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Non solo api: i pesticidi danneggiano anche le creature che vivono nel suolo e lo mantengono in salute

larve insetti coleotteri terra terreno manoQuando si parla degli effetti dei pesticidi sull’ambiente, la nostra mente corre subito alle api e agli altri impollinatori, insetti che svolgono un ruolo fondamentale per l’agricoltura. Ma spesso ci dimentichiamo quanto siano importanti anche i piccoli invertebrati che vivono nel suolo mantenendolo in salute. E ancora più raramente ci rendiamo conto che i pesticidi hanno un impatto negativo anche su queste specie. Ce lo ricorda una revisione pubblicata su Frontiers in Environmental Science, che ha analizzato circa centinaia di studi scientifici in materia.

Le creature che vivono nel terreno – lombrichi, formiche, millepiedi, collemboli, molte specie di api selvatiche e tanti altri ancora – svolgono tutta una serie di funzioni essenziali per l’agricoltura. Solo per fare alcuni esempi, questi invertebrati, nutrendosi di materia organica in decomposizione, restituiscono al suolo nutrienti utili allo sviluppo delle colture; oppure, muovendosi e scavando, alterano la porosità del terreno, aumentandone l’aerazione e l’assorbimento dell’acqua. Senza dimenticare che molte di queste specie svolgono un ruolo importante nel controllo di infestanti e malattie delle colture agricole.

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Una revisione di 400 studi scientifici ha messo in luce i danni causati dai pesticidi agli invertebrati che vivono nel terreno

Per questo motivo i ricercatori del Center for Biological Diversity americano, insieme ai colleghi di Friends of the Earth e dell’University del Maryland, hanno analizzato circa 400 studi sugli effetti di 284 diversi pesticidi su 275 specie di invertebrati che vivono nel terreno. “Il livello di danno che vediamo è molto più grandi di quanto pensavo. – ha dichiarato al Guardian Nathan Donley, uno degli autori dello studio – I terreni sono incredibilmente importanti. Ma il modo in cui i pesticidi possono danneggiare gli invertebrati del suolo ottiene molta meno attenzione di impollinatori, mammiferi e uccelli – è estremamente importante che ciò cambi”.

Dagli studi analizzati, i ricercatori hanno ottenuto oltre 2.800 parametri sull’abbondanza, il comportamento, la riproduzione, la diversità, la salute e la mortalità degli insetti e delle altre creature che vivono nel terreno. Utilizzando questi dati gli autori hanno scoperto che l’esposizione ai pesticidi ha un effetto negativo sul 70,5% di questi parametri. I pesticidi più dannosi, secondo lo studio, sono gli insetticidi (75% dei parametri influenzati negativamente), seguiti da fungicidi (71%), erbicidi (63%), battericidi (58%) e miscele di principi attivi (56%).

Soil in hand for planting
Dall’analisi dei dati risulta che i pesticidi hanno effetti negativi sul 70% dei parametri sulla salute e la biodiversità degli invertebrati del suolo

Gli effetti osservati variano a seconda della specie e del tipo di prodotto utilizzato. Per esempio i coleotteri sono danneggiati di più dagli insetticidi, neonicotinoidi in testa, che da erbicidi e fungicidi. I lombrichi, invece sono risultati particolarmente sensibili alle classi più studiate di insetticidi, ma anche ad alcuni tipi di erbicidi e al fungicida benzimidazolo.

La prevalenza degli effetti negativi nei nostri risultati sottolinea la necessità di rappresentare gli organismi del suolo in ogni analisi del rischio di un pesticida che ha il potenziale di contaminare il terreno” scrivono i ricercatori facendo riferimento in particolare alla realtà statunitense, dove vengono richiesti solo test sulle api. In Europa la situazione è decisamente migliore, dato che le analisi del rischio includono anche acari, collemboli, lombrichi e l’attività microbica nel terreno. Inoltre, si sta considerando la possibilità di aggiungere porcellini di terra (oniscidi) e funghi simbionti. Ma tutto ciò potrebbe non essere comunque abbastanza, senza un cambiamento verso un modello di agricoltura che faccia meno affidamento su pratiche intensive e l’uso massiccio di pesticidi.

© Riproduzione riservata Foto: stock.adobe.com

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Un commento

  1. Avatar

    Agroindustria intensiva.

    Si salvi chi può.