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Petizione olio di palma: 93 mila firme in cinque settimane. La raccolta continua

petizione olio palmaCoop, Esselunga Ikea, Md Discount, Ld Market hanno deciso di sostituire l’olio di palma dai loro prodotti a marchio. È questo il primo risultato della petizione lanciata il 20 novembre da  Il Fatto Alimentare e Great Italian Food Trade su Change.org per dire stop all’invasione dell’olio di palma presente nel 95% dei prodotti da forno.

Ringraziamo tutte queste persone e le invitiamo a rilanciare l’appello sulle pagine dei loro social network per aumentare  il numero dei sostenitori.  La petizione è stata ripresa su decine di siti ed è stata oggetto di un provvedimento parlamentare promosso dal Movimento 5 Stelle.

Per rendersi conto di quanto l’olio di palma sia diffuso basta dire che è il grasso principale di quasi tutti i biscotti, le merendine, gli snack dolci e salati. L’ampio utilizzo di questa materia prima è dovuto sia al costo competitivo, sia al fatto di avere caratteristiche simili al burro. Secondo stime che abbiamo pubblicato in questo articolo molti  italiani assumono ogni giorno quantità elevate di olio di palma senza saperlo. Bastano 4 biscotti a colazione, una merendina e una cotoletta impanata per raggiungere 36 grammi.

Continuate a  sottoscrivere la petizione  clicca qui. Ecco il testo

 

palma olioLa petizione ha raggiunto 93 mila firme in poco più di un mese.

Il Fatto Alimentare e Great Italian Food Trade dicono “no” all’olio di palma per motivi etici, ambientali e di salute e invita le aziende a sostituirlo con altri oli vegetali non idrogenati o con il burro.

1) La produzione di palma è correlata alla rapina delle terre e alla deportazione di milioni di famiglie africane e asiatiche (land grabbing). È inoltre causa primaria della deforestazione di aree boschive (prima causa di emissioni di CO2 nel Sud-Est asiatico) e della devastazione degli “habitat” naturali per lasciare spazio alle monocolture come quelle della palma da olio. Queste operazioni comportano gravi violazioni dei diritti umani, l’eliminazione della sovranità alimentare e la riduzione della biodiversità. Per stemperare le problematiche e ripulire l’immagine dell’olio di palma esiste una certificazione sostenibile (RSPO), che tuttavia copre solo una quota minima della produzione, senza neppure mitigare i problemi denunciati.

2) L’olio di palma viene utilizzato dalla maggior parte delle aziende alimentari perché costa poco e si presta a molti utilizzi. Secondo i nutrizionisti l’assunzione giornaliera di dosi elevate di questo ingrediente può risultare dannosa per la salute a causa della presenza dei grassi saturi. Questa ipotesi si verifica più spesso di quanto si creda, visto che il palma si trova nella maggior parte degli alimenti trasformati, soprattutto in quelli più consumati dai giovani. Anche se in Italia non esistono studi sul consumo pro-capite, i nutrizionisti consigliano di limitarne l’assunzione, in particolare ai bambini che sono i più esposti.

http://www.ilfattoalimentare.it/wp-admin/post.php?post=57029&action=edit&message=10

La coltivazione delle palme da olio è la causa primaria della deforestazione e della devastazione degli “habitat” naturali

olio di palma e frutto Il Fatto Alimentare e  Great Italian Food Trade chiedono al Ministero della salute e agli enti pubblici di disporre l’esclusione dalle pubbliche forniture di alimenti che contengano olio di palma. Questa clausola deve essere inserita in tutti i capitolati di appalto per l’approvvigionamento delle mense scolastiche, ospedaliere e aziendali, nonché dei distributori automatici collocati in scuole e pubblici edifici.

Chiediamo al Ministero delle politiche agricole e agli altri Stati membri dell’Unione Europea di aderire subito alle Linee Guida del CFS (Committee on World Food Security) – FAO, per una gestione responsabile delle terre, delle foreste e dei bacini idrici.

Chiediamo ai supermercati di escludere dalle forniture dei prodotti con il loro marchio (private label) l’olio di palma.

Chiediamo alle industrie agroalimentari di impegnarsi a riformulare i prodotti senza l’utilizzo di olio di palma, affinché il cibo “made in Italy” possa davvero distinguersi come buono e giusto.

Il Fatto Alimentare e Great Italian Food Trade

 

Per sottoscrivere la petizione clicca qui

 

 

  Roberto La Pira

Roberto La Pira
Giornalista professionista, laurea in Scienze delle preparazioni alimentari

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3 Commenti

  1. Claudio Sorbello

    Sottoscrivo, con piena consapevolezza, la petizione per l’abolizione dell’uso dell’olio di palma.

  2. grazie per la vostra iniziativa.finalmente qualcosa cambierà.

  3. e pensare che anni fa un amico mi ha portato in un locale esaltando il fritto perché li era l’unico posto in cui utilizzavano “olio di palma”, il più buono in assoluto 🙂