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Nanomateriali negli additivi: disaccordo tra Parlamento e Commissione europea sulla proposta che esenta i prodotti già da tempo sul mercato a indicarne la presenza in etichetta

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Dubbi sui nano-additivi: secondo la Commissione indicarli in etichetta anche se già in commercio da anni potrebbe confondere il consumatore

Il Parlamento europeo ha bocciato il progetto di regolamento presentato dalla Commissione sull’etichettatura dei prodotti alimentari contenenti “nanomateriali ingegnerizzati”, particelle di dimensioni infinitesimali, dell’ordine del miliardesimo di metro, che possono essere utilizzate per cambiare il sapore, il colore e la struttura del cibo.

 

Con 402 voti favorevoli, 258 contrari e 14 astensioni, i parlamentari europei hanno approvato una risoluzione, in cui sostengono che la proposta della Commissione esenterebbe gli alimenti contenenti nanomateriali già sul mercato dal dover indicare in etichetta la loro presenza. Secondo la Commissione, l’indicazione in etichetta di questi additivi alimentari nell’elenco degli ingredienti, seguita dalla dicitura “nano” tra parentesi, rischia di «confondere i consumatori, dato che può indurli a credere che gli additivi siano nuovi, mentre in realtà sono stati utilizzati in tale forma nei prodotti alimentari per decenni».

 

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In etichetta andrebbero indicati tutti i nanocomposti ingegnerizzati

Secondo il Parlamento europeo, invece, la motivazione addotta dalla Commissione «è errata e non pertinente», perché il regolamento del 2011, relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori, «non introduce una distinzione tra nanomateriali esistenti e nanomateriali nuovi, ma prevede esplicitamente l’etichettatura di tutti gli ingredienti presenti sotto forma di nanomateriali ingegnerizzati». La risoluzione dei deputati europei chiede che la Commissione proponga nuove regole, in cui sia rispettata la posizione del Parlamento.

 

Beniamino Bonardi

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Foto: thinkstockphotos.it

  Eleonora Viganò

redazione Il Fatto Alimentare

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