Polli e/o galline in un pollaio domestico

I servizi sanitari dell’AULSS 7 Pedemontana hanno pubblicato le raccomandazioni utili per la corretta gestione delle attività dei cittadini privati che allevano animali da cortile – galline e conigli – ai fini dell’autoconsumo o che siano interessati ad avviarlo. Il documento “Pollai e dintorni. Istruzioni per l’allevamento avicunicolo per autoconsumo nell’AUSLL 7 Pedemontana” recita:

Sebbene il conseguimento di un elevato livello di protezione della vita e della salute umana sia uno degli obiettivi fondamentali della legislazione alimentare, le norme comunitarie sull’igiene dei prodotti alimentari non si applicano alla produzione primaria per uso privato domestico, né alla preparazione, alla manipolazione o alla conservazione domestica di alimenti destinati al consumo privato domestico il cui ambito rimane escluso dal campo di applicazione del controllo ufficiale messo in atto dalle autorità competenti locali in materia di sicurezza alimentare (ASL). Con questo documento i servizi veterinari dell’AULSS 7 Pedemontana intendono fornire indicazioni a chi possiede un piccolo allevamento di animali da cortile ai fini dell’autoconsumo, o è interessato ad avviarlo, indicando gli obblighi e fornendo le raccomandazioni utili per la corretta gestione di queste attività”.

Regole più stringenti per i pollai

Per chi si vuole cimentare in queste attività, gli adempimenti diventano sempre più complicati a seguito della recente rivisitazione della disciplina apportata dal Decreto 7 marzo 2023 (G.U. n. 113 del 16/05/23) e dal collegato Manuale Operativo per la Gestione del Sistema I&R. Ad oggi solo gli allevamenti familiari a numerosità ridotta (inferiore a 50 capi di pollame e/o 25 fori di conigli), preesistenti al 14 giugno 2023, non devono espletare una serie di obblighi di gestione anagrafica informatizzata. Tuttavia la disciplina della materia, come tutte in ambito legislativo, essendo in continua evoluzione, non permette di fare previsioni sul futuro.

Ma da dove arriva la necessità di restringere le regole per i cittadini che vogliono avere un pollaio? Al di là delle questioni di igiene e sicurezza degli alimenti e del benessere degli animali messe in luce nel documento, traspare anche la necessità di monitorare la diffusione di malattie zoonotiche, in primis l’influenza aviaria. Ciò traspare dal primo requisito strutturale richiesto per i pollai: “evitare contatti con i volatili selvatici ricoverando gli animali in ambienti chiusi, dotando di reti antipassero le aperture verso l’esterno”.

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Chiunque voglia iniziare ad allevare polli o galline a scopo di autoconsumo dovrà registrare i propri animali

Influenza aviaria, rischio anche per le galline in cortile

La prima positività dell’influenza aviaria ad alta patogenicità (HPAI) sottotipo H5N1 nel pollame, nel secondo semestre 2023, è stata confermata il 13 novembre 2023 dal Centro di referenza nazionale (CNR). Dall’ultimo aggiornamento del Ministero della Salute, al 9 aprile 2024, a causa dell’elevata circolazione virale nel selvatico da settembre 2022 ad aprile 2023, sono stati confermati in Italia quaranta focolai di influenza aviaria ad alta patogenicità nei domestici che in parte hanno riguardato allevamenti rurali di piccole dimensioni. Il virus coinvolto in questi fenomeni epidemici, il sottotipo H5N1, non solo è responsabile degli attuali casi nei volatili selvatici e domestici, ma si è dimostrato capace di infettare anche i mammiferi. 

La situazione merita sicuramente attenzione e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe) monitora il territorio italiano con la pubblicazione degli aggiornamenti. L’ultimo di questi, datato 20 marzo 2024, evidenzia le zone dove le autorità locali hanno indivisuato l’influenza aviaria ad alta patogenicità nel pollame domestico. Nello specifico in Veneto, nella province di Padova, con il coinvolgimento di tacchini da carne, faraone e broiler, e Verona con i tacchini da carne. In Puglia, a Lecce, erano invece coinvolti allevamenti multispecie. La durata delle misure di controllo, generali e specifiche nelle zone di protezione e di sorveglianza, quando nota, si trova nel documento “Focolai in Italia”.

