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Controlli del governo francese sull’olio di oliva: il 46,5% dei campioni analizzati non è conforme ai criteri di qualità delle norme europee

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Molti declassamenti ad “olio di oliva” di alcuni oli presentati come extravergini

Il governo francese ha pubblicato una sintesi dei controlli e delle analisi effettuate sull’olio di oliva nel 2014. La lettura delle etichette ha evidenziato indicazioni fuorvianti  sull’origine dell’olio, come quando si  indica la provenienza “dalle migliori regioni europee”; oppure indicazioni nutrizionali fantasiose, come “stimolante biliare, curativo dell’insufficienza epatica”, oppure “riduce i disturbi cardiovascolari”. Nella lista delle criticità ci sono anche presentazioni ambigue, in modo da far sembrare Dop oli che non lo sono. Le analisi organolettiche hanno portato al declassamento ad “olio di oliva” di alcuni extravergini. Nel complesso si è registrato un tasso di non conformità alle norme europee sulla qualità del 46,5% su 146 campioni  analizzati.

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Occorre un’estrema vigilanza su tutte le fasi della filiera dell’olio di oliva

Nel presentare i risultati, la Direzione generale per la repressione delle frodi del Ministero dell’economia francese osserva che le condizioni metereologiche del 2014 sono state particolarmente sfavorevoli per la proliferazione di batteri e di insetti che hanno danneggiato gli ulivi e determinato un calo di produzione. In questo ambito, i produttori senza scrupoli hanno cercato  di rifornirsi presso altri paesi, frodando sulla provenienza dell’olio.

Un fenomeno, afferma il governo francese, che indica la necessità di un’estrema vigilanza su tutte le fasi della filiera  tenendo conto che anche le avverse condizioni climatiche del 2015 hanno colpito gravemente i produttori francesi, favorendo le frodi relative all’origine.

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  Beniamino Bonardi

Beniamino Bonardi

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