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Neurapas Forte: bocciato il claim che sostiene un effetto benefico dell’integratore contro condizioni patologiche come la depressione e l’esaurimento

depressione neurapas
Depressione, burnout e angoscia: sono condizioni patologiche incompatibili con l’integratore Neurapas

Il comitato di Controllo ha bocciato la pubblicitàTempi duri per la psiche? Neurapas Forte. Una soluzione forte nei momenti più fragili della vita” di Neurapas Forte, rilevato sul settimanale Oggi del 22 ottobre 2014. Il messaggio è contrario agli articoli. 2  e 23bis – Integratori alimentari e prodotti dietetici – del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.

 

La pubblicità vanta un’inverosimile efficacia in situazioni quali depressione, esaurimento, angoscia, burnout, che vanno considerate vere e proprie condizioni patologiche. Si tratta di indicazioni palesemente fuori dal campo di azione di un integratore, mentre rientrano nel campo dei farmaci. Il consumatore potrebbe essere tratto in inganno dal messaggio pubblicitario, soprattutto le persone in situazioni di particolare sensibilità portate a credere a promesse di facili risultati, con la conseguente amplificazione dei profili di ingannevolezza.

 

 Sara Rossi

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  Redazione Il Fatto Alimentare

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Un commento

  1. Avatar

    Equivoci, repressione, confusione, eccesso di potere, messaggi ingannevoli, protezione dei farmaci, ingenuità dei consumatori, conflitti d’interesse, ecc..
    Situazioni che coesistono in assenza di normativa chiara e semplice per tutti, che si potrebbe sintezzizare con due semplici parole:
    MEDICINALE per i farmaci e PRODOTTO DI SOSTEGNO per gli integratori, o semplicemente INTEGRATORE.
    Entrambe le categorie sono indicate in caso di patologie, ma la prima terapeutica, deve essere prescritta dai medici e non in libera vendita, la seconda categoria adiuvante, in vendita da personale esperto, come farmacisti ed erboristi.
    Troppo semplice?
    Forse si perché sarebbe talmente chiaro da non essere equivocabile, ma ci sono troppi conflitti d’interesse in gioco e la semplicità non rende.
    Via libera a inganni, ritiri per parole pericolose più del contenuto del prodotto, per proteggere pazienti “ingenui” che si curano con integratori acquistati, piuttosto che con farmaci prescritti e forniti dal Servizio Sanit. Nazionale.
    Ma siamo proprio tutti così stupidi da scambiare un integratore per un farmaco ed i farmacisti e gli erboristi così incoscienti e ladri da vendercelo?
    Per l’automedicazione non ci sono limiti, perché gli incoscienti acquistano tutto da tutto il mondo, prevalentemente farmaci, falsi, scaduti, adulterati, ecc..