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Gli Pfas anche nell’acqua piovana dell’Antartide e in molti alimenti: è ora di dire basta

acqua fiumi analisi inquinamento ambiente Water pollution concept. Woman scientist takes a water sample from polluted pond. Concept: PfasLe sostanze alchiliche perfluorurate e polifluorurate (Pfas) sono oltre 4.700 composti chimici artificiali ampiamente utilizzati in molti ambiti, tra cui quello alimentare, dove risultano utili per trattare imballaggi e articoli in carta, ma anche utensili da cottura e pentole. Queste sostanze però, pur consentendo di rendere un materiale impermeabile, antimacchia, resistente ai grassi e antiaderente, possono rappresentare un rischio per l’uomo e avere importanti effetti negativi sulla salute, come i danni al fegato, le malattie della tiroide, l’obesità, i problemi di fertilità e il cancro. Definite “sostanze chimiche eterne” dalla multinazionale americana che le brevettò, i Pfas sono estremamente persistenti nell’ambiente e negli organismi viventi. I rischi per la salute, accertati o fortemente sospettati, stanno però aumentando di pari passo con l’evoluzione della ricerca sugli interferenti endocrini ed è per questo che le autorità di Svezia, Norvegia, Danimarca, Germania e Paesi Bassi hanno elaborato un piano strategico per eliminarli entro il 2030. Anche la Commissione Europea si è impegnata ad agire, nel contesto della sua strategia sui prodotti chimici per la sostenibilità, verso un ambiente privo di sostanze tossiche, ma a oggi il piano europeo non ha ancora previsto misure concrete sui materiali destinati al contatto con gli alimenti.

Il tempo stringe, lo dimostrano recenti e allarmanti indagini sul tema. Un importante studio sviluppato dall’Università di Stoccolma, e pubblicato su Environmental Science & Technology, dimostrerebbe per esempio che la contaminazione ambientale da Pfas è ormai diffusa anche nelle aree più remote del pianeta. Persino le acque piovane dell’Antartide e il Tibet hanno rivelato la presenza di Pfas a livelli superiori ai limiti di contaminazione stabiliti per l’acqua potabile dall’Epa (Environmental Protection Agency, agenzia statunitense per la protezione dell’ambiente). Sarebbe quindi a questo punto fondamentale agire immediatamente per regolamentare l’uso di Pfas in quanto, come sostiene lo stesso studio, “la situazione è scarsamente reversibile”. In altre parole, potremmo raggiungere a breve una situazione di non ritorno circa i rischi associati alla nostra esposizione ai Pfas.

gamberi
Basta una manciata con pochi (da tre a cinque) gamberi provenienti dai laghi svedesi per superare la dose settimanale tollerabile di assunzione di Pfas

Il test di laboratorio condotto per la rivista svedese Testfakta ha rilevato che i gamberi dei laghi svedesi hanno livelli di Pfas molto maggiori di quelli provenienti da Turchia, Spagna ed Egitto. Secondo questo studio, basterebbe consumare una manciata di gamberi svedesi (da tre a cinque) per superare la dose settimanale tollerabile di assunzione di Pfas. Negli ultimi anni la Svezia si è dimostrata una nazione molto attenta a questo problema e grandi quantità di tali sostanze sono state ritrovate effettuando misurazioni in laghi, fiumi e pozzi. Considerato che l’acqua potabile consumata dagli svedesi proviene da questi stessi luoghi, non sorprende che, nel recente biomonitoraggio europeo Hbm4Eu, gli adolescenti di questo Paese siano risultati i più contaminati da Pfas, seguiti dai ragazzi francesi e norvegesi. “Serve un divieto su scala globale!”, chiosa l’indagine della rivista svedese.

In effetti non esistono molte alternative per risolvere il problema: proteggere le popolazioni dai rischi correlati all’esposizione è estremamente difficile e oneroso. Ancor più se si pensa che le loro molecole sono state rilevate nel sangue e nel latte materno di persone e animali in tutto il mondo. La progressiva restrizione e il bando di tutti i Pfas su scala globale sono le uniche soluzioni disponibili per impedire che queste sostanze tossiche continuino ad avvelenare il pianeta e accumularsi negli organismi. Le industrie, dal canto loro, devono impegnarsi immediatamente per eliminarle gradualmente, sostituendole con alternative più sicure.

