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Sette azioni per una politica di prevenzione delle malattie legate all’alimentazione. Articolo del Journal of the American Medical Association

obesita sovrappeso hamburger junk food 106541056Sulla scia di due recenti rapporti dei Centers for Disease Control and Prevention che mostrano come negli Stati Uniti si sia di fronte ad un aumento dei tassi di obesità e a un elevato apporto di sodio, tre importanti scienziati impegnati nel campo della salute hanno proposto un piano, pubblicato dal Journal of American Medical Association, con un approccio politico più deciso per prevenire le malattie legate all’alimentazione.

Secondo il primo rapporto da cui sono partiti gli autori dell’articolo, nel 2015-2016 il tasso di obesità tra gli adulti statunitensi ha raggiunto un nuovo massimo con il 39,6% ed è rimasto preoccupante tra i giovani (18,5%). Nel periodo 1976-1980 era obeso solo il 15,0% degli adulti e il 5,5% dei giovani. Ogni aumento del tasso di obesità, sottolineano gli autori, incrementa i rischi di ipertensione, ictus, infarto miocardico, alcuni tipi di cancro e, in particolare, del diabete di tipo 2. L’alto indice di massa corporea negli Usa è responsabile di circa 386 mila morti in eccesso all’anno.

Il secondo rapporto, basato su campioni di urina di 827 persone, raccolti durante le 24 ore, ha rilevato che il consumo medio di sodio è approssimativamente di 4.000 mg al giorno, pari cioè a 1,5 volte il limite giornaliero raccomandato di 2.300 mg. L’assunzione elevata di sodio aumenta il rischio di ipertensione e quindi di infarto miocardico e ictus. L’assunzione eccessiva di sodio può causare fino a 92 mila decessi all’anno.

Gli autori dell’articolo osservano come le ingiustizie sociali nei modelli dietetici sono in aumento e che ci si potrebbe aspettare che questi dati suscitino preoccupazione tra i responsabili politici, ma né il Congresso né il governo hanno proposto un piano globale per migliorare la dieta negli Stati Uniti. 

junk food
Tre esperti hanno suggerito sette interventi da attuare a livello politico per contrastare le malattie legate all’alimentazione

“Dati gli effetti sostanziali che la dieta ha sulle malattie croniche, uno sforzo ambizioso e multiforme per rimodellare l’ambiente alimentare, in modo che i cibi sani siano prontamente accessibili e l’esposizione a cibi malsani sia limitato, merita molti più investimenti pubblici e sostegno”, scrivono gli autori dell’articolo – Michael F. Jacobson, co-fondatore del Center for Science in the Public Interest, James Krieger, direttore esecutivo di Healthy Food America, e Kelly Brownell, decana della Sanford School of Public Policy della Duke University – che propongono sette punti per una politica volta a promuovere un consumo alimentare più sano e a migliorare la quali della dieta per prevenire le malattie.

I sette interventi proposti sono:

  1. Tassazione delle bevande zuccherate.
  2. Riduzione dei livelli di sodio negli alimenti processati, sostituendo gli obiettivi volontari con limiti obbligatori, se necessario.
  3. Efficaci etichette nutrizionali sul fronte delle confezioni.
  4. Eliminazione del marketing di cibi malsani rivolto ai bambini.
  5. Aumento dei sussidi per le persone a basso reddito per l’acquisto di alimenti sani.
  6. Definizione di standard nutrizionali per i pasti dei ristoranti che sono fortemente pubblicizzati per i bambini, eliminando le bevande zuccherate come bevande di base e prevedendo più frutta, verdura e cereali integrali.
  7. Forti campagne per promuovere diete più sane e contrastare il marketing aggressivo dei cibi malsani.

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  Beniamino Bonardi

Beniamino Bonardi

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5 Commenti

  1. I soliti buoni propositi ascoltati solo da pochi intimi!
    Le raccomandazioni servono come quelle della mamma, quando anche se attenzionati andavamo a caccia di marmellata e cioccolata.
    Mentre le tasse ed i divieti normativi di pubblicizzare e sponsorizzare cibi spazzatura e gadget, potrebbero essere un buon rimedio se fatto in modo esteso ed a partire dagli alimenti per bambini e ragazzi.
    Insieme alla lotta per la difesa dell’ambiente ed alla farmacoresistenza, queste battaglie di prevenzione ormai scadute, sono diventate emergenze da gestire senza altri ritardi e procrastinazioni.

  2. PARADOSSO ASIATICO

    Saluto Il Dott. Bonardi ed il sig. Ezio, che ringrazio per il suo ultimo intervento in altra pagina, ed entro subito in argomento:

    1) -Tassazione delle bevande zuccherate.
    Non sono daccordo. Devono essere eliminate?: assurdo. Occorre imporre invece un limite alla percentuale degli zuccheri aggiunti. I produttori possono liberamente sostituire gli zuccheri con dolcificanti, p.e. stevia. Ho trovato in commercio gelati in vaschetta, dolcificati con stevia. I produttori approfittano del fatto che più zuccheri ci sono, più il palato viene soddisfatto, quando l’utente decide di gustare un dolce, da cui si aspetta un sapaore il più possibile dolce. L’utente deve abituarsi a poco a poco all’agro-dolce.

    2) -Riduzione dei livelli di sodio negli alimenti processati, sostituendo gli obiettivi volontari con limiti obbligatori, se necessario.
    Sono daccordo che si addivenga ad un limite obbligatorio.

