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Rifiuti urbani: ogni cittadino produce 500 kg l’anno. Quanto costa la raccolta e dove va a finire la spazzatura?

I rifiuti urbani prodotti in Italia nel 2019 ammontano a circa 30 milioni di tonnellate pari a circa 500 kg per ogni cittadino (in calo dello 0,3%  rispetto al 2018). Questi sono i dati diffusi dall’Ispra, l’Istituto di ricerca del ministero dell’Ambiente basati sulle statistiche  del 2019. L’altra notizia è che la raccolta differenziata è cresciuta nel 2019 di oltre il 3% rispetto al 2018, arrivando al 61,3% della produzione nazionale, (percentuale raddoppiata rispetto al 2008  passando da circa 9,9 milioni di tonnellate a 18,5).

I valori più alti sulla raccolta dei rifiuti si riscontrano nel Centro Italia con 548 kg per abitante con un picco in Emilia Romagna di 663. Le altre regioni che registrano un valore pro-capite superiore a quello medio nazionale sono Toscana, Valle d’Aosta, Liguria, Marche, Umbria, Lazio e Trentino Alto Adige.

Tra le città metropolitane, la percentuale più elevata di raccolta differenziata si rileva a Cagliari con il 71,4% (+13,6 punti rispetto al 2018); Venezia si attesta al 70,9% e al di sopra del 60% si collocano Milano, Bologna e Firenze (rispettivamente con 67,4%, 65,5% e 64,8%). La Città metropolitana di Roma Capitale raggiunge il 51,2%. Il valore più basso, 29%, si registra per Palermo che, in ogni caso, fa rilevare, nell’ultimo anno, un incremento di 9,1 punti.

I comuni capoluogo con percentuali di raccolta differenziata più elevate sono Treviso con l’86,9%, Ferrara con l’85,9% e Pordenone con 85,5%. Le città più indietro e ancora sotto al 20% sono Messina (18,8%), Palermo (17,4%), Taranto con il 16%, Catania con il 14,5% e Crotone con l’11%. La frazione di rifiuto organico si conferma quella più raccolta in Italia con il 39,5% del totale. Carta e cartone rappresentano il 19,1%; segue il vetro con il 12,3% e la plastica con l’8,3% della raccolta che fa registrare una crescita del 12,2% (oltre 1,5 milioni di tonnellate). Il 94% dei rifiuti plastici recuperati in modo differenziato è costituito da imballaggi.

rifiuti urbani
Il 94% dei rifiuti plastici recuperati in modo differenziato è costituito da imballaggi

Va rilevato che l’aumento della raccolta differenziata ha determinato negli anni una crescente richiesta di nuovi impianti di trattamento, soprattutto per la frazione organica, ma non tutte le Regioni dispongono di strutture sufficienti a trattare i quantitativi prodotti. Il 21% dei rifiuti urbani è smaltito in discarica, pari a quasi 6,3 milioni di tonnellate, con una riduzione del 3,3% rispetto al 2018. Il 18% dei rifiuti urbani prodotti è invece incenerito (oltre 5,5 milioni di tonnellate). Tutte le frazioni di imballaggi hanno già raggiunto gli obiettivi di riciclaggio previsti per il 2025 ad eccezione della plastica.

Nel 2019, il costo medio nazionale annuo pro capite di gestione dei rifiuti urbani è stato pari a 175 euro/abitante (nel 2018 era 174). Tra le città che presentano il maggior costo si segnala Venezia con 366 euro ad abitante, Cagliari con 314 e Genova con 266. I costi minori si rilevano ad Udine 119 euro, Campobasso 161 e Bolzano 168.

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3 Commenti

  1. Avatar

    Mentre al privato cittadino si richiede di essere scrupoloso nella raccolta differenziata, le ditte che producono alimenti spesso se ne infischiano.
    Così si trovano sugli scaffali dei supermercati:
    – Scatole di alimenti esageratamente grandi rispetto al contenuto, quindi mezze vuote.
    – Pacchi di biscotti di primaria azienda italiana con la scritta “incarto non ancora riciclabile” dove basterebbe un semplice cartoncino.
    – Confezioni varie senza alcuna istruzione per lo smaltimento.
    – imballi fatti con materiali diversi, di difficile separazione.
    Per non parlare dei milioni di pacchetti di sigarette non biodegradabili che si vedono ai bordi delle strade gettati dagli automobilisti fuori dai finestrini.

    Ci dovrebbero essere normative e controlli più severi con i produttori.

  2. Avatar

    E’ impressionante la quantità di rifiuti che produciamo, che trovo assurda. Colpa, se così la vogliamo chiamare, è anche delle norme sull’igiene, che ci salvano da malanni ma ci riempiono di rifiuti.
    Fin quando potremo andare avanti così?

  3. Avatar

    Ricordiamo però che nei rifiuti urbani entrano anche buona parte dei rifiuti industriali perché in molte regioni che raccoglie i rifiuti urbani si occupa anche della raccolta dei rifiuti industriali e quindi entrano tutti nello stesso calderone falsando i calcoli dei rifiuti prodotti dai singoli cittadini