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Naturale o sintetico? È necessaria una definizione più chiara e precisa per gli alimenti

Donna consulta l'etichetta di un prodotto tra gli scaffali di un negozio o un supermercatoAggettivi e diciture varie che esprimono l’idea di ‘naturale’ si ritrovano spesso sulle confezioni degli alimenti. Ma che cosa significa davvero questa attribuzione? Quando può essere usata lecitamente e quando, invece, viene usata in maniera strumentale solo per trasmettere l’idea di acquistare un prodotto che ha subito poche lavorazioni e che, per questo, sarebbe migliore dal punto di vista della salute e da quello ambientale? E quando, invece, un alimento dovrebbe essere classificato come ‘sintetico’? A queste domande possono essere fornite molte risposte, in assenza di un perimetro circoscritto nell’ambito del quale assegnare una qualifica. Ma ciò genera confusione e, non di rado, errori di valutazione, quando non vere e proprie truffe ai danni dei consumatori. Per questo l’associazione no profit SAFE Food Advocay Europe, rispondendo alla proposta di direttiva Empowering the Consumer for the Green Transition lanciata nello scorso mese di marzo, propone alla Commissione europea di esprimersi sul tema, stabilendo che cosa può essere definito ‘naturale’ e che cosa deve essere chiamato ‘sintetico’. 

Secondo l’associazione, che dedica al tema la campagna WeValueTrueNatural, lanciata nel 2020, solo ciò che non contiene Ogm o sostanze sintetiche come gli additivi ed è biodegradabile può essere chiamato naturale: tutto il resto no. Di più. Secondo SAFE, le etichette dovrebbero contenere chiare indicazioni sull’origine di ogni ingrediente, con spiegazioni in linea con quelle già previste, per non generare confusione. La Commissione europea dovrebbe definire le regole per arrivare a etichette più complete e innovative, che abbiano una particolare attenzione per gli aspetti ‘green’. Inoltre, le norme proposte o già in vigore rispetto alla denominazione ‘naturale’ sarebbero troppo parziali, perché concentrate sulle emissioni di CO2, e trascurerebbero fattori cruciali quali la possibilità di essere totalmente degradabili, caratteristiche che gli alimenti ‘sintetici’ non hanno.

Two pretty female sisters go shopping together, stands in grocer`s shop, select fresh milk in paper container, read label, carry rucksacks, have serious expressions. People and commerce concept supermercato etichetta allergeni
Secondo l’associazione Safe, possono essere etichettati come ‘naturali’ solo alimenti senza Ogm e ingredienti di sintesi, e completamente biodegradabili

Il problema esiste, nonostante sia meno accentuato rispetto a quanto si vede in altri paesi e anche se le richieste di SAFE possono sembrare eccessivamente restrittive e parziali. Per esempio, l’indicazione ‘sintetico’ vale anche per alimenti come carne, latte e uova derivati da animali nutriti con mangimi con materie prime Ogm correntemente impiegati da buona parte dell’industria alimentare europea? Quali sarebbero gli alimenti non completamente biodegradabili?

Come hanno fatto notare gli esponenti di SAFE in un’intervista alla testata FoodNavigator, al momento ci sono diversi esempi di sostanze sintetiche che possono essere etichettate come naturali: per esempio, la zeaxantina (un carotenoide) e la melatonina, presenti nella loro versione industriale in molti alimenti. In realtà, in casi come questi si tratta di estremizzazioni: una molecola è sempre la stessa, a prescindere dal fatto che sia estratta da una fonte naturale oppure sintetizzata ex novo. E spesso la sintesi (per esempio nei lieviti) consente di non depauperare le fonti naturali.

Probabilmente nelle richieste di SAFE c’è un approccio un po’ ideologico. Ma il significato di questa battaglia va ricercato anche in altre distorsioni, come quelle che si verificano con i nitriti e nitrati usati per la lavorazione della carne. A volte i produttori utilizzano nitriti e nitrati estratti dagli spinaci, e grazie a questo escamotage scrivono “senza aggiunta di additivi sintetici” ingannando i consumatori. In situazioni di questo tipo sarebbe importante intervenire. È evidente che bisogna mettere ordine, anche se non necessariamente lo strumento più efficace è una rigida separazione tra ‘naturale’ e ‘sintetico’. 

© Riproduzione riservata Foto: Fotolia, AdobeStock

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Roberto La Pira

  Agnese Codignola

giornalista scientifica

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3 Commenti

  1. Il fatto che certi processi si eseguano da anni con “sicurezza” sempre maggiore non può assolutamente offuscare un altro fatto innegabile…..la crescita del numero e violenza delle malattie cosidette “autoimmuni” in cui il sis. imm. attacca e distrugge molto spesso cellule, proteine ed altre bazzeccole interne necessarie alla salute.
    Non basta l’identità chimico-fisica esatta per stabilire la correttezza d’uso, servono tempistiche esatte e ambiente esterno perfettamente compatibile in tutte le informazioni di coerenza per stabilire se un componente sarà positivo o negativo per l’ospitante.

    Arrivo subito alla domanda:
    Si ritiene comunemente che sia colpa del sistema immunitario individuale disturbato, ma invece non sarà mai che il sistema immunitario riconosce differenze tra sostanze endogene e sostanze artificiali esogene che noi riteniamo identiche? Risposte gradite evitando per favore di dare colpe a zecche, scimmie, pipistrelli e pangolini se possibile.

    No perché mettendo insieme un paio di articoli recenti i miei dubbi si rafforzano………

  2. Giovanni Gozzi

    Ci sono sostanze sintetiche che bisognerebbe chiamare di sintesi.
    Molto meglio di sostanze naturali.
    L’acido acetico di sintesi non viene distinto da quello per fermentazione, anche se ha una percentuale di carbonio radioattivo minore.
    Moderate.

  3. https://www.nature.com/articles/d41586-022-01091-6
    08 June 2022 Mutations matter even if proteins stay the same

    Science Daily
    Immune recognition of self and non-self explored in new study
    Date: May 31, 2022 Source: Arizona State University

    I due articoli citati nel precedente commento , dove si dichiara la scarsa conoscenza dei completi processi interni e la necessità di ulteriori future ricerche chiarificatrici………..che suggerirebbero maggiore precauzione e minore sicumera.

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