    3) – Efficaci etichette nutrizionali sul fronte delle confezioni.
    Va sempre bene per chi sa leggere; per gli altri occorre una campagna istruttiva. Io acquisto cioccolato fondente 100% cacao con zuccheri tolali 4,5%. In mancanza, assemblo cacao amaro in polvere con ricotta, dolcificato con stevia, il tutto rigorosamente freddo.

    4) – Eliminazione del marketing di cibi malsani rivolto ai bambini.
    Se un cibo è malsano, con accertamento motivato, di esso deve essere impedita la produzione.

    5) – Aumento dei sussidi per le persone a basso reddito per l’acquisto di alimenti sani.
    Tutti gli alimenti devono essere sani. Il sussidio deve consentire la possibilità di acquistare alimenti di maggior pregio, e quindi più costosi: per esempio, salmone fresco oltre che lo sgombro, o barattoli di sottaceti o sottoli con maggior assortimento dei componenti.

    6) – Definizione di standard nutrizionali per i pasti dei ristoranti che sono fortemente pubblicizzati per i bambini, eliminando le bevande zuccherate come bevande di base e prevedendo più frutta, verdura e cereali integrali.
    Concetto molto vago, perchè sto cercando di scoprire che cosa può bere oltre all’acqua, un bambino, eliminando ovviamnente vino, birra, e sostanze zuccherate. Allora vanno bene le sostanse zuccherate, ma del tipo di quelle castigate di cui al punto 1). Da bambino, una sola volta, al seguito della famiglia invitata a pranzo, vista una bottiglia di latte, ho bevuto latte durante il pranzo. Questa è stata la mia bevanda preferita durante le partite di calcio in TV, ed attualmente bevanda bandita dalla mia alimentazione, e sostituita, a colazione, ovviamente, con tè verde. Per quanto agli altri alimenti, gli stessi vanno tutti bene, e non solo per i bambini. Alla fine di tutto teniamo conto che le porzioni servite nei ristoranti, sono almeno 1/3 di quelle che si consumano in casa. Per cui, se volete dimagrire, andate più spesso al ristorante!!!??!!;: (Totò docet). A proposito, ho notato che la pubblicità della pasta, si conclude, sempre più spesso, non con piattoni di pasta, ma con ciuffo impiattato col forchettone, con in cima il classico basilico.

    7) – Forti campagne per promuovere diete più sane e contrastare il marketing aggressivo dei cibi malsani.
    E qui viene il piatto forte. Iniziare dal “Non è mai troppo tardi”, non solo per imparare a leggere e scrivere, ma una volta raggiunto questo obiettivo, imparare a studiare, consultare, interpretare, giudicare, discernere, leggere sopra, sotto e tra le righe, insomma trasformarsi all’occorrenza in glossatori, in modo che vengano capiti e digeriti i messaggi nutrizionali inerenti le diete, in tal guisa dominandoli e non subendoli (una interrogazione a scuola la si può subire o dominare). Ogni scelta alimentare, variabilissima da persona a persona, va poi verificata sul campo. E’ mia abitudine prendere atto di tutto cio che viene scritto, ascoltato e comunque sussidiato audio-visivamente, comprese le opposte argomentazioni di addetti ai lavori (pro-sugar tax / no-sugar tax), esperti e canonici nutrizionisti in tv e loro critici antagonisti, contraddizioni e ripensamenti da una settimana all’altra, anche in conseguenza di ecclatanti studi statistici che smentiscono teorie apparentemente consolidate, non disdegnado l’ascolto dei non addetti ai lavori. Sulla seconda parte del periodo, cibi malsani mi sono già espresso.

    A questo punto, digressione, con un po’ di buona musica:

    Mi sono avvicinato alla musica sinfonica, ascoltando la sinfonia n.3, “Eroica”, di Beethoven. Ho iniziato ad ascoltarla stando in piedi, ma le prime due battute del primo movimento mi hanno bloccato in quella posizione, col sorgere della curiosità di sapere come continuava, e poi la curiosità è proseguita, battuta dopo battuta, insomma così per tutta la durata del movimento. Se avete voglia di ascoltarla, fatelo con un impianto di buona qualità, a volume sostenuto, accertandovi in ogni caso di non dare fastidio ad altri. Oppure ascoltatela in cuffia, dico cuffia e non cuffiette o peggio ancora auricolari, perchè il suono non deve essere iniettatto nel condotto uditivo, ma deve essere in esso convogliato dai padiglioni auricolari. Dopo averla ascoltata tutta (le sinfonie classiche si compongono di quattro movimenti, quattro-suoni-uniti), potete approfondirne la conoscenza sia per quanto alla storia della musica, sia in merito alla storia del personaggio cui è dedicata. Buon ascolto.

    • Condivido le considerazioni, ma sottoscrivo e sottolineo in particolare il punto 7, in quanto rappresentativo del mio approccio ai problemi ed alla ricerca in particolare, che se non è a 360° non piatti e con la dovuta verifica, non è ricerca ma riciclo che non produce evoluzione.
      A buona musica ispiratrice!

    • Molto d’accordo con lei! Grazie

  3. E’ difficile che questi azioni vengono accolti negli Stati Uniti, dato il strapotere delle corporazioni, che controllano i due partiti.
    In Europa invece la Sugar Tax e’ gia’ in vigore in Irlanda e Gran Bretagna (ma potrebbe essere abolito in GB dopo il Brexit, visto la simpatia per i lobbies del partito conservate al governo).
    L’Europa serve, dopotutto.