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L’obesità toglie tre anni di vita e apre le porte a diverse altre patologie. Pubblicato il nuovo Rapporto dell’Istituto Auxologico italiano

obesita infantile sovrappeso bilanciaIl 5 luglio è stata presentata la nona edizione del nuovo Rapporto sull’obesità in Italia, a cura dell’Istituto Auxologico italiano. Il volume di più di 400 pagine con oltre 40 autori, tra clinici e ricercatori, presenta, oltre al problema, le molteplici soluzioni mediche, nutrizionali, riabilitative, psicologiche, farmacologiche e di chirurgia per un più efficace trattamento di quella che viene definita sindrome metabolica (1). L’obesità è diventata negli ultimi anni un’emergenza nazionale e internazionale, riconosciuta dalla comunità medica e scientifica come una vera malattia cronica e un rilevante fattore di rischio rispetto ad altre severe patologie, come ha dimostrato anche la pandemia di Covid-19.

In Italia si attesta attorno all’11%, una prevalenza significativamente inferiore a quella dei grandi Paesi europei dell’area mediterranea più simili al nostro, come Francia (15,4% ) e Spagna (16,9%), sebbene si evidenzi un incremento nel tempo. La minor prevalenza di obesità nel nostro Paese non sembra dovuta al maggior dispendio energetico derivato dalla pratica di attività fisica, che al contrario, è piuttosto contenuta rispetto agli altri Paesi europei (solo il 20 % pratica attività fisica di intensità moderata o vigorosa nel tempo libero per almeno 150 minuti a settimana) quanto ai vantaggi della dieta mediterranea, con un consumo moderato di alcol assunto principalmente durante i pasti.

Overweight man with big belly
Su 10 uomini adulti, circa 6 sono in eccesso di peso, a fronte di 4 donne su 10

Secondo i dati dei ricercatori dell’Istat che hanno collaborato al Rapporto: «Sono molto spiccate le differenze di genere per l’eccesso di peso, sfavorevoli per gli uomini: la stima provvisoria per il 2020 attesta che su 10 uomini adulti, circa 6 sono in eccesso di peso, a fronte di 4 donne su 10. In entrambi i generi il picco di prevalenza si osserva tra i 65 e i 74 anni, dove raggiunge il 53% per le donne e circa il 68% per gli uomini. Dopo i 35 anni in tutte le classi di età oltre il 50% degli uomini presenta un eccesso ponderale, mentre per le donne ciò si verifica solo dopo i 65 anni».

E per bambini ed adolescenti le cose non vanno meglio. Tra i 7 e gli 8 anni, i dati evidenziano che nei Paesi dell’Unione europea quasi un bambino su otto anni è obeso. Cipro, Italia, Grecia, Malta e Spagna mostrano i più alti tassi di obesità. La prevalenza in Italia è pari al 18%. Un dato allarmante visto che l’OMS sottolinea come il sovrappeso e l’obesità tra bambini e ragazzi siano connessi all’insorgenza di numerose patologie croniche nell’età adulta. Inoltre si stima che più di un terzo dei bambini e circa la metà degli adolescenti che sono in sovrappeso permangano in questa condizione da adulti. Oltre ai rischi sanitari il Rapporto ricorda che nei più giovani, questa condizione è spesso anche correlata a problemi psico-sociali come scarsa autostima, bullismo a scuola, scarso rendimento scolastico, disordini alimentari e depressione, che non contribuiscono certamente ad una crescita sana e serena.

obesità
Questa condizione è spesso anche correlata a problemi psico-sociali come scarsa autostima, bullismo a scuola, scarso rendimento scolastico

Un tema solitamente poco trattato quando si parla di obesità, spiega Gianluca Castelnuovo, Ordinario di Psicologia Clinica,  è quello della sfera sessuale. Ma i recenti studi al riguardo mostrano che, tanto nell’uomo che nella donna che presentano questa problematica, lo stress psicologico, l’ansia e la depressione (legati a bassa autostima, immagine corporea negativa, discriminazione e stigma) possono avere degli effetti negativi sul desiderio e sul funzionamento sessuale.

Dal punto di vista economico per l’Italia si può stimare che i costi sociali dell’obesità rappresentino almeno il 4% della spesa sanitaria italiana e che il complesso dei costi sociali valga qualche punto percentuale di Pil. Pertanto, non solo l’obesità causa una drammatica perdita di anni di vita attesa (quasi tre anni) e di qualità di vita, ma impoverisce le persone interessate e la società in generale sia a causa dei maggiori costi sanitari (principalmente per i rischi correlati all’obesità) sia a causa dei suoi effetti sulla capacità delle persone obese di produrre economicamente. Infatti l’obesità, essendo fattore di rischio di numerose patologie, impatta sulla perdita di giornate lavorative, sulla produttività per ora lavorata e sul prepensionamento. Secondo l’analisi di Giovanni Fattore, del Dipartimento di Scienze Sociali e Politiche dell’Università Bocconi, le politiche intraprese da parte dei governi del mondo occidentale non sono apparse in grado di incidere concretamente sull’evoluzione del fenomeno e anzi, dati gli straordinari costi sanitari e sociali dell’obesità, è sconvolgente la scarsa quantità di risorse destinata a contrastarla.

(1). Vista la complessità di questa malattia cronica, con il nuovo Rapporto, si è scelto di affrontare, in modo approfondito e multidisciplinare tutte le varie tematiche ad oggi conosciute ed ipotizzabili: l’epidemiologia, i costi sociali, la prevenzione e gli stili di vita, le varie forme di obesità, la diagnosi strumentale, la genetica e l’epigenetica, la diagnosi psicopatologica nel contesto dei disturbi del comportamento alimentare, il ruolo del microbiota, le complicanze cliniche, le patologie urologiche nel contesto dell’obesità, la sessualità e la riproduzione in rapporto all’eccesso ponderale, gli aspetti psicologici della sessualità nel paziente affetto da obesità, obesità e Covid-19, la farmacologia e le opzioni terapeutiche, il trattamento riabilitativo dell’obesità nelle varie età della vita, la chirurgia bariatrica.

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Roberto La Pira

  Valeria Nardi

Valeria Nardi
Giornalista

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Un commento

  1. Avatar

    “La minor prevalenza di obesità nel nostro Paese non sembra dovuta al maggior dispendio energetico derivato dalla pratica di attività fisica […]
    QUANTO AI VANTAGGI DI UN CONSUMO MODERATO DI ALCOL ASSUNTO DURANTE I PASTI ”

    Ecco l’inebriante conclusione dell’Istituto Auxologico italiano

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