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Tata Lucia e Nutella: Ferrero cambia la pubblicità e si auto-censura dopo le varie segnalazioni

Lo spot di Tata Lucia è cambiato anche se  pochi se ne accorgeranno. L’Istituto di autodisciplina pubblicitaria ha censurato il messaggio, dopo avere ricevuto richieste da parte de Il fatto alimentare e  Altroconsumo, che si sommano alle prese disposizionedel Movimento difesa consumatori. L’Istituto di autodisciplina  ha risposto dicendo che il telecomunicato è stato esaminato senza ravvisare profili di contrasto con le norme del Codice di Autodisciplina. A dispetto di queste parole rassicuranti Ferrero, dopo le contestazioni ha modificato lo spot,  per evitare eventuali  provvedimenti ufficiali più imbarazzanti.

 

Adesso Tata Lucia non è più “esperta di educazione familiare”, come viene indicato all’inizio dello spot perchè la dicitura è stata cancellata. Oltre a questo declassamento di ruolo Ferrero ha cambiato anche il testo del messaggio. Adesso la signora Lucia Rizzi (nome vero di Tata Lucia) invita a variare la scelta degli alimenti da consumare a colazione ogni giorno e di consumare “per esempio” la Nutella.

 

Certo si tratta di varianti che sfuggono alla maggioranza dei consumatori, per cui l’effetto negativo della pubblicità di Tata Lucia continuerà e l’effetto percepito dagli ascoltatori sarà lo stesso.  Dello stesso avviso è Altroconsumo che in una nota precisa
“Lo spot, infatti, continua a far leva su una determinata fascia di pubblico utilizzando un testimonial che, nell’immaginario collettivo, è ritenuto affidabile. Le modifiche apportate, in definitiva, non sono a nostro parere sufficienti per ritenere la comunicazione non ingannevole”.

 

L’associazione di consumatori precisa che la quantità di energia fornita da una colazione come quella proposta da Tata Lucia risulta infatti troppo abbondante, soprattutto per i bambini più piccoli protagonisti dello spot: le oltre 400 kcal che forniscono le diverse colazioni proposte sul sito web dal produttore stesso superano infatti abbondantemente il 15% dell’apporto calorico giornaliero, che dovrebbe garantire, secondo i nutrizionisti, una prima colazione equilibrata”.

 

Non è la prima volta che Ferrero deve arrendersi all’evidenza dei fatti e modificare etichette e pubblicità. I suoi spot sono stati censurati più volte all’estero, e anche in Italia pochi mesi fa ha deciso di modificare “volontariamente” l’etichetta di Grand Soleil descritto dagli esperti nutrizionisti Ferrero  come un dessert che “favorisce la digestione”!

Roberto La Pira

  

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9 Commenti

  1. Quello che io non capisco, proprio non ci riesco…ma perché la gente crede nella pubblicità? Perchè non arria a capire che tutto ciò che si dice o si scrive serve esclusivamente a "vendere il prodotto" e quindi a far si che chi lo produce guadagni e basta? Quando si arriverà a capire che di genuino c’è rimasto poco? Ma siamo davvero così tanto stupidi? Perché se è così allora ci meritiamo questo e anche altro.

  2. Diego D'agostino

    Ci sarà un motivo se grandi marchi e non fanno a gara a chi si accaparra i personaggi giusti, per i loro raggiri pubblicitari. Questo prodotto è conosciuto in tutto il mondo, che bisogno avrebbe di continuare a fare propaganda, e che bisogno avrebbe di personaggi che colpiscono il "pollo" nel suo inconscio? La verità è che uno spot di questo tipo vuol dire: psicologi, pubblicitari, registi e attori tutti in combutta e lautamente pagati dall’azienda per colpire l’immaginario degli ascoltatori, e fare più profitto possibile, sapendo che dall’altra parte ci sono milioni di polli da spennare con politicanti che non hanno nessuna intenzione di tutelare la salute dei cittadini e il biliancio sanitario dello stato, anzi. Basta prendere il tabacco e trovi subito il ministro che te ne parla solo con riguardo agli introiti da tassazione, fa niente che poi: l’8% della spesa sanitaria è per malattie da fumo, che il costo di pulizia strade viene triplicato, che per ogni euro incassato se ne spendono almeno 3. In questo caso, si lascia che pochi lucrino molto sui cittadini e sui bambini e che poi lo stato ci debba rimettere ingenti risorse in medicalizzazione. Noi abbiamo solo ministri addetti ai tagli alla medicalizzazione, altro che ministri alla salute. La salute la maggior parte la riceve alla nascita, servirebbe preservarla, ma di interventi di preservazione della salute non se ne vedono, solo cosiddetti ministri alla salute…. Ah, a tutti i soloni che in altri articoli difendono la scuola, gli insegnanti ecc. e se la prendono coi genitori per via delle merendine. Sabato, mia figlia 10 anni, è andata in visita ad una scuola media di Milano, per la presentazione dei corsi formativi in vista dell’iscrizione alla 1^ media. Ebbene, come merenda le hanno dato una merendina di quelle che vanno per la maggiore. Visto che ai banchetti di fine anno vedo sempre insegne di acque minerali e vendita sottocosto di merendine, non sarà che "la scuola" ha optato per la sponsorizzazione a discapito della cultura?

