Scienziato che tiene la capsula di Petri con pianta verde in laboratorio, primo piano; concept: nuovi OGM

Dopo anni di dibattito e un negoziato durato oltre due anni, il Parlamento europeo approva in via definitiva il regolamento sulle nuove tecniche genomiche

Il Parlamento UE, nella mattinata di martedì 17 giugno, ha adottato in via definitiva il nuovo regolamento relativo alle piante ottenute con le nuove tecniche genomiche (NGT) e ai prodotti da esse derivati, completando l’iter legislativo iniziato nel 2023. Le NGT, note in Italia anche come tecniche di evoluzione assistita (TEA), sono strumenti biotecnologici che permettono di intervenire direttamente sul patrimonio genetico delle piante. I sostenitori le distinguono dagli OGM tradizionali perché non richiedono necessariamente l’inserimento di materiale genetico proveniente da altre specie, mentre i critici le considerano a tutti gli effetti una nuova generazione di organismi geneticamente modificati e le chiamano semplicemente “nuovi OGM”.

Le nuove regole introducono un cambiamento di approccio alla classificazione delle piante ottenute con queste tecniche, che saranno divise in due categorie sulla base delle caratteristiche genetiche finali, piuttosto che sul modo in cui sono state ottenute:

  • NGT-1: le piante sottoposte a un numero e un tipo di modifiche limitati, ottenibili anche con tecniche di selezione tradizionali, saranno trattate alla stessa stregua di quelle convenzionali.
  • NGT-2: le piante che hanno subito modificazioni genetiche più ampie o complesse saranno regolate dalle norme sugli OGM già in vigore, saranno soggette a valutazione del rischio e dovranno ottenere un’autorizzazione prima di poter essere commercializzate nell’UE.

La questione della tracciabilità

Queste norme si applicheranno sia alle piante prodotte in UE che a quelle importate. Dovendo applicare le stesse regole dei ‘vecchi’ OGM, per le piante NGT-2 saranno obbligatorie la tracciabilità e l’etichettatura e i singoli stati UE potranno limitarne o vietarne la coltivazione, anche se autorizzate a livello comunitario (com’è adesso per gli OGM).

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Le NGT, note in Italia anche come tecniche di evoluzione assistita (TEA), sono strumenti biotecnologici che permettono di intervenire direttamente sul patrimonio genetico delle piante

Diversa è la situazione per le piante NGT-1: le varietà autorizzate saranno inserite in una banca dati pubblica dell’UE e tutti i sacchetti di sementi e il materiale riproduttivo dovranno essere etichettati come tali. Tuttavia, come abbiamo detto sopra, siccome le piante ottenute con queste tecniche sono praticamente indistinguibili da quelle convenzionali, saranno trattate come tali e non avranno obbligo di etichettatura come OGM.

Biologico contro “nuovi OGM”

L’impossibilità di distinguere una pianta NGT-1 da una ottenuta con tecniche convenzionali ha causato una sollevazione nel mondo del biologico. “Si tratta di una scelta che mette in pericolo il diritto degli agricoltori e dei cittadini europei a produrre e consumare alimenti liberi da OGM, vecchi e nuovi, compromettendo la trasparenza del mercato e la libertà di scelta dei consumatori.”, ha dichiarato Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio, in un appello agli europarlamentari. Secondo Luigi Tozzi, vicedirettore di SAFE – Safe Food Advocacy Network,

Le piante ottenute tramite le tecniche di evoluzione assistita non saranno ammesse in agricoltura biologica. Tuttavia la presenza accidentale di piante NGT-1 non costituirà una violazione del disciplinare del biologico poiché tecnicamente inevitabile. “Per i consumatori che desiderano mangiare alimenti privi di OGM, sarà impossibile identificare i prodotti che non contengono NGT, limitando così la loro libertà di scelta. Per i produttori, come gli agricoltori biologici, sarà impossibile proteggersi dalla contaminazione da parte di questi nuovi OGM, mettendo a rischio il loro intero modello di business”.

Il plauso degli agricoltori

Di segno opposto le reazioni delle associazioni degli agricoltori: CIA Agricoltori Italiani ha definito l’approvazione un “traguardo per l’agricoltura”, mentre per Assosementi è una “pietra miliare per l’innovazione agricola”. La relatrice, l’eurodeputata svedese Jessica Polfjärd (PPE), ha dichiarato: “È una vittoria storica per gli agricoltori europei e per il futuro dell’Europa. Approvando l’uso delle NGT, abbiamo scelto l’innovazione, la competitività e la sicurezza alimentare. Gli agricoltori europei chiedono da tempo di poter accedere a questi moderni strumenti di selezione per poter sviluppare colture più resilienti e meno dipendenti dai pesticidi.

Il regolamento entrerà in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’UE, ma le sue disposizioni si applicheranno due anni più tardi, quindi presumibilmente nel 2028.

© Riproduzione riservata Foto: Depositphotos

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