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Mucche felici con il flauto e il sitar: uno studio indiano conferma l’effetto rilassante della musica

Mucche in fila durante la mungitura meccanicaI bovini da allevamento, si sa, sono sensibili allo stress, come ben sanno gli allevatori, che in questa estate torrida e siccitosa devono fare i conti anche con la spontanea riduzione della produzione del latte delle loro mucche, sottoposte a condizioni ambientali molto faticose. Tuttavia, è possibile agire per alleviarne lo stress senza bisogno di grandi investimenti: semplicemente, diffondendo nella stalla la giusta musica.

L’apprezzamento dei bovini da latte per alcuni tipi di suoni è già stato dimostrato molti anni fa, in uno studio dell’Università di Leicester del 2001, in cui l’idea era stata quella di verificare con metodologia scientifica ciò che molti allevatori sapevano per esperienza: le mucche da latte hanno gusti musicali specifici, e risentono dell’influenza dei diversi tipi di musica diffusa nelle stalle. A un migliaio di frisone sono state fatte ascoltare musiche rilassanti, più ritmiche, oppure nessuna musica per 12 ore al giorno (dalle 5 alle 17) per nove settimane. Analizzando che cosa era successo al latte, i ricercatori britannici hanno visto che quando il sottofondo è dolce (meno di 100 battiti al minuto) la produzione aumenta del 3% circa (0,73 litri al giorno), mentre quando è più ritmico (più di 120 battiti al minuto) diminuisce anche rispetto al silenzio, sia pure leggermente. In cima alla classifica della musica pro-lattazione c’era Perfect Day di Lou Reed (a pari merito con Everybody Hurt dei REM, seguiti da Bridge over the Troubled Water di Simon & Garfunkel, Moon River di Danny Williams e dalla Pastorale di Beethoven).

Fila di mucche durante la mungitura meccanica
Uno studio del 2001 aveva già osservato un aumento della produzione di latte nelle mucche che ascoltano musica lenta

Ora lo stesso tipo di studio è stato condotto in India, su un campione molto più piccolo, dai veterinari dell’Isituto indiano per la ricerca in agricoltura (Icar), che hanno scelto 21 mucche da latte e le hanno suddivise in tre gruppi. Ai primi due gruppi è stato fatto ascoltare musica tipica indiana, con flauto oppure sitar, a partire da 10 minuti prima della mungitura, fino al completamento dell’operazione. Il terzo, usato come controllo, è stato tenuto senza sottofondo musicale. La musica tradizionale diffusa, in questo caso, era a un’intensità di 40-60 decibel. 

Alla fine, non vi sono state differenze rilevanti nella quantità di latte prodotto, nella temperatura rettale, negli ormoni tiroidei o nella frequenza respiratoria, ma ne sono emerse di statisticamente significative nei livelli di cortisolo (indicatore dello stress), nella durata e nella velocità della mungitura e in alcuni parametri comportamentali. Questi dati confermano quindi quanto osservato sul grande campione britannico, e suggeriscono un modo semplice per migliorare il benessere animale. Il quale, in questo caso, è associato a un ulteriore vantaggio: l’attenuazione dello stress riduce significativamente il latte residuo, con rese migliori e minor rischio di infiammazioni. Perché le mucche amano la musica, e non fanno distinzioni tra un artista newyorkese come Lou Reed e musiche tradizionali della valle dell’Indo.

© Riproduzione riservata Foto: Depositphotos, Adob

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Roberto La Pira

  Agnese Codignola

giornalista scientifica

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