Monitorare anche i piccoli allevamenti con finalità ricreative e di autoconsumo, è un passo inevitabile per tenere sotto controllo il diffondersi delle epidemie da malattie aviarie.

© Riproduzione riservata Foto: Depositphotos, Fotolia

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Patrono
Patrono
14 Maggio 2024 09:41

È normale che se da 15-20 galline io a arrivo a più di 50, diventa impegnativo. Lo Stato non mi può obbligare a prendere la partita Iva, il codice di stalla per auto consumo, ma puoi informarmi è aiutarmi con gente competente.

Louis
Louis
Reply to  Patrono
14 Maggio 2024 11:04

Con la scusa della prevenzione, come al solito si cerca di evitare che i cittadini vadano verso l’autosufficienza. Così tutti mangiano i polli broiler a rapido accrescimento. Tra poco non ci faranno mettere in terra nemmeno un pomodoro. Come se il rischio sia maggiore in chi ha 5-6 galline invece che negli allevamenti intensivi con migliaia di volatili stipati nei capannoni.

Cristiano
Cristiano
Reply to  Patrono
14 Maggio 2024 11:30

Ma contano anche i pulcini per arrivare a 50 anche se dopo ovviamente li tolgo o reintegro con galline

Roberto
Roberto
14 Maggio 2024 12:15

Invece di denunciare le schifezze degli allevamenti intensivi dove i polli vengono bombardati di antibiotici e altre porcherie si preoccupano dei pollai che hanno fatto la fortuna di milioni di persone ,quanta salute quanta buona carne, e vogliono toglierci anche questo?

Fabio
Fabio
14 Maggio 2024 12:38

Leggi, regole, moduli, permessi e marche da bollo anche per andare al gabinetto. Nessuno con un po’ di buon senso vuole l’anarchia, ma non si può nemmeno morire di burocrazia. Vuoi abbattere un albero morto nel tuo campo? Non puoi! Devi prima chiedere il permesso alla forestale, pagare un perito che ne certifichi la morte, compilare un modulo ovviamente in carta bollata. Vuoi costruirti un fornetto per le pizze in giardino? Guai! Devi prima pagare geologo, geometra, architetto, e ovviamente chiedere tutti i permessi del caso in comune. Ora l’ultima novità: vuoi tenere qualche gallina in giardino? No! Ci va il pollaio “a norma”.

Uno Stato sempre più pervasivo ed asfissiante, a fronte di servizi per il cittadino sempre più scadenti. Almeno avessero la decenza ed il buon gusto di evitare di parlare di “libertà”: tra un po’ ci vorrà un modulo pure per andare al gabinetto.

Ernesto
Ernesto
Reply to  Fabio
19 Maggio 2024 20:07

Io ho 10 galline.L’anno scorso ne ho comperate 6 da un allevatore,tutte morte nel giro di 2 settimane.Ho sporto denuncia telefonica alle autorità competenti,risultato?Dopo 2 mesi mia cognata ne acquista 2 al mercato sempre dallo stesso soggetto e nel giro di 10 giorni morte anche loro. Magari qualche fetente verrà da me per dirmi che devo mettere la ere antiuccelli,ma allora le galline ruspanti le devo chiudere in gabbia?Certamente non posso mettere una rete per più di 100 mq. La Lombardia è la regione che applica tutte le normative europee per essere la prima della classe.

Aurelia
Aurelia
14 Maggio 2024 16:33

La libertà si ristringe sempre di più in Europa, gli investimenti nella carne sintetica tengono vanno a pari passo con certe norme? Il problema va risolto all’apice, fuori dall’Europa e da altre influenze straniere, vogliamo crescere i nostri polli bio in santa pace.

Antonino Palazzolo
Antonino Palazzolo
15 Maggio 2024 11:12

Ce l’hanno con gli allevamenti amatoriali x eliminarli mentre i grossi allevamenti intensivi dove gli animali vivono una vita di stenti e sofferenza non vengono toccati

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