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Ogm non autorizzati, verso una ?soluzione tecnica? per la contaminazione accidentale

Il 4 novembre la Commissione europea ha presentato agli esperti degli Stati membri – riuniti presso lo “Standing Committee on the Food Chain and Animal Health” (il Comitato Permanente per la Filiera Alimentare e il Benessere Animale) – una proposta di regolamento per la tolleranza delle contaminazioni accidentali dei mangimi con OGM non autorizzati in UE sino allo 0,1%.
Una soluzione tecnica indispensabile, considerato che i grandi produttori (Argentina, Brasile, USA e Canada) coltivano da anni ormai soia, cereali e semi oleaginosi GM che sono stati autorizzati in quei Paesi, in quanto ritenuti sicuri dalle rispettive autorità.
Il criterio della “tolleranza zero” sinora adottato in Europa rispetto a GM che non sono stati considerati dalle nostre autorità (spesso per carenza di interesse degli operatori economici in loco) rischia perciò di condurre al ritiro di enormi quantitativi di mangimi e alimenti in quanto realizzati con materie prime recanti minime tracce degli OGM in questione.
Danni e sprechi incalcolabili di mangimi e cibi che non sono giustificati da alcuna analisi di rischio per la salute di animali e consumatori. La questione ha perciò un rilievo etico, oltreché economico: che senso ha destinare all’inceneritore decine e centinaia di migliaia di tonnellate di provviste, solo in quanto presentino residui infinitesimali di GM privi del “bollino CE”?
Gli operatori europei e internazionali hanno chiesto per anni alla Commissione di trovare una soluzione coerente ai principi su cui il diritto agroalimentare europeo si basa, la concreta analisi del rischio.
La risposta della Commissione, ancora una volta su questo tema é “pilatesca”: nel senso di proporre agli Stati membri una tolleranza minima di contaminazione da GM non autorizzati per i soli mangimi, e non anche per gli alimenti.
Il 15 novembre gli Stati membri hanno esaminato questa “soluzione a metà” e tutti (a eccezione della Germania) hanno convenuto la necessità di un approccio realistico: estendere la tolleranza minima anche agli alimenti, in assenza di rischi per la loro sicurezza. Il voto avrà luogo a dicembre o gennaio prossimi.

Dario Dongo

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