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Natale a rischio con i frutti di bosco: il Ministero diffonde in tutta Italia la locandina anti epatite A, deve essere esposta in ospedali, consultori e anche nei supermercati

dolce natale frutti bosco 134248554L’incremento del numero di casi di epatite A (*) registrato dalla primavera del 2013 non accenna a fermarsi. Per questo motivo il Ministero della salute, in vista delle festività natalizie – durate le quali il consumo di questi prodotti tende ad aumentare – ha diffuso una locandina (vedi sotto) elaborata dalla Task force sull’epatite A (costituita dall’Iss, dall’Istituto zooprofilattico sperimentale della Lombardia ed Emilia e dal Ministero) che invita a non mangiare frutti di bosco surgelati, previa cottura. Il manifesto è stato inviato alle Asl e ai centri regionali che si occupano del sistema di allerta e deve essere affisso in tutte le strutture sanitarie e all’interno di ospedali e consultori pubblici.

 

Nella riunione che ha deciso la realizzazione del manifesto gli esperti hanno auspicato di estendere l’invito anche ai supermercati, visto che il numero di persone che contraggono l’epatite A aumenta progressivamente (siamo a oltre 800 casi) e non si riesce a risalire alla causa. Per capire quanto sia grave la situazione basta dire che alcune catene come Coop ed Esselunga da mesi hanno smesso di vendere frutti di bosco surgelati.

 

dettaglio locandina ministero epatiteRicordiamo che la cottura dei frutti di bosco surgelati rimane attualmente la misura più utile a contenere il rischio di infezione. Il trattamento – ricorda il Ministero – mantiene inalterata, se non addirittura più elevata, la capacità antiossidante delle antocianine, sostanze di cui sono ricchi i frutti di bosco.

 

(*) L’epatite A è una malattia infettiva acuta causata da un virus che colpisce il fegato; il contagio avviene per contatto diretto da persona a persona o attraverso il consumo di acqua o di alcuni cibi contaminati. La malattia ha generalmente un’evoluzione benigna, dura dalle 2 alle 10 settimane, e dopo la guarigione conferisce un’immunità permanente. Non cronicizza mai.

 

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locandina ministero epatite frutti bosco dic 2013

Foto: Photos.com, Salute.gov.it

  Redazione Il Fatto Alimentare

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5 Commenti

  1. La locandina presenta una grafica assai più accattivante di altre realizzazioni del ministero (leggendario, per bruttezza, il logo a suo tempo proposto per il sale iodato http://www.ilfattoalimentare.it/iodio-sale-logo.html, con il quale nessuna azienda si è mai sognata di deturpare le etichette dei propri prodotti).
    Ma è sui contenuti che mi sorge qualche dubbio. La locandina informa che “I frutti di bosco sono ricchi di antocianine e carotenoidi, sostanze dotate di capacità antiossidante, vitamina C e sali minerali”.
    Sembra quasi che ministero, dopo aver dato un colpo al cerchio (“attenzione, i frutti di bosco surgelati e non cotti possono comportare il rischio di epatite A”) intenda darne uno alla botte, per non causare cali di vendita dei prodotti (“sono ricchi di nutrienti che hanno un effetto benefico sulla salute”).
    Se a usare le diciture sparate nella locandina del ministero della Salute fosse stata un’azienda, gli organi di vigilanza afferenti al medesimo ministero (e i numerosi altri che possono entrare nel merito della presentazione al pubblico dei prodotti alimentari) avrebbero elevato verbale.
    Il reg. CE n.1924/2006, infatti, prevede che qualunque indicazione che affermi, suggerisca o sottintenda che un alimento abbia particolari proprietà nutrizionali benefiche dovute alle sostanze nutritive che contiene o che affermi,
    suggerisca o sottintenda l’esistenza di un rapporto tra tali componenti e la salute è permessa solo a determinate condizioni.
    Tra queste, la quantità del prodotto tale da poter essere ragionevolmente consumata deve fornire una quantità significativa della sostanza nutritiva cui si riferisce l’indicazione o una quantità tale da produrre l’effetto nutrizionale o fisiologico indicato.
    Le indicazioni sulla salute, inoltre, devono essere espressamente autorizzate a norma del regolamento e incluse nell’elenco delle indicazioni autorizzate; in caso contrario sono vietate.
    Né il regolamento CE n.12924/2006 né i successivi regolamenti UE n.116/2010, UE n.384/2010, UE n.432/2012, UE n.536/2013, UE n.2018/2013 autorizzano claim su antocianine e carotenoidi, né consentono di attribuire loro una capacità antiossidante.

