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Probiotici: il Ministero della salute pubblica le linee guida. Il test di Altroconsumo analizza i microrganismi presenti

Poco più di un mese fa il Ministero della salute ha pubblicato le nuove linee guida sui probiotici. Le indicazioni riguardano i prodotti e gli integratori che contengono determinati batteri e/o lieviti classificati come probiotici (microrganismi in grado di favorire l’equilibrio della flora intestinale). Si tratta di un documento importante perché definisce le caratteristiche e le quantità dei microrganismi da utilizzare, l’identificazione della specie, la loro sicurezza e le indicazioni d’uso.

 

Facendo riferimento alle raccomandazioni dell’Efsa (l’Autorità europea per la sicurezza alimentare con sede a Parma) e ai numerosi studi scientifici pubblicati su questo argomento, il Ministero ha deciso di “fissare” la quantità minima di fermenti vivi in grado di garantire benefici all’organismo. In particolare, per ottenere una temporanea colonizzazione dell’intestino, occorre assumere almeno un miliardo di batteri vivi (per singolo ceppo) al giorno.

 

Prendendo spunto da queste direttive il mensile dei consumatori Test salute Altroconsumo ha effettuato un’inchiesta su 15 tipi di latte fermentato presenti sugli scaffali dei supermercati. Le analisi hanno verificato l’effettiva presenza dei ceppi dichiarati sulle etichette e il numero di fermenti vivi. Gli esperti hanno testato i prodotti il giorno della scadenza, per valutare il quantitativo di fermenti rimasti attivi anche in prossimità dell’ultimo giorno utile per il consumo indicato sulla confezione.

 

I risultati di laboratorio nella generalità dei casi sono stati buoni. Il singolo vasetto/bottiglietta, che secondo le aziende corrisponde alla porzione giornaliera, contiene da un minimo di 40 milioni di microrganismi (Carrefour) a un massimo di 18 miliardi (Conad).

 

Il prezzo calcolato per ogni vasetto (vedi tabella) oscilla da 0,30 € di Milk Defregger a 0,73 di Activia Danone e Kir Parmalat anche se il quantitativo del prodotto varia da 65 a 125 ml.

 

Altroconsumo sottolinea che l’unico effetto benefico dei probiotici sino ad ora verificato riguarda la capacità di ripristinare l’equilibrio della flora intestinale. I probiotici a differenza dei batteri dello yogurt (Lactobacillus bulgaricus e Streptococcus thermophilus) resistono all’ambiente acido dello stomaco e transitano nell’intestino dove contribuiscono a migliorare la flora batterica. Le ulteriori ipotesi di beneficio non sono state ancora sufficientemente dimostrate, per questo motivo l’Efsa ha bocciato molte diciture salutistiche utilizzate dai produttori. Le campagne pubblicitarie che lasciano presagire risultati  accattivanti  (aiutano a digerire, rinforzano il sistema immunitario…) sono da osservare con sospetto. Se la Commissione europea seguirà i pareri dell’Efsa (che non ritiene sufficientemente motivati da un punto di vista scientifico molti di questi messaggi), buona parte delle diciture dovrebbe sparire dalle confezioni e dagli spot, almeno fino a quando non verranno presentati nuovi studi.

 

Valeria Nardi


Tabella ripresa dalla rivista Test salute Altroconsumo del dicembre  2011

Nome del prodotto

Prezzo medio per porzione giornaliera

(vasetti da 65  a 125 g)

Giudizio sulla quantità di probiotici per porzione giornaliera
AC – Alimentum Conad 0,49  
Esselunga – Probiotico 0,46 €  
100% Naturale rinforzo – Yomo 0,56 €  
Actimel – Danone 0,61 €  
Pur natural – Lidl 0,33 €  
Bene si – Coop 0,43 €  
Milk Defregger 0,30 €  
Activia – Danone 0,73 €  
Buongiorno salute – Yakult 0,58 €  
Probiotico – Auchan 0,38 €  
Lc1 – Nestlé 0,45 €  
Kir – Parmalat 0,73 €

Land fermenti attivi – Eurospin

0,31 €  
Benessere e rinforzo – Mila
0,51 €  
Floractis – Carrefour 0,43 €  

Legenda:

Ottimo. Buono. Accettabile. Mediocre. Pessimo.

 

Fonte: Altroconsumo

Foto: Photos.it

 

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2 Commenti

  1. Avatar

    La lettura di Altroconsumo in merito ai plausibili effetti dei probiotici appare alquanto superficiale.

    Esistono importanti studi, sottoposti a ‘peer review’ e pubblicati su riviste scientifiche ad alto ‘Impact Factor’, nei quali si dimostra ben altro. Parecchie informazioni su questi temi sono state offerte da alcuni tra i massimi esperti in materia di probiotici, nell’ambito di un recente incontro al Ministero della Salute cui Altroconsumo ha pure partecipato. A maggior ragione stupisce questo approccio così semplicistico e parziale

  2. Avatar

    concordo in pieno con quanto detto da Dario.
    Alla faccia dell`assenza di studi scientifici!
    Avete letto qualche articolo a riguardo, voi di altro consumo, o scrivete senza cognizione di causa?
    Sembrate fare di tutta l`erba un fascio…mi chiedo se il vostro sia effettivamente un servizio utile al consumatore o no. Se fossi un consumatore ignorante, direi che l`assunzione di probiotici e` una pratica non necessaria.
    Avete letto per caso gli studi del dr. Ninkaya((Role of bifidobacteria in enteric infection, in Bifidobacteria Microflora), Chaitow & Trenev , dr. Robert Siver, Fernandes, Shahani e Amer, Gilliland et
    al., dr. Don Weeks, Kageyama et al.,giusto per citarne qulcuno….