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Predatori e carnivori: l’identikit dei primi esseri umani secondo un gruppo di ricercatori

Raw meat beef steak on black top view.In principio gli esseri umani, i primati del genere Homo, erano predatori e carnivori esclusivi. Ha agito così per molto tempo, circa due milioni di anni, e solo dopo, quando sono scomparsi gli animali di taglia molto grande (la cosiddetta megafauna), e le fonti di proteine animali hanno iniziato a non essere più così abbondanti (all’incirca alla fine dell’età della pietra), l’uomo ha gradualmente iniziato a nutrirsi di vegetali e, con il tempo, ad addomesticare le stesse piante e gli animali di cui si sarebbe cibato. Questo è quanto hanno dedotto i ricercatori delle Università di Tel Aviv, in Israele, e di Minho, in Portogallo, utilizzando un approccio molto particolare, e cioè scandagliando la letteratura scientifica di molte discipline diverse, per arrivare a mettere insieme un quadro scientificamente provato. 

I risultati sono stati poi illustrati in un articolo pubblicato sull’American Journal of Physical Anthropology. La nota inizia mettendo in discussione un metodo che è stato finora molto utilizzato per capire quale fosse la dieta dell’età della pietra, ma che, secondo gli autori, è sbagliato: quello di fare riferimento all’alimentazione delle società di cacciatori-raccoglitori ancora esistenti nel XX secolo. Oggi – spiegano – il contesto e le risorse sono profondamente diversi, e il confronto non regge. 

carne macellazione
Secondo un gruppo di ricercatori i primi esseri umani erano predatori e carnivori puri

Per questo la loro attenzione si è rivolta altrove: alla genetica, al metabolismo, alle tracce che ancora l’organismo umano reca dentro di sé pur essendo, nel frattempo, diventato onnivoro (perché l’evoluzione degli esseri viventi ha tempi ben più lunghi dei cambiamenti sociali). In particolare, hanno analizzato oltre 400 studi in materie che vanno dalla genetica alla paleontologia, dall’etnografia alla medicina, dalla botanica all’antropologia e a molte altre, e cercato la risposta a 25 domande fondamentali, per capire se gli esseri umani preistorici fossero onnivori generalisti, oppure carnivori puri. 

Hanno così dimostrato come le prove del fatto che i primi esseri umani erano carnivori puri si trovano ovunque. Per esempio, nell’acidità dello stomaco, particolarmente alta rispetto a quella di altri vertebrati e, soprattutto, a quella degli onnivori. Avere un elevato livello di acidità serve per abbattere la carica batterica presente nella carne, specialmente quando questa viene conservata per giorni a temperatura ambiente, non cucinata e consumata con frammenti di annessi come la pelle. Ma tutto ciò comporta il dispendio di molte energie, che non possono essere controbilanciate se non da una dieta ad altissima percentuale di carne. 

Un altro indizio è la struttura del grasso nel corpo umano. Negli onnivori viene immagazzinato in poche cellule adipose molto grandi, mentre nei carnivori in molte cellule più piccole e più numerose: gli esseri umani hanno una distribuzione del secondo tipo. Lo stesso vale per concentrazione e funzione di sostanze prodotte dal corpo stesso, quali l’insulina o gli acidi grassi, oppure assunte attraverso il cibo, come alcune vitamine presenti nella carne, o mediante processi come la masticazione.

Secondo i ricercatori sono molti gli indizi biologici a indicare che i nostri antenati erano carnivori

Inoltre, anche nel DNA si trovano prove convincenti, perché l’uomo ha geni tipicamente associati a una dieta ricca di grassi, mentre specie a esso vicine ma vegetariane, come per esempio gli scimpanzé, hanno un corredo genetico tipico di una dieta con molti zuccheri (gli amidi delle piante). 

Accanto alle prove biologiche ve ne sono poi di archeologiche: innumerevoli reperti datati con gli isotopi dimostrano che i primi esseri umani cacciavano animali molto grandi ed erano “ipercarnivori”. Questo ha contributo alla loro evoluzione ma anche all’estinzione di diverse specie: il corpo umano, allora come oggi, si era adattato a nutrirsi di carne. Una dimostrazione ulteriore, anche se indiretta, è la comparsa di strumenti per la lavorazione dei vegetali solo in epoca molto più recente, e cioè a partire da circa 85 mila anni fa per l’Africa, e da 40 mila anni fa per l’Europa e l’Asia. 

