Home / Allerta / Mercurio in numerosi lotti di pesce spada e solfiti in uvetta dal Cile… Ritirati dal mercato europeo 67 prodotti

Mercurio in numerosi lotti di pesce spada e solfiti in uvetta dal Cile… Ritirati dal mercato europeo 67 prodotti

pesce spada178190068 mercurio
Mercurio in pesce spada congelato

Nella settimana n°44 del 2015 le segnalazioni diffuse dal Sistema rapido di allerta europeo per alimenti e mangimi (Rasff) sono state 67 (20 quelle inviate dal Ministero della salute italiano).

L’elenco dei prodotti distribuiti in Italia oggetto di allerta comprende sei casi: mercurio in due lotti di pesce spada fresco (Xiphias gladius) dalla Spagna; istamina in filetti di tonno pinna gialla (Thunnus albacares), senza pelle e congelati dalla Spagna; presenza di tossina di Shiga, prodotta dal gruppo Escherichia coli, in mezzene di bovini provenienti dalla Polonia; mercurio in pesce spada congelato (Xiphias gladius) dal Portogallo, attraverso la Spagna; mercurio in lombi surgelati di pesce spada (Xiphias gladius) dalla Spagna.

Nella lista delle informative sui prodotti diffusi in Italia che non implicano un intervento urgente troviamo: mercurio pesce spada fresco (Xiphias gladius) dalla Spagna; filetti di tonno scongelati dalla Corea del Sud sospettati di aver causato intossicazione alimentare; alto contenuto di piombo in carni di manzo refrigerate dalla Polonia; nuovo ingrediente alimentare (agmatina solfato) in integratore alimentare non autorizzato, dalla Polonia, con materie prime provenienti dalla Cina.

ciotola di uvetta su tavolo
Contenuto di solfiti troppo alto in uvetta dal Cile

Tra i lotti respinti alle frontiere od oggetto di informazione, l’Italia segnala: contenuto di solfiti troppo alto in uvetta dal Cile; migrazione di cromo e di nichel da oggetti da cucina in acciaio provenienti dalla Cina; aflatossine in fichi secchi biologici provenienti dalla Turchia; vermicelli di riso con ingredienti geneticamente modificati (CRYI) non autorizzati provenienti dalla Cina; etichettatura insufficiente (assenza del bollo sanitario e del paese di origine) per due lotti di merluzzo d’Alaska congelato (Theragra chalcogramma) dalla Cina; aflatossine in due lotti di fichi secchi provenienti dalla Turchia; sostanza non autorizzata (triclorfon) in fagioli bianchi dalla Nigeria; aflatossine in pistacchi con guscio dagli Stati Uniti; migrazione di manganese da frullatore a immersione cinese.

Questa settimana tra le esportazioni italiane in altri Paesi che sono state ritirate dal mercato, la Lettonia segnala una migrazione di olio di soia epossidato (ESBO) da coperchi per barattoli, via Polonia; Malta lancia un’allerta per mercurio in tonno congelato (Thunnus obesus); la Slovenia segnala un’allerta per aflatossine in pistacchi tostati salati dall’Iran, confezionati in Italia.

© Riproduzione riservata

sostieniProva2Le donazioni si possono fare:

* Con Carta di credito (attraverso PayPal): clicca qui

* Con bonifico bancario: IBAN: IT 77 Q 02008 01622 000110003264

 indicando come causale: sostieni Ilfattoalimentare

  Valeria Nardi

Valeria Nardi
Giornalista

Guarda qui

Char Siu Pork - Chinese roasted pork loin.

Listeria in lombate di maiale dalla Spagna e aflatossine in mais dalla Serbia… Ritirati dal mercato europeo 83 prodotti

Nella settimana n°46 del 2019 le segnalazioni diffuse dal Sistema rapido di allerta europeo per …

4 Commenti

  1. Avatar

    Buon giorno, leggendo l’articolo mi viene spontaneo chiedermi: a cosa serve dare una notizia rigurdante la salute pubblica,e non i nomi delle marche sospette? Scusate la mia ignoranza se vi rivolgo questa domanda,ma le notizie di questo genere,che sono diventate troppe, devono avere un punto di riferimento per i consumatori e non essere un motivo di allarmismo.Ringraziandovi per la possibilità di esprimersi costruttivamente, vi auguro buona giornata. – Tiziano –

    • Valeria Nardi

      Il Rasff “Sistema rapido di allerta europeo per alimenti e mangimi” è una struttura coordinata a livello europeo. Molti Stati pubblicano i nomi delle marche i cui lotti sono oggetto di ritiro, richiamo o allerta. L’Italia non è tra questi; cioè neanche a noi è dato sapere di che prodotti si tratta. Abbiamo chiesto più volte alle catene di supermercati e al Ministero che questi dati fossero resi pubblici. La nostra intenzione non è di allarmare, ma di creare consapevolezza nei consumatori: anche facendo conoscere il rasff, le tipologie di alimenti, e i motivi di richiamo, si può aumentare la conoscenza del sistema di sicurezza alimentare europeo e italiano.

  2. Avatar

    Valeria Nardi, ogni settimana viene fatta sempre la stessa domanda…non potete mettere la risposta in automatico in chiusura agli articoli relativi al RASFF?