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Olio di palma, la discussione continua: il quotidiano francese Le Monde analizza l’impatto su ambiente e società

nutella vasetto olio di palma
Il commento del ministro francese Ségolène Royal sull’olio di palma nella Nutella ha reso ancora più accesa la questione del discusso ingrediente

La polemica del ministro francese dell’ecologia Ségolène Royal sull’olio di palma della Nutella e la deforestazione ha ulteriormente fomentato la discussione su questo problema. Il prestigioso quotidiano Le Monde ha esaminato l’impatto ambientale e sociale dell’olio di palma, un prodotto originario del Golfo della Guinea, in Africa. Oggi, l’85% della coltivazione industriale della palma da olio è concentrato nel Sud-Est asiatico, in particolare in Indonesia e Malesia, ma si sta espandendo anche in Sud America, in particolare in Colombia e Brasile, e in alcuni paesi dell’Africa, come Liberia e Uganda. Secondo la FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura), la coltivazione sarebbe responsabile dell’80% della deforestazione in Malesia e del 17-27% in Indonesia.

 

Rispondendo alla polemica innestata dal ministro francese, Ferrero ha dichiarato che tutto il suo olio di palma – che proviene da Malesia, Papua Nuova Guinea e Brasile – è certificato come sostenibile e segregato, cioè non mischiato con olio non sostenibile, dalla RSPO (Roundtable on Sustainable Palm Oil). La RSPO, che certifica il 18% della produzione mondiale di olio di palma, è un’organizzazione internazionale che dal 2004 riunisce gli operatori della filiera di questo grasso tropicale ( produttori, trasformatori, utilizzatori e alcune organizzazioni non governative, come il WWF). Le finalità della RSPO sono di ridurre la deforestazione, preservare la biodiversità, rispettare i diritti fondamentali e le condizioni di vita dei lavoratori delle piantagioni, dei piccoli agricoltori e delle popolazioni indigene.

 

Hand holding a group of fresh and ripe oil palm fruits
La RSPO è un’organizzazione internazionale che coopera con produttori e altre associazioni per ridurre la deforestazione, preservare la biodiversità e proteggere i lavoratori delle piantagioni

Tuttavia, i criteri di certificazione della RSPO sollevano parecchie critiche: la stessa Ferrero sottolinea come, dal 2004 a oggi, sia stato fatto qualche progresso sulla sostenibilità dell’olio di palma, mentre vengono affrontati completamente i temi della deforestazione, del deterioramento delle torbiere e dello sfruttamento dei lavoratori.

 

Anche un rapporto dell’associazione ambientalista Les Amis de la Terre critica la RSPO, che suddivide le foreste in due categorie: quelle primarie, la cui conservazione ha un alto valore e che devono essere protette, e quelle secondarie, che possono essere tagliate. Inoltre, l’associazione stigmatizza il fatto che la RSPO conceda la certificazione di sostenibilità anche all’olio di palma proveniente da coltivazioni in cui viene utilizzato il paraquat, un diserbante neurotossico, vietato in Europa e negli Stati Uniti.

 

olio di palma
Le opinioni sull’operato di RSPO e di Ferrero per rendere sostenibile la produzione dell’olio di palma sono contrastanti

Per ovviare alle carenze degli standard della RSPO, Ferrero ha adottato misure volontarie aggiuntive, contenute nella Palm Oil Charter, elaborata insieme al The Forest Trust, per dimostrare che il suo olio di palma non proviene da deforestazioni. Anche questa certificazione, però, è criticata da Les Amis de la Terre, perché, a differenza di quella rilasciata dal Forest Stewardship Council, non garantisce l’assenza di pratiche di deforestazione ma solo che la gestione forestale è in via di miglioramento. Questo può essere fonte di confusione per il consumatore.

 

Diversa l’opinione di Greenpeace, secondo cui, “rispondendo alle richieste dei propri clienti, Ferrero è stata una delle prime aziende ad annunciare una politica per mettere fine all’uso dell’olio di palma da deforestazione” e “al contrario di molte aziende, è stata trasparente e responsabile riguardo ai progressi fatti nell’implementazione di questi impegni”, che “sono importanti e costituiscono degli standard che altri dovrebbero seguire”. Per correttezza va detto che Ferrero  usa da almeno 50 anni una grande quantità l’olio di palma, essendo il principale ingrediente della Nutella dopo lo zucchero,  mentre la  certificazione RSPO  risale a 5 anni fa. L’altro elemento da considerare è che le parole di Ségolène Royal sul fatto che consumare prodotti  contenenti olio di palma contribuisce a distruggere le foreste è assolutamente corretto , visto che la deforestazione continua e la quantità di grasso  esportato dai paesi produttori è in continua crescita

 

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  Beniamino Bonardi

Beniamino Bonardi

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8 Commenti

  1. Avatar

    Buongiorno, leggo su Test salute di Altroconsumo di giugno 2015, il seguente commento:
    _ L’olio di palma non è peggiore di altri grassi, anzi è PREFERIBILE al burro,all’olio di cocco,…._
    Quindi??? direi di evitarlo comunque.
    Riguardo al burro, credo che una modica quantità non sia nociva.
    grazie.