    In base alle tabelle di composizione degli alimenti dell’Inran, la stessa presenza di vitamina C è poco significativa nei mirtilli (15 mg/100 g contro gli 80 mg/100 g previsti come valori nutritivi di riferimento dal regolamento UE n. 1169/2011) e nelle more di rovo (19 mg/100 g), va un po’ meglio con le fragole (54 mg/100 g), coi lamponi (25 mg/100 g), molto meglio col ribes (200 mg/100 g).
    E i sali minerali? Tutti irrilevanti nelle more, nei mirtilli, nei lamponi, nelle fragole, Si salva, per un pelo, il ribes, con i suoi 370 mg/100 g di potassio (il 18,5% del valore nutritivo di riferimento, pari a 2000 mg/100g).
    In ogni caso la quantità di nutrienti presente non è tale da qualificare genericamente i prodotti come “ricchi di” (il claim è riservato ai prodotti che presentano almeno il 30% del valore nutritivo di riferimento), ma tutt’al più come “fonte di” (utilizzabile in caso di presenza di almeno il 15% del valore nutritivo di riferimento).
    La bozza di decreto legislativo con la disciplina sanzionatoria per la violazione delle disposizioni del regolamento CE n.1924/2006 sulle indicazioni nutrizionali e sulla salute prevede per l’impiego falso, ambiguo e fuorviante di indicazioni nutrizionali una sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 a 10.000 EUR, che passano da 2.000 a 20.000 per le indicazioni sula salute.
    Una sanzione aggiuntiva da 3.000 a 12.000 EUR è prevista per l’utilizzo di indicazioni non autorizzate (come quelle sugli antociani e i carotenoidi), un’altra da 6.000 a 24.000 per il riferimento a proprietà antiossidanti.
    Sanzioni aggiornate ogni due anni in base agli indici ISTAT.
    Delle due l’una: o il ministero notifica alla Commissione e agli altri Stati membri che ritiene necessario integrare la vigente legislazione europea ai sensi dell’art.22 del reg. CE n.1924/2006 e autorizza per sei mesi gli operatori a vantare le dichiarazioni sulla salute che esso stesso ha utilizzato nella locandina, fornendo istruzioni agli organi di vigilanza affinché non le perseguano, o rettifica la locandina, rendendola conforme alla norma comunitaria.

  2. francesca de vecchi

    Finalmente. Tuttavia non sarebbe stato meglio riferirsi più esplicitamente all’allerta alimentare in corso da qualche mese e non ancora terminata, dedicando loro l’intera locandina?
    Non fa certo male ricordare le regole igieniche di base per impedire la trasmissione e il contagio del virus, ma il collegamento all’allerta in corso è immediato solo per chi è già informato. Se oltretutto si ricorda anche quanto sono nutrienti…..
    f. de vecchi

  3. quello che mi sgomenta è che sono mesi che gli organi di controllo si occupano di frutti di bosco ….. e solo ora si avvertono i consumatori. mi sembra che sia veramente troppo tardi.
    afr

  4. Cara Anna, non mi pare che “solo ora”…: la raccomandazione ministeriale di utilizzare i frutti di bosco congelati previa bollitura per almeno 2 minuti per proteggersi dal virus è ormai datata.
    Ripeto che tale raccomandazione è stata fatta in perfetta analogia a quella che i distributori di latte crudo devono sempre esporre, per ovvie ragioni sanitarie ultra-scientificamente provate, ma che qualcuno si ostina volutamente ad ignorare (a suo rischio e pericolo) : “Utilizzare il latte crudo solo previa bollitura” = protezione da B.Tubercolosis, Listeria monocytogenes, Campylobacter jejuni, B. Paratubercolosis, Enterobatteri patogeni etc.
    A cosa servirebbe altrimenti la pastorizzazione obbligatoria per tutte le centrali del latte del mondo?

  5. E’ un fatto che, comunque, per mesi i supermercati sono stati lasciati liberi di vendere i frutti rossi senza alcun obbligo di avviso alla clientela.
    Inoltre mi chiedo: con l’ indicazione della bollitura a 100° per almeno 2 minuti, a parte la poltiglia che ne esce fuori, quanti nutrienti resteranno intatti tipo vitamine, sali minerali, ecc. ?