Anche se per tantissimi anni si è ritenuto che i primi esponenti del genere Homo se la siano cavata mangiando un po’ di tutto, non ci sarebbero in definitiva vere prove di questo. Mentre ce ne sono, e molte, del fatto che inizialmente Homo sia stato in cima alla classifica dei predatori, e tale sia rimasto per parecchio tempo. Solo alla fine del pleistocene avrebbe iniziato ad allargare i suoi orizzonti alimentari.

Questa sarebbe la ricostruzione più attendibile e completa tra quelle realizzate finora, proprio per la multidisciplinarietà e per l’enorme massa di dati analizzati. Gli autori concludono polemizzando con chi segue diete particolari, a volte prive di carne, e giustifica la propria scelta affermando che è quella più naturale perché i primi umani si nutrivano così. Queste persone, secondo i ricercatori, dicono cose che non sono fondate sulla scienza, ma solo sulle proprie convinzioni.

© Riproduzione riservata Foto: stock.adobe.com

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Roberto La Pira

  Agnese Codignola

Agnese Codignola
giornalista scientifica

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3 Commenti

  1. Avatar

    ” Gli autori concludono polemizzando con chi segue diete particolari, a volte prive di carne, e giustifica la propria scelta affermando che è quella più naturale perché i primi umani si nutrivano così.
    Queste persone, secondo i ricercatori, dicono cose che non sono fondate sulla scienza, ma solo sulle proprie convinzioni.”

    Sono d’accordo con la conclusione.

    Non è una giustificazione che si basa su motivazioni solide, nè saliente nè determinante a mio avviso, fare appello al naturale o alla tradizione è un classico bias cognitivo.

    Allo stesso modo come sarebbe sciocco seguire anche la dieta particolare, carnivora, dei primati del pleistocene perchè loro si cibavano così.

  2. Avatar
    Simonetta Galante

    Trovo doveroso fare il possibile per trovare alternative proteiche al consumo di carne. Il pianeta non può reggere la dieta carnea per otto miliardi e mezzo di persone. Fino all’età della pietra, gli esemplari umani erano in numero esiguo e probabilmente c’era carne per tutti. Poi, già nel passato remoto, l’uomo è stato costretto ad una dieta onnivora. Comunque mi rimane un dubbio sulla dentatura degli ominidi, che non è mai stata da animale carnivoro, bensì da onnivoro.

  3. Avatar

    Come recita benissimo il titolo questo è il migliore e più completo studio sulla alimentazione primordiale “secondo i ricercatori che vi hanno partecipato” in pratica una autocertificazione pur tra grandi esperti in attesa di un ulteriore rassegna magari dalle conclusioni parzialmente diverse, viste le intere biblioteche di studi precedenti sull’argomento, della serie ” l’ultima è sempre la migliore e più precisa”………..
    Per farla breve i motivi per mangiare o non mangiare carne OGGI non devono essere, come dichiarato giustamente, giustificati da cosa faceva tizio e caio milioni di anni fa in condizioni completamente diverse ma da problematiche puntuali relative alla realtà degli ultimi decenni.
    Non ho competenza specifica per confutare le ardite costruzioni sulla genetica ma da una infarinata di epigenetica che ho mi sento di dire che si parla di disegni sulla sabbia in riva al mare, di conclusioni algoritmiche in cui un solo fattore sottovalutato o sopravvalutato potrebbe cambiare la forma delle conclusioni, vacclarato che i rapporti tra DNA e RNA sono tuttaltro che chiariti.
    Ci sono differenze specifiche relativamente alla dentatura, alla lunghezza dell’intestino, alla presenza e/o assenza di specifici enzimi solo per fare qualche esempio che ci differenziano dai carnivori.
    Riguardo poi al pH delle secrezioni gastriche dei carnivori, per esempio il gatto, esse sono parecchio più acide ( pH 1 per il gatto e altri felini, variabile da 1,5 a 3 per gli umani ed essendo una scala logaritmica la distanza è parecchia) quindi i margini di incertezza rimangono tali.
    L’homo sapiens attuale sembra molto diverso dai suoi antenati mangiatori seriali di carne dipinti dalla ricerca.

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