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      Il problema principale è quello ambientale dovuto alla deforestazione diretta per far posto alle piantagioni di palma da olio.
      Poi viene il problema alimentare e Altroconsumo ha ragione a dire che bisogna stare attenti a tutti i grassi. Inoltre bisogna sempre distinguere tra Oli vergini e raffinati ed il palma negli alimenti è raffinato come gli oli di semi.
      noto che finalmente chi scrive ha saputo che la Ferrero usa olio di palma da 50 anni, vorrei sapere la fonte di tale informazione. Una persona rispondendo ad un altro mio commento aveva testimoniato che negli anni 80 la Ferrero usava olio di soia idrogentto e che quindi passando al palma che non ha bisogno di idrogenazione ha migliorato la qualità dei suoi prodotti (anche se dubito lo abbia fatto per questo motivo quanto più per i minori costi del palma, ma dati non ne ho).

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    fra, ognuno faccia quello che ritiene più giusto, ma visto che lei basa il ragionamento su quanto scritto su Altroconsumo (l’ho letto anche io, proprio ieri), mi chiedo come mai non faccia per il palma lo stesso ragionamento che fa per il burro…
    Ossia, perchè una modica quantità di palma è da evitare, mentre una modica quantità di burro no?! L’articolo di Altroconsumo non si dice questo…

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      ogni tanto un po’ di burro sul pane ,è buono ,mi piace, non ugualmente userei olio di palma crudo o cotto,è una questione di gusto,anche di tradizione,pur riconoscendo che il burro industriale sia diverso da quello “di una volta”.

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    Scusate mah.. ci preoccupiamo della foresta e non dei nostri monti, della nostra pianura e dei nostri mari? Ma qualcuno di Voi che continua ad andare contro la coltivazione del palma ha mai pensato veramente cosa comporta la produzione di latte o la coltivazione di soia, girasole ecc… stiamo ammazzando il Nostro ambiente con reflui di allevamenti intensivi, con pesticidi, diserbanti e ci preoccupiamo più per la foresta? Ci preoccupiamo più per gli orangotanghi che per tutti i pesci che muoiono nei nostri fiumi o per tutti gli insetti e di conseguenza altri animali che muoiono nei nostri campi? Ma smettiamola,,, Adesso diamo pure ragione ai francesi che stanno facendo di tutto per venderci il loro burro e il loro olio di colza, che ricordo non molti anni fà ha prodotto una serie infinita di intossicazioni e pure parecchi morti….
    Perchè basta che qualcuno lanci un’idea che come caproni tutti la seguiamo? Non si vince facendo lotte, si vince con la testa.. e chi ragiona sà bene che non fà male una cosa o l’altra ma l’abuso di una o l’altra. Fà male l’abuso di burro, fà male l’abuso di palma, fà male l’abuso di carne ma non è che diventando tutti vegetariani o eliminando tutto il palma risolviamo le cose. Siamo sempre più al mondo, dobbiamo sfamare tutti si spera in qiualche modo… quindi cerchiamo di ragionare e aprire le nostre menti… non corriamo dietro ad annunci che sottosotto sono sempre lanciati da qualcuno che alla fine ne guadagna… Perche ricordiamoci che il cibo è denaro… e la gente è boccalona…

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    Contro l’abuso o contro l’olio di palma? se fate liste di prodotti che non contengono palma vuol dire contro il palma…. poi quando tutti useranno il burro ci saranno iniziative contro il burro (anni fà se non ricordo male era già stato messo al bando e trattato come la peste mentre adesso è la panacea di tutto)? Sempre perchè ha tanti grassi saturi, perchè danneggia l’ambiente, ecc, ecc… e allora lo sostituiremo con il girasole, poi ci sarà l’iniziativa contro il girasole perchè il processo di raffinazione comporta l’uso di solventi e via dicendo…
    Io non sono pro palma, pro burro, pro niente… sono per l’alimentazione corretta che per me vuol dire mangiare di tutto un pò e con testa, perchè l’uomo alla fine è un animale onnivoro……Quello che mi rattrista è che si parla sempre facilmente di tutto, si parla di salute, si parla di ambiente, si parla di temi che fanno presa…ma come si sà l’italia è un popolo di allenatori e di nutrizionisti…