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Le nuove linee guida per DOP e IGP del “Pacchetto qualità” di Bruxelles: dentro il cioccolato fuori le porzioni

A Bruxelles tra gli addetti ai lavori  che si occupano di agricoltura e alimentazione da anni si parla del  “Pacchetto qualità”. La frase è utilizzata per definire il gruppo di proposte legislative (due regolamenti e due linee guida) che sono state presentate di recente alla Commissione Agricola del Parlamento europeo, presieduta dall’italiano Paolo  Castro.

La discussione procederà nei prossimi mesi e si potrebbe arrivare all’approvazione definitiva entro la fine del 2012. Il percorso è ancora lungo ma considerando i tempi  del Parlamento europeo  siamo giunti a buon punto visto che questo pacchetto qualità è il frutto di quattro anni di discussioni.

I due regolamenti trattano rispettivamente dei prodotti di qualità agricoli (DOP, IGP, STG ) e della riforma degli standard dei prodotti agro alimentari (ad esempio latte, frutta, vino, etc).

Premesso che le linee guida sono indicazioni volontarie che non hanno bisogno di una conferma legislativa , ciò non toglie nulla al valore di questi per l’industria alimentare di qualità. Il testo, fornisce le modalità da seguire per le indicazioni da riportate sulle confezioni quando un produttore vuole evidenziare  l’utilizzo come ingrediente di un prodotto DOP IGP (come nel caso di ravioli con ripieno a base di prosciutto di Parma).

L’altra guida riguarda il riconoscimento delle filiere dei sistemi di qualità agro-alimentari privati come quelli dalle catene dei supermercati Conad, Coop, Esselunga, Auchan che propongono polli, pesci di allevamento e centinaia di  alimenti con il proprio marchio.

Anche se viene ribadita la differenza tra DOP e IGP (le prime tutelano l’intero processo produttivo, mentre le seconde solo una parte), la Commissione vorrebbe imporre in futuro alle IGP l’obbligo di indicare la provenienza delle materie prime. Così, per esempio, la Bresaola della Valtellina dovrà indicare che la carne proviene dal Brasile.

 Un’altra novità emersa nelle ultime dichiarazioni della Commissione è che la porzionatura dei prodotti Dop (come il prosciutto affettato e il formaggio grattugiato)  non verrà considerata  un’operazione all’interno del processo produttivo. Questo particolare è importante perché il Parmigiano Reggiano potrà essere grattugiato anche al di fuori dalla zona di produzione, favorendo così gli eventuali atti di agro pirateria. Per evitare questo pericolo una disposizione delle Linee guida prevede l’indicazione  sull’etichetta della frase Parmigiano Reggiano al 100% (quando il formaggio è presente come ingrediente).

 Una buona notizia riguarda i tempi per l’esame dei  disciplinari dei nuovi prodotti, si parla di  una riduzione da un anno a sei mesi e da sei a due mesi. In questo ambito si dice chiaramente che gli Stati membri devono tutelare sul proprio territorio le DOP IGP di altri paesi, senza attendere una denuncia di frode (mettendo così fine a contenziosi come quelli tra Germania e Italia per il caso Parmesan). Un’altra buona notizia e che finalmente potranno fregiarsi de logo comunitario anche il cioccolato e i suoi derivati fino ad ora esclusi, questo vuol dire che alcune produzioni dolciarie italiane come ad esempio i cioccolatini Cuneesi o la cioccolata di Modica potranno avere il bollino DOP.

 Un altro elemento nuovo è che la Dop viene direttamente attribuita al prodotto e non al luogo, anche se questo non fa perdere il legame diretto con il territorio, considerato un requisito fondamentale. In sostanza non cambia nulla e la modifica si è resa necessaria per armonizzarsi alle definizione riportata dagli accordi internazionali il TRIPS e rendere così più facile il riconoscimento delle nostre DOP e IGP nel mercato globale del WTO.

Non sono tutte rose e fiori comunque. Non si è sbloccata la questione sulle nuove modalità di gestione da concedere ai consorzi, che non potranno regolare autonomamente la quantità della produzione per evitare speculazioni sul  mercato in grado di  deprezzare eccessivamente i prodotti DOP ed IGP.

 Anche sul fronte dei prodotti DOP IGP provenienti da Paesi extra UE non è stato fatto nulla, mentre si sperava in una procedura per verificare l’affidabilità di prodotti alimentari cinesi o di altri paesi classificati come produzione di qualità, prima di concedere loro il marchio DOP IGP europeo.

Luigi Tozzi

Foto: Photos.com

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Un commento

  1. Avatar

    parliamoci chiaro…..la bresaola brasiliana a base di zebù è uno scandalo…tutti pensano sia carne di manzo….che senso ha lavorare la carne in valtellina…è come se facessi lo champagne con le uve di frascati…