La destagionalizzazione dei prodotti da ricorrenza e la scomparsa dei ritmi tradizionali a tavola
Siamo a inizio ottobre, a Milano si va ancora in maniche corte, il caldo anomalo perdura e le zanzare continuano a farci compagnia. Eppure, per chi entra al Carrefour Express di via Edolo, la percezione delle stagioni rischia di subire un cortocircuito. In prima fila, subito dopo l’ingresso, sono già spuntati panettoni, pronti ad accogliere i clienti.
Un fenomeno che, in realtà, non riguarda solo il Natale. Già in piena estate, ad agosto, negli store della catena Action facevano la loro comparsa caramelle, travestimenti e addobbi dedicati ad Halloween, con due mesi e mezzo di anticipo sulla tabella di marcia. E se lo scorso anno le grandi catene della Gdo – come Lidl – avevano aperto le danze della ricorrenza natalizia a metà ottobre, la spinta promozionale di questo autunno sembra voler battere ogni record di anticipo. La domanda sorge spontanea: che fretta c’è?
Le feste arrivano prima
Dietro questa maratona commerciale c’è una precisa strategia di marketing: la destagionalizzazione dei prodotti da ricorrenza. Diluire il periodo natalizio su un arco di oltre tre mesi serve a trasformare un dolce legato a un momento festivo in un acquisto d’impulso quotidiano. Il risultato, tuttavia, è una costante accelerazione del calendario consumistico che finisce per appiattire le stagioni. A questo ritmo, viene quasi da chiedersi se l’uovo di Pasqua non farà la sua comparsa direttamente sotto l’albero di Natale, tra la colomba e il pandoro.
Al di là dell’ironia e delle riflessioni sulle logiche della grande distribuzione, c’è un aspetto fondamentale che riguarda il valore del cibo e dei ritmi tradizionali. La magia e la tipicità dei prodotti delle feste risiedono proprio nella loro eccezionalità e nell’attesa. Presentare i panettoni sugli scaffali per un terzo dell’anno non solo snatura la tradizione, ma rischia di saturare il consumatore ben prima che il periodo natalizio sia effettivamente iniziato.
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Giornalista, redattrice de Il Fatto Alimentare, con un master in Storia e Cultura dell’Alimentazione



Sono già al terzo. E va bene così. Potrei non consumarne a Natale, la tradizione forse è un’altra. Volendo.
Diciamo che posso comprendere il suo punto di vista tenuto conto che, come scritto anche qui più volte, il panettone è un prodotto dolciario che risponde ad un preciso disciplinare e quindi ne risulta un prodotto di qualità ad un prezzo interessante, adatto per dire alla colazione. Certo, la tradizione ne esce sminuita.
Il prezzo adesso è di tipo “promozionale” come succede nel periodo natalizio? O è quello intero sulla confezione?
3,99 € per 700 g. Il pane costa spesso di più, anche se fatto male.
Completamente d’accordo con la riflessione in coda all’articolo: le logiche della grande distribuzione stanno minando la magia e la tipicità dei prodotti delle feste. Eppure da consumatore mi sento che di fronte a simili ingerenze ho un grande potere e magari evitare di acquistare quei prodotti “fuori stagione” per tutelare la santità di quei gesti che tutti noi abbiamo impressi nella memoria: la nonna che toglie dal cartone il panettone arrabattandosi di presentarlo a tavola come se fosse un dolce di pasticceria che guai a non mangiarne almeno una fetta che porta male (semmai te li toglie lei i canditi), alla zia che sbatacchia il pandoro per fargli prendere bene lo zucchero a velo. Non vedo perché rischiare di perdere tutto ciò, per un pandorino a colazione in più.
Come sempre il potere è in mano al consumatore.
Mettono il panettone ad Ottobre? Ottimo, non lo prendo e gli faccio capire che la strategia non paga.
Davvero assurdo!!Non cè piu ‘ l’attesa delle feste. Mi è capitato proprio settimana scorsa di andare a fare la spesa in un noto centro all’ingrosso e trovare già i panettoni. Non è ancora arrivato halloween. A febbraio ci ritroveremo con le uova di Pasqua ..Si produce troppo, senza avere piu’ il gusto, il profumo del cibo. Assurdo davvero. Stiamo diventando peggio dell’America, ma peggio…
Il marketing non aspetta! Io proporrei anche le uova di Pasqua: con una spesa singola ci togliamo il pensiero!
E’ curioso che il Natale va sempre più sminuito, niente Presepe, niente cori, niente recite, tanto è la festa dell’inverno e poi se commercializzi il panettone ad ottobre diventa “lesa maestà” ?
Anche io mi sono stranito quando l’altro giorno l’ho visto scaricare al supermercato di turno … Abbiamo sempre noi il potere… non lo compriamo ..e nel caso io direi compriamo solo quelle marche che compaiono nel momento giusto. Le altre marche che già si vedono al supermercato avranno sicuramente prodotti meno freschi visto che li stanno già producendo ….
E la scadenza al 10 di Gennaio?
Eh già, ha ragione, se lo producono adesso scade ad inizio 2027. Evidentemente non sperano di venderlo a Natale…
30 aprile 2027. Ma a gennaio li fanno sparire, prima del 6.
