ciotola di riso carnaroli crudo con cucchiaio di legno

La crisi climatica non è una questione teorica, da affrontare solo nelle aule universitarie e nei laboratori. E neppure uno sterile argomento da dibattito politico. È un problema che riguarda la terra, il cielo, l’acqua, quello che mangiamo e beviamo, la nostra salute, la macroeconomia e la microeconomia famigliare. Tocca le nostre vite e coinvolge la salute e le scelte quotidiane. Sarebbe decisivo accorgersene, per adottare le strategie giuste, per correggere la rotta e affrontare al meglio il presente e il futuro.

Anche in Italia gli esempi di questo fenomeno sono molti. Il riso, per il quale vantiamo produzioni tipiche nelle quali l’acqua gioca un ruolo essenziale, rappresenta un caso interessante. Lo scorso anno 26 mila ettari di risaie tra Piemonte e Lombardia sono andati persi a causa della siccità e, secondo gli ultimi dati emanati dall’Associazione nazionale bonifiche e irrigazioni, nelle prime settimane del 2023 la regione più arida d’Italia è stata proprio il Piemonte, dove il livello del Po, il fiume più lungo del Paese, si è praticamente dimezzato rispetto a quello dello scorso anno (-48% a Torino).

siccità risaie riso carnaroli
Nel 2022, sono andati persi 26 mila ettari di risaie tra Piemonte e Lombardia a causa della siccità

A farne le spese è in prima battuta l’agricoltura, che utilizza circa il 70% delle acque dolci disponibili (leggi approfondimento). Le scelte degli agricoltori e le loro difficoltà influiscono poi, a cascata, su ciò che troviamo nei negozi e sulle relative spese. Tra le soluzioni più lungimiranti spicca quella di modificare il tipo di coltivazioni e le tecniche di irrigazione in maniera coerente con la nuova situazione. Si tratta di modifiche complesse, che spesso richiedono tempo e la possibilità di procedere per tentativi ed errori.

Pubblichiamo qui una lettera inviata ai suoi clienti da un’azienda agricola della provincia di Vercelli, all’interno del cosiddetto ‘triangolo del riso’, un territorio a forte vocazione risicola, nel quale viene prodotto il 40% del riso europeo. Il testo spiega in maniera trasparente e molto chiara la situazione e le scelte adottate di conseguenza e suggerisce anche gli acquisti oggi più in linea con la nuova situazione climatica.

Cari amici,

poco più di un mese prima della semina, dopo il secondo inverno, quasi completamente asciutto, il Consorzio di irrigazione della Baraggia* ci informa ufficialmente che: “Le portate dei fiumi Sesia, Elvo e Cervo risultano insufficienti per dare avvio all’irrigazione. Così pure la dotazione idrica degli invasi è del tutto inadeguata per avviare la campagna”. Si tratta del nostro approvvigionamento idrico! La nuova coltivazione, che inizia ad aprile, si preannuncia quindi difficile. Ci stiamo preparando a una semina in asciutta** e dobbiamo scegliere necessariamente le varietà più produttive e rustiche che meglio si adattano alle avversità. Rosa Marchetti e Baldo rispondono a queste caratteristiche, ma dovremo diminuire drasticamente la produzione di Carnaroli Dop, già difficile e di scarsa produttività, e in parte anche quella di S. Andrea Dop.  

riso carnaroli
La siccità colpisce le coltivazioni di riso Carnaroli Dop

Ricordo che il Carnaroli Dop, come il S. Andrea Dop, sono quelli realizzati con il seme originario e coltivati nelle nostre terre di Baraggia Biellese e Vercellese, da non confondere con il “Carnaroli”, o “S. Andrea”, realizzati da piante più nuove che appartengono all’omonimo gruppo, ottenute da un incrocio con la pianta originaria.

Per tanti anni abbiamo coltivato questo ottimo prodotto della tradizione, offrendolo al miglior prezzo possibile, adatto a un consumo ordinario ma ora, con emergenza climatica, il Carnaroli Dop diventa un prodotto di nicchia e, come tale, ne abbiamo aumentato decisamente il prezzo (che raggiunge i 5 euro al chilo, nel formato più grande e i 6 euro al chilo in quello più piccolo; ndr), realizzando anche la confezione da 500 grammi. Un aumento inevitabile che, in misura minore, coinvolge anche il S.Andrea Dop.

Vi suggeriamo di riservare il riso Carnaroli alle occasioni particolari, come i risotti con il pesce, le risottate dove si impone la tenuta di cottura o i regali, preferendo per l’uso quotidiano le altre varietà. Un chilo di riso rende in cucina 10/12 risotti, con un po’ di discernimento, possiamo adeguarci alla natura mantenendo la tradizione e la qualità.

Azienda agricola Di Rovasenda Biandrate Maria

*Area pedemontana al confine nord-est del Piemonte, nelle province di Vercelli e di Biella.

** Il metodo di coltivazione di riso tradizionale prevede che la semina avvenga solo quando i campi sono già irrigati. Con la semina in asciutta invece, il terreno viene inondato solo nella fase conclusiva del ciclo di produzione.

© Riproduzione riservata. Foto: Depositphotos, iStock

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Gina
Gina
29 Marzo 2023 13:40

Bene ha fatto la giornalista Chiara Cammarano ad argomentare l’articolo in questione, riservando l’ apripista dell’ articolo in questione alla crisi climatica, fulcro centrale, da cui si diramano le attuali problematiche che la terra sta già affrontando da alcuni anni, e per cui, non si e’ deciso di fare quasi nulla… Il suolo, la scarsità d’acqua (si pensa addirittura che tra circa 10 anni la domanda di acqua supererà l’offerta ), l’aria, ciò che mangiamo ma anche le migrazioni di intere popolazioni sono e saranno la conseguenza della crisi climatica. Finché non si avrà il coraggio di affrontare *seriamente* il problema, si sistemeranno solo delle toppe x arginare le conseguenze di una miriade di problematiche che prima o poi sfoceranno in disastri. Finché si continuerà ad investire sul fossile e non su alternative che rispettino l’ambiente, le conseguenze catastrofiche della crisi climatica investiranno le nostre vite e la nostra salute… Ecco perché bisogna spingere i governi del mondo a cambiare rotta immediatamente..

Massimo Perego
Massimo Perego
22 Aprile 2023 09:45

Già da alcuni anni è quasi praticamente sparito il Superfino Arborio per me lombardo dop il migliore in assoluto per i risotti, adesso pure il Carnaroli!!!

Adriano gasparini
Adriano gasparini
22 Aprile 2023 17:08

Siete degli informatori preziosi . Per noi consumatori che cerchiamo, fin dove è possibile , di tutelarci da tutte le frodi. Quindi grazie per lo splendido lavoro che fate.
Siete Grandi