Piatto di mozzarelline su un tagliere con pomodorini e basilico; concept: mozzarella di bufala

Spesso nel menu dei ristoranti compare la mozzarella di bufala campana, poi però nel piatto viene servita una normale mozzarella. È la denuncia del Consorzio della Mozzarella di bufala campana Dop che segnala con un certo disappunto  l’esito dell’operazione “E…state senza pensieri 2023”, condotta nei principali luoghi delle vacanze. Dal lavoro svolto dal settore vigilanza del Consorzio emerge che l’evocazione della mozzarella di bufala campana Dop è una costante, soprattutto nei menu dei locali salvo poi scoprire che si tratta di una fake.

Nel corso dei controlli si è scoperto che i turisti venivano ingannati anche nella famosa piazzetta di Capri, meta del lusso e del jet set internazionale, dove un ristoratore indicava nei menu pizze con mozzarella di bufala campana Dop, ma in realtà le preparava con mozzarella vaccina pugliese. Identico raggiro in un locale vicino al Duomo di Amalfi. Invece, in un ristorante sul mare a Ischia Porto, la tipica caprese era realizzata con mozzarella mista, a prezzi esorbitanti e inspiegabili. Al termine dell’operazione sono stati controllati 14 punti vendita e segnalate 13 violazioni più una diffida: in pratica il 100% delle verifiche ha riscontrato irregolarità. Sono stati sequestrati 150 chili di prodotti non a norma ed elevate sanzioni amministrative per 45mila euro.

Mozzarella
Spesso nel menu dei ristoranti compare la mozzarella di bufala campana, poi però nel piatto viene servita una normale mozzarella

La Mozzarella di Bufala Campana è il formaggio a denominazione di origine protetta più presente nei menu dei ristoranti italiani. Il primato arriva dalla ricerca promossa da Afidop (l’associazione dei formaggi Dop e Igp italiani) e realizzata dalla società Griffeshield. Il nome compare  nel 90 per cento dei menu esaminati durante i controlli condotti su un campione di 21.800 ristoranti e l’acronimo ‘Dop’ è riportato nel 46,5 per cento dei casi.

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Viviana
Viviana
28 Ottobre 2023 09:46

Certo che se non riconosci una mozzarella vaccina pugliese da una di bufala campana…immagino fosse un trucco per i turisti stranieri che non SANNO NULLA di mozzarella

Serenella
Serenella
Reply to  Viviana
31 Ottobre 2023 13:53

Anche i turisti nazionali possono essere truffati! Quali sono le caratteristiche che le differenziano in un piatto?

giova
giova
Reply to  Viviana
31 Ottobre 2023 14:40

@Viviana, secondo lei è il cliente che è il responsabile della frode?

Giuseppe
Giuseppe
31 Ottobre 2023 09:08

Un concetto da ribadire sempre. Non c’è nessuna proporzione tra il business alimentare spinto e le conoscenze dei consumatori che sono pressoché indifesi

Antonio Rinaldi
Antonio Rinaldi
31 Ottobre 2023 10:17

Sono nel mondo della ristorazione da più di 30 anni e vi posso assicurare che questo comportamento è molto comune in Campania dove in particolare la pizza si fregia dell’uso delle migliori materie prime locali solo per sfruttarne le caratteristiche qualitative, ma poi sulle pizze trovi prodotti scadenti. Il grande inganno della pizza. Saluti

giova
giova
Reply to  Antonio Rinaldi
31 Ottobre 2023 14:43

Credo sia più diffuso che limitato alle pizzerie della Campania (anche nell’articolo si parla di controlli fatti sia in ristoranti che in pizzerie).

Carmelo
Carmelo
31 Ottobre 2023 14:22

Perché procedere al sequestro delle mozzarelle difformi da quelle pubblicizzate nella carta menù, il corpo del reato è la carta menù e non la mozzarella vaccina. Infatti non c’è alcun divieto di detenzione e di impiego di quanto rinvenuto purché la si indichi per quello che è. Nella pratica corrente gli alimenti sequestrati rimangono tali fino e anche oltre la scadenza e non hanno alcuna utilità ai fini probatori perché basta la verbalizzazione degli operatori e i documenti commerciali di acquisto.

giova
giova
Reply to  Carmelo
31 Ottobre 2023 15:13

Ma un consorzio non dispone di ufficiali giudiziari. Con i loro ispettori, probabilmente, hanno ordinato la mozzarella di bufala e si son trovati nel piatto una fiordilatte, tutto qui. Ma il prezzo e il prodotto sono diversi. E, se uno desidera una m. di bufala si ritrova a mangiare un’altra cosa.

Dionigi Angeli
Dionigi Angeli
31 Ottobre 2023 14:33

Le sanzioni amministrative rappresentano solo una lotta tra l’evasione o la truffa dei “furbi” contro i controllori dello stato. Io penso che bisognerebbe rivoltare la situazione: invece di sanzionare i disonesti segnaliamoli così da boicottarli con le loro stesse armi e premiamo il più pubblicamente possibile gli onesti che fanno onore al cibo che smerciano, alla qualità artigianale o di settore, e al rispetto verso il cliente anche se di passaggio. Questa si chiama educazione.

Gianbattista
Gianbattista
Reply to  Dionigi Angeli
1 Novembre 2023 18:37

Concordo con quanto lei ha scritto.
Credo che basterebbe una semplice norma che obbliga ad esporre al pubblico le violazioni sanzionate. Si potrebbero inserire nell’ultima pagina dei menù.
Sarebbe uno stimolo importante per una gestione corretta ed uno strumento che aiuta le scelte del consumatore.