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Etichetta di origine: in Inghilterra non ci sono misteri, insaccati, cibi pronti, formaggi e latticini indicano sempre la provenienza

Nel Regno Unito la maggior parte dei prodotti a base di carne e latticini forniscono informazioni sulla provenienza degli ingredienti o il luogo di produzione, ma si può migliorare: è il risultato in una nuova indagine riportato dal magazine on line Farmers Guardian.

La ricerca, commissionata dal Defra (Department for Environment, Food and Rural Affairs, cioè l’equivalente del nostro ministero dell’Agricoltura), è stato effettuata nel mese di aprile 2011, su oltre 500 alimenti a base di carne e prodotti lattiero-caseari acquistati on-line e nei punti vendita da grandi supermercati, negozi e discount.

È la prima valutazione della presenza del paese d’origine in etichetta da quando l’industria alimentare ha adottato, lo scorso novembre, delle norme volontarie per fornire ai consumatori informazioni più chiare.

Dei 335 campioni di alimenti a base di carne, anche trasformata (salumi, pasticci, polpettoni), e dei rimanenti 182 prodotti lattiero-caseari (latte, panna, burro, formaggio) quasi il 60 per cento è stato commercializzato con il nome o brand del rivenditore, gli altri sono articoli di marca.

Tutti i campioni di burro riportano in etichetta o la provenienza del latte o il luogo di lavorazione dello stesso o entrambi, e il 77 per cento di formaggio dichiara la provenienza del latte o del luogo di lavorazione.

L’86 per cento dei campioni di latte hanno una qualche forma di etichettatura di origine: o il luogo di provenienza (50%) o di lavorazione (poco più di un terzo dei prodotti).

Tuttavia, un terzo dei campioni di panna non presenta alcuna informazione sull’origine, e un solo campione su sei riporta la zona di provenienza del latte, mentre le metà il luogo di lavorazione dello stesso.

Tutti i rivenditori di latte con un proprio marchio dichiarano l’origine, e lo stesso vale per il 59% del latte di marca.

Pancetta, salsicce e altri prodotti a base di carne: l’82% dichiara in qualche modo l’origine, e in particolare il 67% fornire informazioni sulla provenienza degli ingredienti a base di carne, e il 15% il luogo di fabbricazione. Quasi uno su cinque non presenta alcuna indicazione di origine.

Circa 76 per cento dei prodotti a base di carne –  come pasticci e piatti pronti – ha un qualche tipo di indicazione di provenienza.

Il Ministro per l’alimentazione e l’agricoltura Jim Paice ha dichiarato che l’etichettatura trasparente degli alimenti onesto era una “priorità”. «I consumatori vogliono vederci chiaro, e desiderano etichette oneste che permettano loro di compiere una scelta consapevole in merito alla qualità e all’origine del cibo che mettono nel piatto. Hanno il diritto di credere che se un’etichetta dice o sottintende che un prodotto è inglese, sia davvero inglese.

L’industria alimentare ha già preso l’iniziativa, ma i risultati della ricerca dimostrano che esiste ancora spazio per migliorare. Lavoreremo con il settore della ristorazione per assicurarsi che anch’esso sia adeguatamente informato».

Mariateresa Truncellito

foto: Photos.com

 

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