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Arriva la bistecca con gli omega3: è in commercio in America la carne di manzo con gli acidi grassi “buoni”

bisteccaTra pochi giorni gli americani che vogliono o devono aumentare l’apporto di acidi grassi omega3 nella dieta potranno contare su una fonte alternativa al pesce e ai supplementi: la carne di manzo GreatO Premium Ground Beef, ottenuta dalla NBO3 Technologies LLC in base ai risultati di studi durati anni e condotti dall’Università del Kansas di Buffalo. Non si tratta di carne derivante da animali transgenici, ma di carne che giunge da bovini nutriti con un’alimentazione specifica, a base di semi di lino, trattati poi con opportuni microrganismi al fine di mantenere gli acidi grassi integri.

 

carne, omega3, usa,logoLa storia del filetto agli omega3 inizia diversi anni fa, nel 1998, quando Jim Drouillard, docente di veterinaria aziendale, nota che gli animali che hanno una dieta molto ricca in semi di lino si ammalano di meno di infezioni del tratto respiratorio e di diabete, e hanno una maggiore fertilità. Ma pensare di mantenere alto il tasso di questi acidi grassi insaturi nella carne sembrava, allora, irrealizzabile, poiché gli omega3 vengono degradati nel rumine da appositi batteri. Così gli studi sono andati avanti fino a quando Drouillard ha trovato il modo di arricchire la dieta con opportuni batteri, che permettono agli omega3 di passare intonsi dall’apparato digerente ed essere assorbiti da quello muscolare.

 

semi linoMa restava un grande interrogativo: quello sul gusto, composto da decine di fattori diversi: gli americani amano troppo la carne e probabilmente non ne avrebbero mai accettata una che avesse avuto anche solo qualche sfumatura di gusto diversa da quella cui sono abituati. Così Drouillard e i suoi colleghi hanno eseguito numerosissimi di panel, cioè hanno chiesto a centinaia se non migliaia di persone di assaggiare il loro GreatO Premium, non trovando mai nessuno che riuscisse a distinguerlo dal manzo normale. E a quel punto hanno chiesto e ottenuto dalla FDA l’autorizzazione alla vendita, che dovrebbe appunto iniziare entro metà febbraio.

 

La buediscussione sul ruolo reale degli acidi grassi omega3 non è ancora giunta a un punto di equilibrio: negli ultimi anni, infatti, sono stati pubblicati studi e analisi che giungono a conclusioni molto diverse per quanto riguarda gli effetti sul sistema cardiovascolare ma anche su quello nervoso, sulla vista, e su molto altro. La conseguenza è che, a oggi, non esistono dosi giornaliere raccomandate ufficiali e anche su una loro assunzione complementare non c’è accordo a livello internazionale, ma quasi tutte le società scientifiche ne raccomandano l’impiego nelle persone che hanno avuto un infarto o hanno già gravi patologie cardiovascolari. In generale, comunque, la dose raccomandata si aggira attorno ai 1.200-1.600 milligrammi al giorno, e la carne GreatO Premium ne fornisce circa 200 ogni 100 grammi circa. Secondo Drouillard il suo manzo agli omega3 può quindi rappresentare una valida alternativa per chi, non vuole o non può mangiare pesce o assumere supplementi.

 

Dal canto suo, la NBO3 Technologies LLC sta verificando le caratteristiche di un’intera linea di prodotti arricchiti in omega3, che comprende pollo, formaggio, latte, burro e gelati, e ha dichiarato che i consumatori, nei test preliminari di marketing, sono molto soddisfatti. Resta da capire se il manzo che fa bene al cuore possa avere almeno un effetto negativo: quello di far dimenticare agli americani che dovrebbero mangiare molta meno carne rossa, a prescindere dal tasso di omega3, per il bene loro e del pianeta.

 

Agnese Codignola

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Foto: Photos.com

  Agnese Codignola

Agnese Codignola
giornalista scientifica

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5 Commenti

  1. Avatar

    Scusate ma dagli americani in fatto di alimentazione e allevamento non abbiamo proprio nulla da imparare. Basti pensare che sono legali gli anabolizzanti per i bovini. In piemonte abbiamo il Fassone piemontese la cui carne grazie al suo patrimonio genetico possiede naturalmente gli omega 3. Vedere il sito coalvi per credere http://www.coalvi.it/Carne/caratteristiche.aspx

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    I bovini non dovrebbero mangiare nè mais, nè grano, nè tantomeno semi di lino! i bovini mangiano erba, pascolano, basterebbe questo per imbottirli di omega-3! smettiamola di farci prendere in giro da queste trovate del marketing e guardiamo in faccia alla realtà.

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    Benito Mantovani

    Mi preme precisare che in Veneto esiste, fin dagli anni ottanta, un bovino, identificato con il nome Manzetto, le cui carni hanno elevati quantitativi di omega 3 e di Cla -acido linoleico coniugato. Gli interessati possono chiedere informazioni a riguardo al seguente indirizzo: isaramanti@libero.it

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    …è la classica trovata commerciale americana. Ora è il trend degli omega3, nel latte, nel burro (addirittura) e ora nella carne…ma perché non se li mangiano loro i semi di lino? e poi a quanto ammonterebbero in peso questi omega 3 per 100 grammi di prodotto? Quanto sarebbe la loro emi-vita? … purtroppo come in questo caso e anche in italia la manipolazione delle informazioni unita alla nostra ignoranza culturale di base ci fa cadere in questi tranelli e sta spostando l’alimentazione da cultura della nutrizione a moda, a griffe, a etichetta.
    Volete vivere a lungo? iniziate ad analizzare gli stili alimentari dei vostri nonni.

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    Non serve a niente mangiare la carne, in più si uccidono un sacco di bestie e si inquina. La fame nel mondo è colpa di chi mangia carne. Gli omega3 si trovano in forma essenziale nel Lino: semi e olio spremuto a freddo. L’olio ne contiene il 49%, quindi ne bastano 2 cucchiai al giorno per un uomo adulto. Se pensate che mi sbaglio controllate pure. Perchè torturare gli animali per il piacere dell’uomo…