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Allarme obesità per 1 italiano su 10. La Commissione affari sociali del Senato approva una risoluzione per interventi urgenti

obesitàUn italiano su dieci è obeso e il 35% è in sovrappeso. Il fenomeno dilagante non risparmia bambini e adolescenti: le rilevazioni segnalano che 1,7 milioni di giovani e giovanissimi superano il peso forma. Secondo il rapporto Osservasalute 2016 l’eccesso ponderale, quindi, raggiunge complessivamente il 45,1% della popolazione. Per questo la Commissione affari sociali del Senato ha approvato una risoluzione che impegna il governo a intervenire con provvedimenti urgenti e incisivi per tutta la popolazione, a partire dall’età scolare. Il documento merita una lettura perché è ricco di buoni propositi, anche se a parer nostro sembra più un libro dei sogni senza impegni precisi Ma su questo tema torneremo.

Il governo si è impegnato a mettere in atto “Iniziative volte a disincentivare il consumo di zuccheri e di grassi, al fine di prevenire e di contrastare l’obesità”. Per un’azione efficace sarà indispensabile coinvolgere più soggetti possibili, rendendo partecipi non solo gli operatori del settore sanitario, in testa medici di famiglia, pediatri e farmacisti, ma anche persone che operano in settori della società esterni al mondo della salute, sia istituzionali sia della società civile. Sarà indispensabile partire dalle scuole, da insegnanti ed educatori e raggiungere anche i genitori con i giusti messaggi.

Alla radice del problema ci sono stili di vita errati, scarsa attività fisica e il dilagare di abitudini alimentari che ci allontanano dalla nostra tradizione italiana di dieta mediterranea. Si consumano sempre di più e frettolosamente pasti a base di cibi confezionati, processati, ricchi di zuccheri e grassi, bevande gasate e ipercaloriche. Un’alimentazione sana richiede consapevolezza, scelte adeguate e magari un po’ più di tempo sia per mettere in tavola delle pietanze sane, per noi e per i nostri cari, sia per gustarlo con calma evitando di introdurre quantità enormi di calorie senza neanche rendercene conto.

Per arginare l’obesità infantile sarà necessario realizzare progetti didattici nelle scuole che insegnino ai bambini a nutrirsi in modo corretto, senza mai trascurare il movimento. Occorre inoltre proteggerli dalla pubblcità di cibo spazzatura, fast food, merendine e bibite ipercaloriche. Va stimolato l’assaggio di frutta e verdura per educare il senso del gusto, che si sviluppa anche in base alle esperienze sensoriali. Questi preziosi alimenti devono essere consumati in quantità e non scartati a priori dai piccoli. Inoltre non bisogna abbassare la guardia sul fronte dell’allattamento materno, che va sempre incentivato. Il latte materno dovrebbe essere l’alimento esclusivo per i primi 6 mesi di vita e complementare, per le mamme che ci riescono, fino ai due anni di età.

Sovrappeso e obesità dilagano perché ci stiamo allontanando dalla più sana e tradizionale dieta mediterranea a favore di cibo spazzatura

Il testo della Risoluzione approvata impegna il Governo sui seguenti punti:

1) a promuovere l’adozione di un Piano nazionale per la prevenzione e la cura dell’obesità, anche con l’attuazione dell’Action Plan on Childhood Obesity 2014-2020, intervenendo nelle otto aree prioritarie in cui si articola quest’ultimo;

2) a promuovere campagne di sensibilizzazione, attraverso specifici spot sui principali organi di stampa e di pubblicità progresso in televisione, volte a indicare i valori di una sana alimentazione, ossia di un’alimentazione meno calorica, con l’obiettivo di evitare che la piaga dell’obesità si estenda in modo irreversibile, nonché a incentivare l’acquisto consapevole dei prodotti alimentari, per favorire una dieta variata ed equilibrata;

3) a intraprendere interventi urgenti ed incisivi per contrastare la diffusione dell’obesità, investendo nella prevenzione, anche con il coinvolgimento attivo di settori della società esterni al sistema sanitario, sia istituzionali che della società civile;

