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Matera senza acqua potabile per un giorno. È allerta in città. Ma arriva la revoca

Matera è rimasta senza acqua potabile per un giorno. Nella serata di giovedì 18 ottobre, il sindaco del comune lucano aveva infatti emanato un’ordinanza che vietava l’uso dell’acqua del rubinetto per cucinare, lavarsi e pulire utensili e superfici che entrano in contatto con gli alimenti , per la presenza di una contaminazione da coliformi fecali. Le scuole sono rimaste chiuse per tutta la giornata. Nella serata di venerdì, l’ordinanza è stata poi revocata ufficialmente: niente batteri nell’acqua

Il provvedimento era scattato dopo che le analisi dell’Asm Matera hanno rivelato la presenza di batteri oltre i limiti nei campioni di acqua raccolti il giorno precedente nel partitore situato a Tarlecchia di Matera. Secondo i risultati dei test diffusi dalle autorità sanitarie, nell’acqua era stata rilevata la presenza di 92 ufc (unità formanti colonia) di coliformi fecali ogni 100 ml. La normativa prevede che nell’acqua potabile non siano presenti questi microorganismi (valore massimo consentito: 0 ufc/100 ml).

acqua rubinetto
Revocato provvedimento di non potabilità dell’acqua a Matera

L’Asm ha specificato che l’uso dell’acqua è sconsigliato, ma comunque possibile portandola a ebollizione per 3/5 minuti. In un comunicato, le autorità sanitarie hanno anche precisato che era sconsigliata l’apertura delle piscine e degli studi dentistici, oltre all’uso di acqua nebulizzata nei centri estetici e benessere. Acquedotto Lucano ha subito istituito dei punti di distribuzione dell’acqua per la popolazione. La decisione del sindaco tuttavia ha prevedibilmente preoccupato i cittadini, che, non potendo prevedere la durata dell’emergenza, hanno preso d’assalto negozi e supermercati per fare scorta di acqua in bottiglia, con scene di caos documentate dai social network.

Dopo una giornata di caos l’allerta è cessata. L’Asm Matera, contattata da Il Fatto Alimentare, ha confermato la revoca totale – ad eccezione di una frazione del comune di Tursi – del provvedimento. Le analisi effettuate in giornata hanno dato tutte esito negativo. La causa della contaminazione sarebbe da ricercarsi in un evento alluvionale che si è verificato nella zona nei giorni precedenti allo scoppio dell’emergenza.

Non si può nascondere una certa confusione nella comunicazione dell’emergenza. La notizia della revoca ha cominciato a diffondersi già nel primo pomeriggio di venerdì, ore prima che fosse diffuso un comunicato ufficiale, mentre in giornata le autorità sanitarie hanno continuato a pubblicare chiarimenti sull’emergenza.

  Giulia Crepaldi

Giulia Crepaldi

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