Uno degli effetti più critici per la salute umana risiede, già nei bambini, nella diminuita risposta del sistema immunitario alle vaccinazioni

Queste sostanze sono infatti in grado di alterare i processi dell’organismo che coinvolgono gli ormoni responsabili dello sviluppo, del comportamento, della fertilità e di altre funzioni essenziali. Nel suo parere del 2020 l’Efsa (Agenzia Europea per la sicurezza alimentare) è arrivata anche a stabilire che uno degli effetti più critici per la salute umana risieda, già nei bambini, nella diminuita risposta del sistema immunitario alle vaccinazioni. Ad alimentare ulteriori preoccupazioni, una ricerca dell’Harvard School of Public Health che ha tenuto in considerazione ciò che si era già evidenziato dopo le vaccinazioni contro tetano e difterite: i bambini esposti a Pfas hanno concentrazioni di anticorpi molto ridotte rispetto al normale.

L’alto numero di criticità ha determinato, nel 2012, la nascita del gruppo Ocse/Unep Global Perfluorinated Chemicals (Pfc), che  riunisce esperti di paesi membri e non membri dell’Ocse del mondo accademico, dei governi, dell’industria e delle Ong, nonché rappresentanti di altre organizzazioni internazionali, allo scopo di considerare lo sviluppo di programmi per ridurre le emissioni e il contenuto di Pfas. Un portale dedicato fornisce informazioni sulle eventuali alternative, sulle iniziative per ridurre il rischio ambientale e per la salute, nonché sulle misure adottate dai singoli Stati e i documenti sono in continuo aggiornamento.

© Riproduzione riservata; Foto: AdobeStock

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Roberto La Pira

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2 Commenti

  1. Abbiamo chiuso gli occhi per tanti decenni. Ora, pur consapevoli che i pfas resteranno nell’ambiente per centinaia di anni, è il momento di una nuova campagna incisiva con un focus sulle possibili alternative e studi per trovare molecole sicure e alternative anche accettandone gli svantaggi immediati come abbiamo fatto tutti con la minore resistenza dei sacchetti plastica compostabile. Meno resistenti ma fieri per un volta di aver inciso proattivamente su un qualcosa che prima non era neppure riciclabile.
    Ma l’alternativa andrà ponderata bene Altrimenti il risultato sarà qualcosa di simile al bisfenolo A sostituito col Bisfenolo B (molecola quasi identica) o del glosifosate sostituito con gruppi di molecole simili e quindi simili effetti…

  2. A coloro che vantano “evidenze” di irrisorie contaminazioni di nessun peso specifico vorrei far notare che sono migliaia ogni giorno le applicazioni di questi aggeggi e quindi il bioaccumulo non può essere calcolato da nessun algoritmo in tutte le fattispecie, e inoltre i limiti “sicuri” sono talmente bassi da non permettere tranquillità a nessuno.

    Ma passando oltre, i probabili sostituti seri ( escludendo quelli cioè che hanno formula quasi identica fino a ieri proposti su cui abbiamo già dato ) sono difficili da individuare, ce ne sono oggi almeno almeno un paio di dozzine stando alle dichiarazioni di una università italiana, sono secretati e quindi non giudicabili e ancora lontani da probabili applicazioni pratiche……..e poi saranno garantiti sicuri? Ci fidiamo a priori?

    La verità più credibile è che sono estremamente pericolosi e di conseguenza esistono tutta una serie di dichiarazioni e provvedimenti delle agenzie regolatrici che vogliono limitare fino a zero l’uso di queste sostanze ma cosa possiamo realmente aspettarci nel prossimo futuro?

    Mettendosi ciecamente nelle mani della scienza applicata, intendo dire con pochi controlli orientati alla precauzione/prudenza e sempre colpevolmente tardivi, forse raggiungeremo la perfezione in un ipotetico futuro ma nel frattempo, nel mondo reale, oltre alle vittime inconsapevoli qualcuno paga per le situazioni irreversibili in cui veniamo spinti? —–microplastiche-antibiotico.resistenza-molti.pesticidi-interferenti.endocrini-giochetti.genetici-microinquinanti.vari solo per fare degli esempi in ordine sparso——-
    Vogliamo derubricarli a semplici incidenti di percorso o aprire finalmente gli occhi e accettare/imporre qualche limite alle scommesse pericolose?

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