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Notizie dal mondo: costo OGM, nanomateriali, epidemia di obesità, pubblicità ingannevole e carne Halal

Le notizie dal mondo di questa settimana arrivano da New York, Europa e Gran Bretagna

ogm america USA agricoltura 187452523Nello Stato di New York, l’etichettatura obbligatoria degli Ogm costerebbe 800 dollari l’anno a famiglia

Se lo Stato di New York approverà la legge di cui è appena iniziato l’esame e che imporrebbe l’indicazione in etichetta degli ingredienti geneticamente modificati, questo si tradurrà, per una famiglia di quattro persone, in una maggiore spesa annua di 800 dollari. Lo afferma uno studio di due economisti della Cornell University, oggetto di polemica, perché co-finanziato dal Council for Biotecnology Information, cioè dall’industria degli Ogm. Continua a leggere l’articolo.

 

Gran parte dell’Europa verso un’epidemia di obesità e sovrappeso, secondo uno studio sulle previsioni al 2030

Secondo uno studio basato su modelli statistici, condotto da ricercatori dell’UK Health Forum e dell’Organizzazione mondiale della sanità, la percentuale di persone in sovrappeso e obese è destinata a crescere in quasi tutti i paesi europei da qui al 2030. Tra i maschi, le percentuali più alte sono previste in Irlanda (90%), in Spagna, Repubblica Ceca e Polonia (80%), e in Gran Bretagna (75%), mentre quelle più basse sono previste in Olanda (47%) e in Belgio (44%).  Per quanto riguarda le donne, al primo posto c’è sempre l’Irlanda, con l’84%. Continua a leggere l’articolo.

 

Halal 470773275Milioni di britannici mangiano carne halal a loro insaputa

In Gran Bretagna è polemica dopo che il Daily Mail ha rivelato che grandi catene di supermercati e di fast food vendono e servono, senza informare i consumatori, carne halal, macellata secondo i precetti islamici, che prevedono l’uccisione dell’animale per dissanguamento, senza stordimento preventivo. La catena Pizza Express ha ammesso che tutta la sua carne di pollo è macellata secondo i rituali musulmani, dicendo che però i polli vengono storditi prima di essere uccisi. Sinora, l’informazione era reperibile solo in piccolo caratteri sul sito della compagnia, che ha 434 ristoranti nel Regno Unito, o se il cliente lo chiedeva esplicitamente al personale. Continua a leggere l’articolo

 

Ribena-PlusRibena ci ricasca, pubblicità ingannevole dei suoi succhi di frutta vitaminici

L’autorità britannica di autoregolamentazione della pubblicità, l’Advertising Standards Authority (ASA) ha ordinato a Ribena (GSK) di ritirare la pubblicità dei suoi succhi di frutta Ribena Plus, giudicando non autorizzate le affermazioni secondo cui sono la vitamina A aiuta a mantenere la vista in ottime condizioni ed è importante anche per il sistema immunitario, mentre la vitamina C aiuta il sistema immunitario ed è un antiossidante. GSK ha sostenuto che le frasi autorizzate erano state cambiate per renderle più “consumer friendly”, rimanendo fedeli alle versioni autorizzate, e che pensava che dire che la vitamina A aiuta a mantenere la vista in ottime condizioni fosse equivalente a dire che contribuisce al mantenimento della capacità visiva normale. Continua a leggere l’articolo

 

nanoparticelle 182271347I Friends of the Earth chiedono di sottoporre a valutazione di sicurezza i nanomateriali in alimenti e bevande

Piccoli ingredienti, grandi rischi” è il titolo del nuovo rapporto dell’associazione ambientalista Friends of the Earth sulla diffusione dei nanomateriali negli alimenti. Rispetto al precedente rapporto del 2008, che ne individuò otto sul mercato statunitense, quello nuovo ne ha rintracciati 94, oltre dieci volte di più, che vengono utilizzati senza alcuna regolamentazione e senza alcun obbligo di indicarne la presenza nell’etichetta. I produttori che utilizzano le nanoparticelle vanno da Kraft a General Mills, Hershey, Nestlé, Coca-Cola e Unilever. Tuttavia, produttori e prodotti possono essere molti di più, dal momento che non esiste alcun obbligo di dichiarare l’utilizzo di nanomateriali in alimenti e bevande, negli Stati Uniti, come in Europa. Continua a leggere l’articolo

 

Beniamino Bonardi

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Foto: Thinckstockphotos.com

  Redazione Il Fatto Alimentare

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