottare decisioni appropriate negli ambiti scientifici europei. L’indirizzo è: consultation-LRR@anses.fr

 

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Secondo l’Anses quando l’Efsa ha autorizzato certe diciture per il lievito di riso rosso ha sottovalutato gli effetti collaterali

In attesa delle eventuali restrizioni auspicate, l’agenzia propone un elenco di persone che non dovrebbero assumere questi integratori:

– donne in gravidanza, in allattamento o in età fertile

– bambini e adolescenti

– soggetti di età superiore ai 70 anni

– persone con problemi o predisposizione all’ insufficienza renale, malattie del muscolo o ipotiroidismo

– pazienti con malattia epatica

– portatori di polimorfismi genetici che possono aumentare le concentrazioni plasmatiche di statine

– persone trattate con farmaci che interferiscono con il metabolismo lipidico e le statine

– forti consumatori di pompelmo o alcool.

 

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Gli integratori alimentari contenenti lievito di riso rosso non sono un’alternativa ai farmaci

LAnses propone anche un utile promemoria sul colesterolo :

– il colesterolo alto non è una malattia ma un indice che attesta l’aumento del rischio di sviluppare malattie cardiovascolari, una dieta adeguata e l’ esercizio fisico regolare sono in grado di abbassare il colesterolo

– è meglio chiedere il parere di un medico prima di assumere integratori alimentari contenenti lievito di riso rosso, soprattutto se si seguono già altri trattamenti farmacologici.

– pazienti trattati con statine per abbassare il colesterolo e persone “intolleranti alle statine” non devono assumere questi integratori

– gli integratori alimentari contenenti lievito di riso rosso non sono un’alternativa ai farmaci per abbassare il colesterolo

 

Roberto La Pira

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  Roberto La Pira

Roberto La Pira
Giornalista professionista, laurea in Scienze delle preparazioni alimentari

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7 Commenti

  1. Mariateresa Truncellito

    Purtroppo dieta e movimento non sempre sono sufficienti per abbassare il colesterolo, che, al 70 per cento, è endogeno, ossia prodotto autonomamente dall’organismo. Spesso c’è anche una predisposizione genetica, per la quale persone della stessa famiglia hanno il colesterolo alto (totale o Ldl) indipendentemente dall’alimentazione seguita abitualmente. Non c’è dubbio però che anche gli integratori – in particolare se hanno un effetto misurabile, come nel caso di questi per il colesterolo – vadano assunti sotto controllo medico esattamente come i farmaci.

  2. Da medico, basandomi sulla letteratura e sul precedente pronunciamento dell’EFSA, ho sostituito alla statina la Monacolina K 10 mg/dì in due diverse occasioni. I pazienti in questione versavano, sotto statina, in una condizione di semi-invalidità, con dolori muscolari che li costringevano a letto per giorni interi. Introducendo la Monacolina, la loro qualità della vita è migliorata in modo sostanziale, e la colesterolemia ha continuato ad essere tenuta sotto controllo. Al momento (a distanza di circa un anno) nessuno dei due (non rientranti nelle categorie di cui sopra) ha lamentato particolari effetti collaterali. Gli esami ematochimici non hanno evidenziato danno renale o epatico. Ma due pazienti non fanno statistica. Auspico dunque che qualcuno si prenda la briga di condurre studi ulteriori in proposito, poiché è interesse di tutti vederci chiaro

  3. Interessante il fatto che le donne gravide, allattanti, in età fertile o superiori ai 70 anni (quindi tutte) non dovrebbero mai assumere monacolina K).
    Interessante anche il richiamo all’iper-colesterolemia come fattore di rischio ma non malattia, a questo punto allora perché porre tanta enfasi e pressione sulla riduzione dell’iper-colesterolemia ? Solo per vendere statine ? Considerando che la monacolina è l’analogo della lovastatina questi effetti collaterali erano prevedibili, però bisognerebbe vedere quanto sono diffusi. Io sono cattivo ma secondo me il vero problema è che sono calate le vendite delle statine e allora bisogna correre ai ripari.

  4. Uso da alcuni mesi un integratore alimentare con dosaggio di Monacolina K 10 mg/dì e posso affermare che ne ho tratto giovamento poiché i valori ematici di colesterolo totale e LDL sono diminuiti in modo significativo. Devo aggiungere che in concomitanza ho riscontrato valori migliori per i Trigliceridi, GOT, GPT e GammaGT. Niente effetti collaterali da segnalare. Il mio medico, invece, mi ha messo in guardia dagli effetti collatrrali delle statine di sintesi. Forse qualcuno sta facendo una sporca guerra commerciale, mentre sarebbe auspicabile che uno studio serio su questo lievito, fatto non dalle case farmaceutiche, informasse noi, cittadini che dobbiamo tenere sotto controllo il nostro colesterolo, sui pro e contro di questa sostanza naturale.

  5. Grazie per queste informazioni. Volevo inoltre sapere se anche Armo Lipid Plus e’ tra gli integratori segnalati visto che contiene lievito rosso. A volte comunque dopo aver provato diete e non volendo le statine questa rimane una soluzione valida. Grazie

  6. Armo lipid plus, è usato da molte persone che conosco! Anche nella versione base (Armo Lipid). Quindi ulteriori dettagli sarebbero interessanti per molti! Grazie

  7. Marco Merigiola

    In questo articolo dove vengono riportate sacrosante verità dal punto di vista scientifico che già personalmente ho segnalato in passato su alcune riviste del settore farmaceutico che le allego, è riportato un inciso che può far intendere un accomunamento delle parafarmacie con il supermercato. Specificatamente la dove si dice: “In Italia ci sono diversi integratori commercializzati nelle parafarmacie e anche in alcuni supermercati che lo contengono in quantità variabile”. Ovviamente il periodo è riferito al riso rosso fermentato. Ebbene volevo sottolinearle quanto segue:

    · Questi integratori sono reperibili in farmacia, parafarmacia, erboristerie e supermercati
    · Nello specifico, le parafarmacie, istituite con il decreto Bersani del 2006, prevedono l’obbligo della presenza del farmacista con le stesse abilitazioni, competenze ed iscrizione all’Albo Professionale dei professionisti operanti in farmacia
    · Riteniamo che il farmacista sia l’unico professionista abilitato a gestire prodotti come quelli che Lei evidenzia nel Suo articolo, in quanto per studi e formazione è anche l’unico professionista a saper valutare effetti collaterali ed eventuali interazioni ( allo scopop abbiamo lanciatop a Novembre scorso una campagna comunicazionale “ Non affidarti al primo che capita !“ di cui allego la locandina )

    Certo quindi che vorrà cogliere in queste mie riflessioni il senso profondo Le chiedo anche di rettificare l’articolo facendo presente quanto riportatoLe
    Marco Merigiola
    Coordinatore Regione Lazio
    Coordinatore Commissione Farmaci ed Integratori