4) a implementare gli interventi per identificare i soggetti in condizioni di rischio o con condizione clinica patologica in atto, da indirizzare verso un’adeguata presa in carico sistemica, in grado di potenziare le risorse personali per l’adozione consapevole degli stili di vita corretti o, quando necessario, verso idonei programmi di comunità (come ad esempio i gruppi di cammino o l’offerta proattiva di attività motorie) o percorsi terapeutico-assistenziali multidisciplinari;

5) a intraprendere tutte le misure per la protezione dell’allattamento al seno materno, per sei mesi esclusivo e fino a due anni complementare;

6) ad intervenire sulla pubblicità di prodotti alimentari e bevande non alcoliche per bambini, al fine di:

a) adoperarsi affinché i luoghi dove i bambini si riuniscono (asili, scuole, cortili delle scuole, luoghi adibiti allo svolgimento di servizi pre e post scuola, parchi giochi, centri per il bambino e la famiglia, strutture sanitarie pediatriche, luoghi in cui si svolgono attività sportive e culturali) siano liberi da ogni forma diretta e indiretta di pubblicità di alimenti con un elevato contenuto di grassi saturi, acidi grassi, zuccheri e sali liberi;

b) sviluppare politiche di contenimento del marketing alimentare sui bambini, con la predisposizione di misure che proteggano l’interesse pubblico;

c) approntare meccanismi specifici ed eventuali norme attuative per il contenimento del marketing alimentare per i bambini, corredati dalle definizioni di sanzioni (per comportamenti lesivi della salute dei cittadini e in particolare dei bambini) e di un sistema per la notifica di reclami;

d) prevedere un sistema di monitoraggio per garantire la conformità degli obiettivi in merito al contenimento dell’impatto del marketing alimentare sui bambini che includa soggetti che non hanno conflitto di interesse;

e) predisporre un sistema per valutare l’efficacia delle norme sul contenimento dell’impatto del marketing alimentare sui bambini in relazione a un contesto più generale, in particolare per quanto riguarda la misurazione delle variazioni di vendita o di quote di mercato di alimenti con un elevato contenuto di grassi saturi, acidi grassi, zuccheri e sali liberi;

f) identificare le informazioni e la natura degli effetti del marketing alimentare rivolto ai bambini per sviluppare ulteriori ricerche in questo campo al fine di ridurre l’impatto sui bambini della pubblicità di alimenti con un eccessivo contenuto di grassi saturi, acidi grassi, zuccheri e sali liberi;

7) ad assumere iniziative per stimolare l’industria alimentare a studiare una adeguata porzionatura dei prodotti per l’infanzia e l’adolescenza, tenuto conto che è il contenuto calorico globale quello che può indurre all’obesità;

8) a favorire in ogni modo lo svolgimento di attività fisica anche nelle scuole dell’infanzia e primaria (ad esempio, attraverso l’esperienza pedibus per i trasferimenti casa-scuola);

9) ad intervenire affinché si diffonda un utilizzo costruttivo e positivo dei personaggi dei cartoons e delle trasmissioni televisive per promuovere una corretta alimentazione e incentivare la pratica sportiva;

10) ad adottare misure finalizzate a ridurre, anche sul web, l’esposizione di bambini e adolescenti a pubblicità e operazioni di marketing inappropriate, compresi i videogiochi realizzati per comunicare messaggi pubblicitari;

11) ad intervenire con iniziative normative, formative e informative, per diffondere la conoscenza sui rischi di obesità, soprattutto nella fascia giovanile e adolescenziale, derivanti da un’alimentazione scorretta, sbilanciata o eccessivamente calorica;

12) a sostenere e incoraggiare, presso le scuole e gli istituti di formazione, progetti didattici legati all’educazione alimentare, intesa tra l’altro anche come conoscenza dei prodotti, delle etichette, della provenienza degli alimenti, nonché a definire l’importanza di prodotti tipici, biologici, a chilometro zero od utile, per accrescere negli studenti il senso di responsabilità sociale, verso la propria salute e l’ambiente, nonché il rispetto della biodiversità, in quanto conoscenze imprescindibili.

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  Elena Mattioli

Elena Mattioli

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Un commento

  1. Risoluzione impegnativa, ampia e lungimirante.
    Speriamo diventi realtà operativa per almeno la metà dei propositi esposti. Sarebbe già un grande successo!

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