Home / Lettere / Pere, a cosa serve la ceralacca sul picciolo? La risposta del Consorzio pere dell’Emilia Romagna Igp alla domanda di un lettore

Pere, a cosa serve la ceralacca sul picciolo? La risposta del Consorzio pere dell’Emilia Romagna Igp alla domanda di un lettore

pere ceralacca 2Gentile redazione, da qualche tempo al mercato compro pere che sul picciolo recano una sorta di cappuccio di ceralacca. La cosa mi diverte ma non capisco quale sia l’utilità di questo trattamento, che immagino richieda un certo dispendio di tempo, e anche un costo che fa lievitare il prezzo al dettaglio.

Roberto

Per rispondere alla domanda del lettore abbiamo chiesto delucidazioni a Alessandra Ravaioli agronoma del Consorzio pere dell’Emilia Romagna Igp.

Si tratta di un’usanza antica, ormai poco presente sui mercati, adottata sulle pere Decana del Comizio principalmente per motivi estetici e di valorizzazione della “prima qualità”, usata soprattutto da commercianti che si rivolgono ai punti vendita specializzati in frutta e verdura.

La ceralacca un tempo, invece, era usata per prevenire l’avvizzimento del frutto nella parte peduncolare. Le pere così trattate duravano più a lungo ed erano quindi sinonimo di prodotto di pregio, perché potevano essere consumate anche molto dopo la raccolta. Oggi con l’uso dei frigoriferi moderni le pere possono essere conservate bene anche senza ricorrere alla speciale preparazione. Tuttavia il peduncolo rosso è rimasto per i consumatori un segno che distingue il prodotto di pregio.

La Decana, poi, è una pera molto delicata, che si segna al minimo contatto, per cui inizialmente la ceralacca aveva anche una funzione di protezione dei frutti dal possibile contatto dei piccioli delle altre pere che con la ceralacca erano meno appuntiti. Alcuni ritenevano che in questo modo si impedisse l’accesso di microrganismi dal picciolo.

© Riproduzione riservata

Se sei arrivato fino a qui...

...sei una delle 40 mila persone che ogni giorno leggono senza limitazioni le nostre notizie perché diamo a tutti l'accesso gratuito. Il Fatto Alimentare, a differenza di altri siti, è un quotidiano online indipendente. Questo significa non avere un editore, non essere legati a lobby o partiti politici e avere inserzionisti pubblicitari che non interferiscono la nostra linea editoriale. Per questo possiamo scrivere articoli favorevoli alla tassa sulle bibite zuccherate, contrastare l'esagerato consumo di acqua in bottiglia, riportare le allerta alimentari e segnalare le pubblicità ingannevoli.

Tutto ciò è possibile anche grazie alle donazioni dei lettori. Sostieni Il Fatto Alimentare basta anche un euro.

  Redazione Il Fatto Alimentare

Redazione Il Fatto Alimentare

Guarda qui

Inchiostro sull’affettato Coop: la segnalazione di un lettore e la risposta della catena di supermercati

Ieri mattina ho comperato al banco gastronomia dell’Ipercoop di Crema del petto di pollo cotto …