Alla Conad di Bologna i panettoni a marchio Conad erano già presenti a fine agosto
Sono d’accordo! Questo tentativo di destagionalizzazione è insopportabile. Comunque un altro modo di vendere panettone in periodi diversi da quello natalizio l’ho visto ad agosto in una stazione di servizio dell’Autostrada del Sole… basta trasformarlo in un dolce estivo!
Ahahahah, la “summer edition”… E parliamo di Maina eh, mica di una furbetta marca sconosciuta… Ma come ci prendono in giro, ormai senza ritegno… Ma in chiesa ad agosto avevano il Presepe “summer edition”?…
C’è un altro modo per contestare questa strategia commerciale della grande distribuzione, i prodotti legati alle festività importanti non compriamoli da loro.
Da anni ci sono organizzazioni del terzo settore che organizzano vendite nei giorni che precedono le ricorrenze importanti, come ad esempio EMERGENCY , ma ve ne sono tante altre e fatto importante una parte dei profitti finanziano progetti umanitari.
Vincenzo Mi.
Anche Coop ha già i panettoni, sta al consumatore decidere se acquistarlo o no, non c’è solo il panettone fuori stagione, perchè non vi indignate per tutte le schifezze messi in vendita tutto l’anno?
In primo luogo, il panettone non è affatto una “schifezza”, ma un eccellente prodotto della tradizione pasticcera e dell’industria dolciaria italiana, che merita tutto il nostro rispetto a prescindere dal periodo dell’anno in cui viene commercializzato.
In secondo luogo, Il Fatto Alimentare non si limita a osservare le dinamiche commerciali come la destagionalizzazione dei prodotti, ma si occupa quotidianamente e da sempre di alimentazione critica, junk food, cibo ultra-processato, profili nutrizionali e sicurezza alimentare, denunciando le criticità di ciò che finisce sugli scaffali tutto l’anno.
Un vicino di casa è in sintonia con questo Carrefour: ha un neon bianco acceso, col buio, in una stanza con una porta finestra addobbata con una tenda traforata che fa effetto cielo stellato. Suggestivo.
Un esempio per dire che l’impoverimento culturale e/o la totale assenza di significati profondi nella vita è ben sostutuita dalla interessata manipolazione del marketing di scadenze più o meno importanti.
E con l’ora solare e la festa (farlocca) di Halloween inizieranno i petardi, in un crescendo di frequenza fino al giorno 1 di gennaio. Con ulteriore incremento delle micro- e nanopolveri.
Meno importante, ma alla Lidl hanno il “catalogo Halloween” in vendita dal 1/10…:
https://www.lidl.it/l/it/volantini/offerte-valide-dall1-10-al-31-10-da-lidl-ogni-brivido-vale-davvero-LV/view/flyer/page/2
Un disastro specie per le famiglie con bambini piccoli? Immaginatevi gli strilli dei bimbi che vogliono già adesso comprare…
Ai primi di gennaio 2026 ho visto al tosano le uova giganti di pasqua, magari c’erano anche nel periodo natalizio..mah!!
Una precisazione: mi sembra strano che il fatto alimentare non sappia che la produzione dei panettoni comincia già a fine agosto. Che siamo sugli scaffali o nei magazzini…che differenza fa? Altra questione invece è il Natale: la GDO ha tutto l’ interesse ( e la libertà) di estendere il Natale, i ricavi di quel periodo sono importanti.
Ma il punto è come al solito un altro : qualcuno ci ordina di comprarli?no.
Sono ormai 8 anni che ho smesso di comprare e mangiare panettoni. Un prodotto senza alcun senso. Se ne può fare a meno che non succede nulla di grave.Anzi….
Condivido pienamente il pensiero dell’articolo, è terribile questa anticipazione dei prodotti e dei periodi delle feste, pur di far cassa sembrano disposti a tutto, destabilizzando le abitudini e le tradizioni pur di garantirsi le vendite. Stesso discorso vale per le uova di Pasqua.. a Febbraio fanno la loro comparsa sugli scaffali quando sono ancora presenti i coriandoli e le maschere! Possibile che il commercio governi sulle menti dei consumatori? Con queste strategie stanno privando il panettone del suo sapore..e dell’atmosfera che portava in famiglia ♀️
Ma qualcuno si è accorto che le fragole ci sono tutto l’anno?
Se quelle sono fragole io sono Napoleone
È da mo’ che manco il tempo di passare una festa e già i supermercati vendono per la prossima. Abbiamo deciso che vogliamo essere consumatori, ci serve avere il premiuccio pronto subito. Siamo taaaanto stressati che ci serve conforto con lo zucchero quotidiano: è un gran peso avere acqua corrente, medicine, aerei, diritti umani, fognature, scuole… Ci vuole tanto zucchero per consolarci.
E davanti a questo orribile scenario cosa si può fare oltre a non acquistare il panettone in ottobre, ma nemmeno a novembre e solo rigorosamente forse verso e dopo il 20 dicembre ?
E poi della festa di halloween intanto chi non ha figli manco gli interessa e chi ha figli perché non aiutarli a capire che è stata creata in America, trasformando un culto dei nativi che non era assolutamente una festa “commerciale” e che invece da anni è arrivata in Italia trasformando bambini e genitori in persone che cadono nell’amo del consumismo ?