Home / Pianeta / Plastica: sono di Coca-Cola, PepsiCo e Nestlé gli imballaggi trovati più spesso sulle spiagge. L’iniziativa di Break Free From Plastic

Plastica: sono di Coca-Cola, PepsiCo e Nestlé gli imballaggi trovati più spesso sulle spiagge. L’iniziativa di Break Free From Plastic

plastica greepeace spiaggia rifiuti puliziaSono di Coca-Cola, PepsiCo e Nestlé gli imballaggi di plastica recuperati più spesso dalle spiagge e dai mari di tutto il mondo. È questo è il risultato di un’iniziativa  firmata da Break Free From Plastic, una coalizione internazionale di oltre mille organizzazioni, come Greenpeace e Zero Waste Europe, che ha organizzato oltre 200 azioni di pulizia in 42 Paesi, a cui hanno partecipato 10 mila volontari. Solo in Europa, ogni anno si producono 25 milioni di tonnellate di rifiuti plastici, e solo il 30% viene riciclato. Si stima che ogni anno negli oceani vengano riversate tra le 150 mila e le 500 mila tonnellate di plastica.

Oltre 187 mila rifiuti di plastica sono stati raccolti e catalogati, identificando migliaia di marchi di prodotti quasi sempre monouso. A battere tutti è stata Coca-Cola insieme ai marchi – Fanta, Sprite, Schweppes … Seguono PepsiCo, Nestlé e Danone. In Italia, dove si sono svolte 11 iniziative di pulizia delle spiagge, in cima alla classifica si sono posizionate le bottiglie di Coca-Cola e San Benedetto  oltre a imballaggi di prodotti firmati Ferrero e Nestlé .

Secondo Break Free From Plastic, queste operazioni di pulizia dovrebbero fare capire alle grandi multinazionali qual è il loro ruolo nel problema dell’inquinamento da plastica del pianeta. “È il momento che le grandi multinazionali si assumano le proprie responsabilità” afferma Von Hernandez, il coordinatore della coalizione.

Durante le operazioni di pulizia non sono stati catalogati solo i marchi, ma anche i tipi di plastica che si trovano più di frequente nelle  spiagge e nei mari. Il più diffuso è il Pet (polietilenetereftalato), un polimero utilizzato per  la quasi totalità delle bottiglie, seguito dal  polistirolo, ancora non riciclabile nella maggior parte dei Paesi.

Ad aprile, Greenpeace aveva lanciato una petizione per chiedere alle grandi multinazionali del cibo come Coca-Cola, Starbucks, Nestlé e McDonald’s di abbandonare l’uso di confezioni e imballaggi in plastica usa e getta.

© Riproduzione riservata

Se sei arrivato fino a qui...

...sei una delle 40 mila persone che ogni giorno leggono senza limitazioni le nostre notizie perché diamo a tutti l'accesso gratuito. Il Fatto Alimentare, a differenza di altri siti, è un quotidiano online indipendente. Questo significa non avere un editore, non essere legati a lobby o partiti politici e avere inserzionisti pubblicitari che non interferiscono la nostra linea editoriale. Per questo possiamo scrivere articoli favorevoli alla tassa sulle bibite zuccherate, contrastare l'esagerato consumo di acqua in bottiglia, riportare le allerta alimentari e segnalare le pubblicità ingannevoli.

Tutto ciò è possibile anche grazie alle donazioni dei lettori. Sostieni Il Fatto Alimentare basta anche un euro.

  Giulia Crepaldi

Giulia Crepaldi

Guarda qui

6 pack ring underwater plastic ocean

Plastica, i rifiuti che inquinano di più il Mar Adriatico? Sono bottiglie, buste e imballaggi. I risultati di uno studio dell’Ispra

Come tutti i mari del mondo, anche l’Adriatico sta soffocando nella plastica monouso. La conferma …

2 Commenti

  1. Per indurre le aziende ad abolire o limitare le confezioni di plastica è necessaria una legge europea, ma quali altri prodotti non inquinanti possono sostituire la plastica? Forse dovremmo abituarci a confezioni di carta (es tetrapak, ecc.). L’unica soluzione è la raccolta differenziata, ma quanti sono a farla? La plastica, anche quella raccotla in mare, deve essere riciclata e non incenerita, perché, oltre all’inquinamento atmosferico, si perde materia riutilizzabile.

  2. NAZARIO PANUNZIO

    la plastica va abolita unico modo per non usarla piu’