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L’Autorità Europea sulla sicurezza alimentare, ha pubblicato la relazione sui dati provenienti dalle attività di controllo nazionali svolte dagli Stati membri UE, dall’Islanda e dalla Norvegia, sui residui di pesticidi negli alimenti relativa all’anno 2022. Incoraggianti i dati da cui si evince che il 96,3% dei campioni analizzati rientra nei limiti di legge. A fronte di questi risultati l’EFSA stima basso il rischio per la salute dei consumatori, derivante dall’esposizione stimata ai residui di pesticidi.

Nel rapporto non mancano una serie di raccomandazioni per aumentare l’efficienza dei sistemi europei di controllo. I risultati forniscono inoltre preziose informazioni per valutare anche l’esposizione alimentare dei consumatori per evitare il superamento di quella che viene definita “soglia di sicurezza”.

Il programma sui residui di pesticidi

Il programma di controllo pluriennale coordinato dall’UE (MACP), riguarda i prodotti alimentari più consumati dai cittadini dell’UE. Il controllo viene effettuato a cicli triennali e a campionamento casuale e nel ciclo 2015/2018/2021 era stati analizzati i campioni di melanzane, banane, broccoli, funghi coltivati, pompelmi, meloni, peperoni, uva da tavola, olio vergine d’oliva, grano, grasso bovino e uova di gallina.

I risultati del rapporto relativo al 2022

Il controllo sui residui di pesticidi viene effettuato a cicli triennali e a campionamento casuale
Il controllo sui residui di pesticidi viene effettuato a cicli triennali e a campionamento casuale

L’Unione Europea, nel 2022, ha raccolto un numero senza precedenti di campioni: ben 110.829, un quarto in più rispetto al 2021. Ogni anno le autorità scelgono 12 prodotti alimentari su cui c’è un focus. Per il 2022 a rappresentazione del paniere sono stati: mele, fragole, pesche, vino (rosso e bianco), lattughe, cavoli cappucci, pomodori, spinaci, avena in grani, orzo in grani, latte di mucca e grasso di maiale. Nel sottoinsieme di 11.727 campioni analizzati in base allo specifico programma di controllo coordinato dall’UE (EU MACP) si è riscontrato che rientrava nei limiti di legge il 98,4% di essi.

I risultati in percentuale lasciano sperare in un graduale miglioramento per la sicurezza alimentare. Infatti ben il 51,4% (6.023 campioni) sono risultati privi di residui quantificabili; il 47% (5.512) contenevano uno o più residui in concentrazioni inferiori o pari ai limiti ammessi (noti come livelli massimi di residui o LMR). Solo l’1,6% (192) conteneva residui superiori ai limiti consentiti.

Diminuzione del tasso di sforamento

La conclusione dell’EFSA evidenzia che il tasso complessivo di superamento dei LMR, i Livelli Massimi di residuo, ha registrato un, seppur lieve, calo passando dal 2% nel 2019 all’1,6% nel 2022.

Rispetto al 2019 e al 2016 il tasso di sforamento è calato per mele, pesche, fragole, vino e grasso di maiale; dal 2019 è calato per gli spinaci.

Buone notizie per i campioni di latte vaccino per i quali, nel 2022, i controllori non hanno riscontrato valori di LMR superiori ai limiti di legge, come avvenuto invece nel 2019 e nel 2016. Sforamenti aumentati per alcuni tra i prodotti come cavoli cappucci, pomodori, lattughe, orzo e avena in chicchi.

© Riproduzione riservata. Foto: Depositphotos.com

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