; Olio extravergine: Amazon vende il100% italiano a prezzi stracciati
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Amazon vende con il proprio marchio olio extravergine 100% italiano a prezzi stracciati. Com’è possibile?

Se una grande cooperativa del Centro Italia vende ad Amazon, non su Amazon proprio ad Amazon, olio extravergine di oliva italiano in bottiglie di Pet da mezzo litro da commercializzare online a meno di 6 dollari, il disastro è compiuto. Siamo di fronte a un’operazione molto spregiudicata che desta perplessità e dà un’immagine del prodotto che nuoce agli altri operatori che adottano un listino prezzi corretto in linea con il mercato. Per capire meglio va detto che in America un olio italiano viene venduto a più del doppio (dai 12 ai 18 euro per mezzo litro).

© Riproduzione riservata Foto: Amazon, stock.adobe.com

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Roberto La Pira

  Alberto Grimelli

Alberto Grimelli
giornalista direttore Teatro Naturale

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7 Commenti

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    Sarei curioso di fare una analisi, per vedere che olio hanno rifilato (“tanto è per gli americani che non vogliono spendere”, è così).
    Poi in bottiglia di plastica…

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    Il problema sta in questa frase “Tutti gli operatori del settore sanno come vengono costruite certe operazioni promozionali, con un sapiente mix di compromessi sulla qualità, e altri espedienti.” Quali sono questi espedienti? Si parli chiaro. I vari consorzi cosa esistono a fare? E cosa fanno esattamente? E cosa hanno fatto in passato? Niente. Niente di sostanziale. Ed il risultato è questo. E adesso nessuno, per ignavia, per complicità, o per ignoranza, avrà il coraggio e/o le capacità di fare ciò che serve fare. Perchè è ovvio che volendo rimediare adesso bisogna rilanciare pesante.. non basta il solito cartellone a Time Square a New York. Per cui la situazione è così e rimarrà così. Prendiamone atto e andiamo avanti. E, incidentalmente, così è anche per tutti gli altri problemi del sistema Italia: irrisolvibili. Si può solo cercare di navigare a vista e andare avanti.

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      Sig. Miranda, per quel che vale solidarizzo con Lei. Io ormai ho perso totalmente la fiducia ed il rispetto per i consorzi di controllo e protezione dei prodotti e delle tante “sigle” che infestano inutilmente le confezioni (bio, green, naturale…e altre amenità prive di reale significato).
      Io ad esempio, dopo il magistrale e immenso lavoro compiuto dal Fatto Alimentare sullo scandalo “prosciuttopoli” vorrei sapere come stanno andando i processi, se gli autori di quella che è stata definita la più grande truffa alimentare della storia italiana stiano pagando le conseguenza di tutto quanto è successo; ne dubito fortemente. Quel che vedo, seguendo i social degli enti e consorzi coinvolti, è una massiccia operazione di “pulizia” e “quanto è bello, quanto e buono e come è fatto a regola d’arte il nostro prodotto”.
      Per concludere e condividere questo mio sfogo con Lei e con avrà avuto la voglia di leggere, pur consapevole della inutilità – a livello globale o glocale che dir si voglia – delle mie scelte:
      – non acquisto più prosciutto di san daniele e parma e l’olio extravergine di oliva lo prendo anno dopo anno da una piccola azienda toscana che conosco personalmente, pagandolo il giusto.
      Buona giornata a tutti

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      Signor Prato prendo atto. Ma secondo lei… Ma come possono andare i processi per cose come il prosciutto o l’olio d’oliva? Lo dico perché a fronte di scandali come Cirio e Parmalat non mi risulta che nessuno sia finito in galera si immagini una roba di secondo piano come lo scandalo il prosciutto lo scandalo dell’olio d’oliva, le pare?

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    Certo, ha ragione. Come detto non c’è soluzione generale (giustizia) ma solo piccole azioni personali come quella di non comprare ciò che secondo le proprie convinzioni non merita di essere acquistato. Anche parmalat e cirio sono marchi che non ho più acquistato dai tempi degli scandali. Così come non acquisto più vini da quei produttori coinvolti nello scandalo sauvignon; ho la lista, pubblicata a suo tempo dai giornali.
    Son cose che mi toccano dal vivo perché vivendo in Friuli e per lavoro, com molte di queste aziemne (vini e san daniele) ci ho collaborato e quindi sono doppiamente punto nel vivo.
    So che non serve (come puntualizza anche lei, non paga nessuno per queste cose) ma serve a ME, per rispetto di me stesso e del concetto che ho di giustizia.
    Cordiali saluti

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    Scusate ma non capisco quale sia il problema. Ipotizzare che tutto l’olio italiano (prodotto con olive italiane) sia di qualità eccelsa e debba essere commercializzato a non meno di 12-15 € al litro in Italia (e quindi diciamo circa 20 dollari in USA) è decisamente azzardato, soprattutto considerando la penosa situazione dell’olivicoltura italiana. Il prodotto Amazon sarà, immagino, di qualità “andante”, venduto al prezzo che merita, e acquistato da produttori che sul mercato italiano non spunterebbero un prezzo migliore. Vogliamo obbligarli a buttare il prodotto per difendere il buon nome dell’olivicoltura italiana? Devono nascondersi?

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    Tonino Riccardi

    Qualcuno riesce a spiegarmi cosa c’è di strano a vendere olio extravergine a 12 euro al litro quando in Italia e su questo sito si parlava di olio extravergine a 1 euro e 99 centesimi ?

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