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Olio extravergine a meno di 2 euro al litro! Un record in Italia. Ma non è un buon segnale

olio supermercatoOggi si può comprare un litro di olio extravergine di oliva a meno di due euro. È la strabiliante offerta valida dal 4 al 13 novembre 2019 che i discount Dpiù propongono nel volantino (vedi foto sotto). La cosa ci è stata segnalata dal lettore Flavio che si interroga su come sia possibile proporre un prezzo così basso, considerando l’Iva del 4%, il costo della bottiglia, l’etichetta, il tappo, il trasporto e il margine del supermercato.

Rispondere è difficile, perché fino ad ora non si era mai arrivati a proporre un listino così basso per un olio extravergine che, per essere venduto, deve rispettare molteplici parametri chimici e superare una prova organolettica.

Un’ipotesi plausibile potrebbe essere quella di una partita eccedente da smaltire in fretta, anche se si tratta comunque di un listino incredibile. Basta solo dire che nell’ultimo anno l’olio extravergine tunisino secondo i dati riportati dal “Borsino dell’Olio” di Teatronaturale.it, è stato venduto all’ingrosso a circa 2,3-2,4 €/l e risultava il più economico (cifra che non considera il confezionamento e la distribuzione).

“Quest’offerta – precisa Alberto Grimelli direttore di Teatronaturale.it uno dei siti più seguiti nel settore – viene fatta quando nei campi è in corso la campagna di raccolta delle olive, e i supermercati cominciano a esporre le prime bottiglie di olio extravergine novello italiano a partire da 7-8 €/l a fianco di quello dell’annata precedente proposto a 4-5 €/l. Le offerte a 2,99 €/l ci sono ancora e sono economicamente giustificabili, considerando le quotazioni all’ingrosso dell’olio spagnolo, ma vendere un litro di olio a 1,99 €/l è una promozione che svilisce l’immagine dell’olio extravergine che rappresenta comunque un condimento di alta qualità”. Purtroppo da anni l’extravergine viene proposto a prezzi civetta per attirare clienti e il consumatore rimane disorientato. Adesso si è toccato un livello inimmaginabile, per cui un litro di olio viene venduto allo stesso prezzo di un litro di latte senza lattosio. Un assurdo.

volantino dpiu

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  Roberto La Pira

Roberto La Pira
Giornalista professionista, laurea in Scienze delle preparazioni alimentari

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7 Commenti

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    Costa meno dell’arachide ! si potrebbe usare per friggere. Ma è vero, è un brutto segnale.

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    Quest’anno per produrre un po’ di olio dalle mie preziose e poche olive rimaste “grazie” alla xylella, solo di molinatura mi è costato 1 euro a litro, aggiungi il lavoro mio e di mia moglie, la spesa per l’operaio che mi ha dato una mano per la scuotitura altrimenti non ce l’avrei fatta, i giorni di ferie consumati, se dovessi imbottigliarlo, etichettarlo ecc. mi costerebbe almeno 4-5 euro a litro, pensa te questi che ti venderanno mai a quel prezzo

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    Perché non dsi dice chiaramente che quell’olio potrebbe essere un olio deodorato trattato termicamente (non ottenuto solo meccanicamente per spremitura o centrifugazione) ,messo in bottiglia che resiste 1 mese poi assume aromi strani?
    Perché non viene chiamato con il suo nome commerciale prima di essere messo in bottiglia: deodorato in corrente di vapore a 130°C ,quindi cotto!

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    Quindi che cosa consiglia al consumatore? Di non comprarlo? Può essere nocivo? O è il caso di approfittare dell’offerta vantaggiosa?

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    scusate , ma non è chiaro se si tratti di olio solo di olive italiane, altrimenti potrebbe essere più logico. Certamente per friggere, avendo comunque un punto di fumo più alto dell’olio di semi, è mi stabile e meno dannoso anche se , apparentemente la frittura può sembrare più pesante.

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    Per produrre un olio di qualità con un sistema a ciclo continuo, ci vogliono dai 7 ai 9 euro al litro , tra operai durante la raccolta , frantoiano, bottiglie, etichette e coltivazione. Quindi se ci sono oli a 2 euro qualcosa non torna…. Bisognerebbe analizzare il profilo acidico e ricercate i polifenoli specifici delle olive

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