vista dall'alto di spaghetti cinesi secchi e bolliti su un tavolo di legno bianco

Tra le centinaia di prodotti pronti etichettabili come cibo spazzatura presenti nel mercato globale, i noodles (tagliatelle istantanee di origine asiatica) stanno destando preoccupazioni, per la loro rapida diffusione nei paesi a reddito medio-basso, e per la pessima composizione nutrizionale. Negli Stati Uniti Sarebbero anche responsabili di un numero crescente di ustioni in bambini piccoli. Questi prodotti, lanciati principalmente dalla Corea, soprattutto dopo la pandemia, sembrano essere entrati in una fase di espansione mai vista prima.

I motivi sono chiari: possono essere accompagnati da altri  tipi di alimenti, sono comodi (pronti in pochi minuti, basta riscaldarli), sono iperpalatabili, e resi ancora più desiderabili da aromi e, ciò che più conta, costano pochissimo.

Troppo sodio e ingredienti scadenti

A lanciare l’allarme è il Guardian, che pubblica un’inchiesta riferendo la situazione in alcuni Paesi lontanissimi dalla cultura degli spaghetti di soia come la Nigeria. Nel Paese va per la maggiore un prodotto che, in una confezione da 70 grammi, contiene 2,3 grammi di sodio, pari al 118% della quantità consigliata dall’OMS in un’intera giornata pari a meno di 2 grammi. Come se non bastasse, le regole sulle etichette sono estremamente blande, e i consumatori non possono essere del tutto consapevoli del fatto che stanno assumendo quantità eccessive di sodio.

Impiegato che mangia noodles in auto durante l'ingorgo.
La quantità di sale per porzione varia tra il 35 e il 95% della dose giornaliera consigliata

Secondo le stime della World Instant Noodles Association, una società giapponese che monitora il mercato mondiale, tra il 2018 e il 2022, le vendite sono aumentate del 53%, passando da 1,82 a 2,79 miliardi di porzioni. La stessa tendenza si è vista in Kenya, dove il consumo, per ora, è molto inferiore, ma dove comunque, nello stesso periodo, l’aumento è stato del 160%, passando da 50 a 130 milioni di porzioni. Lo stesso è accaduto in Egitto (+110%) e in Colombia (+150%). In totale, l’anno scorso sono stati venduti 121,2 miliardi di porzioni, con un +2,6% rispetto all’anno precedente. La  Corea del Sud, nei primi dieci mesi dell’anno ha esportato noodles pronti per la cifra record di 785 milioni di dollari, con un +25% rispetto all’anno precedente.

Nutrizionisti contro i noodles

Tutto ciò spiega perché nutrizionisti, diabetologi e cardiologi di diversi Paesi siano preoccupati. Tutto quel sale, e poi i grassi, i condimenti, gli additivi avranno effetti su fasce molto ampie di popolazione nei prossimi anni, in Paesi che non sempre sono attrezzati a fronteggiare grandi crisi sanitarie. Secondo uno studio del 2017, che ha analizzato 765 prodotti venduti in dieci Paesi, la quantità di sale per porzione varia molto, ed è compresa tra il 35 e il 95% della dose giornaliera consigliata.  Comunque è troppo, se si considera che spesso le persone ne mangiano più di una porzione al giorno.

spaghetti istantanei coreani piccanti con kimchi - stile cucina coreana
Tutto quel sale, i grassi e gli additivi avranno effetti su fasce molto ampie di popolazione nei prossimi anni

Per quanto riguarda i marchi, in Nigeria il più diffuso è Indomie, indonesiano, che ha aperto degli stabilimenti di produzione in loco, e riempito le grandi città con centinaia di inconfondibili chioschi, presenti non solo nel centro ma anche nelle periferie. Lo stesso si vede in Kenya, dove tra gli obbiettivi del marketing ci sono i campus universitari, nei quali i chioschi vendono noodles a 20-30 centesimi di euro a porzione. Anche per questo motivo sono uno dei cibi preferiti da moltissimi studenti. Indomie è infatti amato soprattutto dai giovani, grazie a riuscite campagne di marketing mirate. Prima di Indomie, in Nigeria era arrivato un marchio ancora più globale, Maggi di Nestlé che, però, non aveva avuto molto successo, perché  la pubblicità era rivolta soprattutto a un pubblico adulto.

Pochi centesimi a confezione

Maggi si è comunque fatto strada in India, dove è in ormai ubiquitario, al punto da aver raggiunto migliaia di piccoli villaggi, secondo quanto riferisce il Nutrition Advocacy in Public Interest o NAPi. Sempre secondo il NAPi, che all’argomento ha dedicato un rapporto, la Nestlé omette deliberatamente le informazioni nutrizionali più importanti,  quali il fatto che una confezione da 70 grammi contiene, in media, un terzo del sale consigliato per un giorno. Inoltre, è evidente la sua politica sui prezzi, poiché una porzione costa 10-15 rupie, pari a poco più di 10 centesimi di euro, nelle aree urbane, e può scendere a cinque in quelle rurali. Si tratta di un richiamo irresistibile per coloro che non hanno mezzi sufficienti per acquistare cibo migliore.

L’azienda, interpellata dal Guardian, ha risposto che i noodles contengono anche legumi, e verdure, e sono bilanciati, dal punto di vista nutrizionale, e che tutte le informazioni sono sul sito AskNestlé (anche se è ovvio che le persone più povere non hanno i mezzi o l’abitudine a verificare gli ingredienti su una piattaforma del genere).

Attenzione alle ustioni da noodles

Le stesse strategie stanno favorendo la diffusione dei noodles anche nei campus americani. Anche se in questo caso la concorrenza con altri tipi di junk food è fortissima. Dagli Stati Uniti arriva un altro tipo di allarme, relativo ai bambini piccoli: quello sul rischio di ustioni, soprattutto per le zuppe pronte con noodles. I casi di ustioni dei bambini,  anche molto piccoli, sarebbero in aumento. La causa principale sarebbero queste zuppe, seconde solo all’acqua bollente. Anche se non sono più gravi di altre provocate da liquidi caldi, sarebbe comunque opportuno, secondo molti pediatri e medici dei reparti di urgenza e inserire sulle confezioni specifiche diciture affinché i genitori siano particolarmente attenti, quando decidono di dare ai figli prodotti che, comunque, sarebbe meglio evitare, proprio per le scarse qualità nutrizionali.

© Riproduzione riservata. Foto: Depositphotos

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Christine
Christine
20 Gennaio 2024 15:17

Ma,mi chiedevo, sono così più salati delle patatine, dei dadi,dei salumi ecc….?
Poi secondo me, sarebbe più preciso parlare di noodles già conditi; perché i noodles sono pasta asiatica che puoi comprare come la nostra pasta e condire a piacere.
Grazie.

Christine
Christine
20 Gennaio 2024 16:34

Secondo me il titolo non è preciso,perché non sono i Noodles ad essere troppo salati Ma il loro Condimento, i Noodles in sé sono una pasta che uno può acquistare separatamente e condire a piacimento.
Queste confezioni contengono veramente più sodio delle patatine, dei dadi,di certi salumi ,for aggi ,conserve ecc?
Grazie mille.

Carla
Carla
27 Gennaio 2024 11:18

Per ovviare all’ eccesso di sale è sufficiente utilizzare solo in parte la bustina del condimento, secondo il proprio gusto.

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