  3. Ma perché non vivete tutti più serenamente e vi godete una bella fetta di pane con Nutella! Ma finiamola! Allora non uscite più da casa,non respirate più l’aria inquinata,non lavatevi più con l’acqua inquinata degli acquedotti,non fatevi più il bagno nei mari avvelenati dalle piogge acide,non guidate alcun mezzo che và a carburanti inquinanti,non parlate al cellulare,non state in case con elettrodomestici che generano costantemente campi elettromagnetici, non mangiate frutta e verdura coltivate in terreni inquinati…continuo? Questo, tanto per spiegarmi meglio, non per avallare la sporcizia che tutti noi, tutti i giorni, respiriamo e mangiamo, ma per dire solo che se il problema è Tata Lucia o la Nutella (che Dio la protegga), beh, allora siamo davvero depressi e messi male, molto male…

  4. L’aspetto più disdicevole non è tanto Ferrero che, come qualsiasi azienda, cerca di fare affari con qualunque mezzo e risorsa disponibile, quanto il fatto che la stessa Tata Lucia abbia accettato a fare questa pubblicità!
    D’altro canto, la sua credibilità viene meno nel momento stesso in cui sia lei sia Tata Mey, nella serie televisiva, elargivano consigli e dritte su una sana alimentazione quando esse stesse non possiamo dire siano in perfetto "peso forma".
    Serena Melani

  5. paola emilia cicerone

    Non si tratta di" credere nella pubblicità" ci sono meccanismi automatici, non completamente controllabili, che ci portano ad associare a un determinato prodotto immagini piacevoli, amici merende e felicità-" che mondo sarebbe senza Nutella?"- non bidoni di olio vegetale….Allo stesso modo il problema delle "tate" non è qualche chilo in più-che commento sgradevole..-ma il fatto che non hanno competenze particolari in campo nutrizionale….Tata Lucia è un’esperta in problemi di apprendimento e tata May una puericultrice.. ma la televisione le presenta come "salvafamiglie" e tendiamo a vederle come tali

  6. Una fetta di pane e nutella, ogni tanto, non fa male a nessuno, d’accordo. Ma questi spot inducono a consumarla con una certa frequenza. Proprio per le ragioni che cita " il fatto alimentare ". Come ho detto in altri post, non importa essere integralisti, né demonizzare determinati prodotti, la cosa importante è fare corretta informazione, cosa che in pubblicità avviene di rado, purtroppo. Però banalizzare dicendo che tante cose fanno male, è il solito ritornello per non cambiare nulla. Ma il mondo non è fatto solo di schifezze, basta saperle scegliere.

  7. Non voglio certo difendere la Ferrero: nel mio blog Alimentazione Naturale sconsiglio ogni cibo industriale e insegno anzi a farsi in casa una sana crema di nocciole e farina di carrube (questa era la formula originaria). Solo che la â

  8. @Roberto La Pira.
    A mio modo di vedere il primo problema non è tanto le calorie della nutella ma gli ingredienti della nutella in cui il primo ingrediente è lo zucchero e sappiamo bene quanto male faccia lo zucchero bianco o di canna. Senza parlare poi della sfilza di altri ingredienti che troviamo nell’etichetta. Volevo chiederle questo, dott. La Pira: chi sono i nutrizionisti a cui fa riferimento quando parla del 15% del fabbisogno calorico nella colazione? Quelli dell’INRAN?

  9. Ottimo articolo, anche se, come esperto di alimentazione, concordo con Nico Valerio; ma questa è un’altra storia.