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Müller “passione alla greca”: un’altra marca leader si espande verso lo yogurt colato

Tutte le aziende stanno sfruttando la passione per lo yogurt greco
Tutte le aziende stanno sfruttando la passione per lo yogurt greco

Con “Passione alla Greca”, anche il marchio Müller – insieme a Danone, Granarolo e Nestlè – è entrato nel mondo degli yogurt compatti, colati o greci, che sempre di più affollano gli scaffali di supermercati e ipermercati. Dal tradizionale yogurt greco o yogurt colato, identificato nel passato con la marca Fage, si è passati quindi a una gamma piuttosto ampia di prodotti.

La nuova scommessa, come abbiamo detto, è Müller Passione alla greca,  yogurt Magro Compatto, 0% Grassi – 100% Piacere. La definizione sull’etichetta è: Yogurt colato senza grassi. Le varietà proposte sono quattro: Bianco Naturale, Pesca, Fragola e Vaniglia. Ovviamente le versioni alla frutta contengono   preparazioni a base di frutta che rappresenta il 20% del prodotto, mentre nello yogurt alla vaniglia la preparazione alla vaniglia rappresenta il 14% .

Considerando Passione alla Greca Müller al gusto Pesca, presentiamo in tabella un confronto con altre marche da tempo presenti sulmercato: Fruyo Fage, Danio Danone e Delta Yomo. Gli ingredienti sono gli stessi per Fruyo, Delta e Müller. Tutti hanno almeno un addensante, stabilizzante o emulsionante. In Müller e Fruyo si tratta di amido, nello yogurt Delta all’amido si aggiunge la pectina, mentre per Danio gli addensanti e stabilizzanti sono tre: E1422 (adipato di amido acetilato), E440 (pectina), gomma di guar.

Greek yogurt
Gli ingredienti non differiscono e tutti utilizzano almeno un addensante

La differenze risiedono nei formati e nel prezzo. Müller è l’unica yogurt greco confezionato nel tradizionale vasetto da 125g, anche se la forma del contenitore è simile a quella di una vaschetta e non si può confondere. Il prezzo è di 1,19 € e risulta  inferiore a quello dei concorrenti solo perché il vasetto è più piccolo. Confrontando il prezzo al kg si nota che tutti i marchi sono abbastanza allineati.

Nel corso ella nostra rilevazione Müller Passione alla Greca viene venduto a 9,52 €/kg contro i 9,30 €/kg di Fruyo Fage e i 9,36 €/Kg di Delta Yomo. Questi ultimi due sono in vasetto da 170 g mentre Danio è in confezione da 150 g. Lo yogurt greco di Danone, pur avendo un prezzo unitario inferiore, è il più caro: 9,94 €/Kg. Le differenze di formato e di confezione non sono soltanto funzionali a diversificare l’immagine ma possono creare confusione all’atto di acquisto.

 

yogurt
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La Muller ci ha scritto precisando che i suoi prodotti  sono  tradizionalmente  proposti nei vasetti da 125 g e che il prezzo del prodotto è allineato a quello dei concorrenti: il prodotto Müller Passione alla Greca non induce in  inganno sul prezzo

  Valeria Torazza

Valeria Torazza
analisi di mercato

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7 Commenti

  1. Salve, articolo interessante, solo un appunto :
    perché non realizzare la tabella nutrizionale ai sensi del Reg. UE 1169/11? Ormai siamo prossimi alla sua obbligatorietà, presentarla correttamente ai consumatori, penso possa aiutarli ad entrare nell’ ottica giusta.
    Saluti Simone Raineri

  2. Ma in pratica è uno yogurt magro con addensanti: perché costa di più dello yogurt magro?

    • Uno yogurt a coagulo compatto non è necessariamente addizionato di addensanti, anzi. Semplicemente è differente il processo produttivo. Il coagulo presamico generato non viene rotto né lisciato, al contrario di quanto avviene per gli yogurt cremosi. Questa è la primaria ragione della maggior consistenza del prodotto.
      Un addensante addizionato in un prodotto alimentare, peraltro, non è aggiunto in quote tali da determinare una perplessità sull’incidenza sul prezzo degli ingredienti, senza contare che gli addensanti hanno un prezzo al kg superiore a quello del latte utilizzato.
      Il sovraprezzo suppongo sia legato allo sviluppo di una nuova linea di produzione dedicata a questa tipologia di prodotto, che richiede la predisposizione di camere di fermentazione e macchine confezionatrici con requisiti differenti rispetto a quelle impiegate per yogurt a coagulo rotto (o yogurt cremosi). Senza contare che rappresenta comunque un prodotto la cui domanda è in crescita (e questo spiegherebbe l’aumento di prezzo)

      Saluti

    • Grazie Enrico sono informazioni che non avevo.

  3. Claudio il Musicista

    Sono anni che mi preparo lo yogurth denso da solo, e lo consiglio vivamente a tutti i lettori del Fatto Alimentare.
    – Fai bollire l. 3 di latte intero, meglio se di alta qualità;
    – appena bolle, spegni e aspetta che si raffreddi, fino a quando non risulti possibile l’inserimento di un dito nel liquido ancora ben caldo, ma che non causi scottature;
    – versa nel latte caldo uno o due vasetti di yogurth intero e senza zucchero (va benissimo quello della Centrale);
    – mescola bene;
    – copri la pentola con il suo coperchio;
    – avvolgi la pentola con una vecchia coperta e lascia riposare in un posto tranquillo (dentro il forno di casa spento, ad esempio);
    – dopo circa 24 ore lo yogurth è pronto;
    – per ottenere la consistenza densa, tipo quella dello yogurth greco, versa tutto in una federa di cotone o di lino, che non sia stata lavata con i detersivi industriali (che hanno profumi chimici come additivi, che si trasferirebbero nello yogurth, compromettendone sapore e odore);
    – appendi la federa a scolare (io la metto sopra il lavandino, legata allo scolapiatti);
    – più tempo lo yogurth rimane a scolare e più si addenserà. Lasciacelo non più di una notte, altrimenti rischia di andare a male.
    Sembra complicato, ma vi assicuro che è più facile farlo che descrivere la procedura.
    Potrà essere usato in ricette dolci (con il miele, come fanno i greci, o con tutti i tipi di frutta a pezzi) o salate (nello tzatziki, con sale, olio, aglio e cetrioli tritati, o nel baba ghanuj arabo, con melanzane, tahina, limone etc.)
    A voi la scelta!
    Claudio

    • Interessante Claudio. Anche io faccio lo yogurt da solo in casa con lo stesso processo. Come lavi ogni volta la federa di cotone/lino?

    • Claudio il Musicista

      L’ideale sarebbe seguire la procedura antica, tramandata dai nonni: la federa veniva messa a bagno in acqua calda con la cenere del caminetto, per poi essere risciacquata scrupolosamente e fatta asciugare al sole. Io invece, data la difficile realizzazione della tecnica tradizionale in un appartamento di Roma, lavo la federa (sempre la stessa!) con qualche goccia di sapone biologico per le stoviglie, risciacquando con cura. Mi sono detto: se va bene per piatti e forchette andrà bene anche per il mio ‘porta-yogurt’!