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Il test sulle macchine per il sottovuoto domestiche: Altroconsumo ne ha provate sette

Macchine per il sottovuoto peperoniLa rivista Inchieste di Altroconsumo ha messo alla prova sette macchine per il sottovuoto domestico dei prodotti alimentari, valutandone l’efficacia, la facilità d’uso, la solidità e la rumorosità. Stiamo parlando di un piccolo elettrodomestico da cucina fino a pochi anni fa considerato una nicchia di mercato, che però è sempre più presente nelle case degli italiani. Potrebbe rivelarsi un ottimo acquisto soprattutto per chi è abituato a fare scorte o a preparare in anticipo grandi quantità di piatti cucinati. Con il sottovuoto si allungherà la vita dei cibi e si potrà diminuire lo spreco.

Questo piccolo apparecchio permette di aumentare i tempi di conservare grazie alla tecnologia che, aspirando toglie l’aria a contatto con l’alimento e poi lo sigilla in sacchetto di plastica. In questo modo si riduce sia l’ossidazione dei cibi sia lo sviluppo di microrganismi aerobi. Secondo le tabelle riportate nei manuali di istruzioni forniti dalle aziende produttrici, il formaggio durerà circa il triplo, così come carne e pesce congelandoli dopo in freezer, mentre il pane fresco si manterrà quasi inalterato per circa otto giorni. Biscotti, grissini e simili possono durare anche un anno.

Si tratta però di stime approssimative visto che l’effettiva conservabilità di un cibo varia in base a diversi fattori come il rispetto delle buone pratiche igieniche al momento della sigillatura, e soprattutto acidità, umidità e conta batterica dell’alimento.

Le macchine per il sottovuoto “domestiche” non sono equiparabili a quelle professionali, visto che lasciano ancora dei residui di aria nel sacchetto. Un altro punto critico è l’uso dei sacchetti di plastica indicati dal produttore che hanno un costo non trascurabile (secondo Altroconsumo tra i 20 e i 40 centesimi per un sacchetto da 20×30 cm).

Dei sette modelli testati dalla rivista, cinque sono stati giudicati di qualità “media” e solo due “buona”. Si tratta del Magic Vac Alice (77-96 €) €), valutato il migliore del test, anche se è il più pesante (2 kg contro l’1,5 della media), seguito da Silvercrest (Lidl) Macchina sigillasacchetti (30 €) considerato il miglior acquisto, ma penalizzato perché un po’ troppo rumoroso.

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  Valeria Nardi

Valeria Nardi
Giornalista

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4 Commenti

  1. Uso il sottovuoto da 2 anni e le macchine prese in esame da altroconsumo sono tra le meno prestazionali del mercato, ovviamente hanno un costo adeguato.
    E’ preferibile usare sacchetti a rotolo, se ne consuma meno, si hanno sacchetti della giusta dimensione e si risparmi (si arriva anche a 10 cent a sacchetto).
    Per una buona macchina bisogna spendere un po’ di più…sui 200 euro.
    Attenzione anche a quelle a campana, non è detto che facciano il vuoto assoluto. Per avere un sottovuoto come si deve si deve aggiungere gas inerte all’interno del sacchetto. Per mia esperienza chi acquista questa macchine quasi mai si dota della parte gas…alla fine le utilizza come quelle di casa.

  2. Faccio notare l’enorme criticità del consumo di plastica dovuto all’uso di sottovuoto nella cucina industriale e nella cucina domestica . Sarebbe ora che qualche produttore tirasse fuori buste sottovuoto provenienti da Pla consideriamo infatti che le buste sottovuoto una volta utilizzate andranno smaltite nell’indifferenziata moltiplichiamo il tutto per le migliaia di ristoranti che ne fanno uso soltanto in Italia e l’ulteriore uso domestico negli ultimi anni e pensiamo a quale fonte di inquinamento possano essere.

  3. Io uso contenitori sottovuoto, economici, lavabili, e in più non comprimono il cibo e sono compatibili con tali macchine.
    Molte buste sono comunque perfettamente lavabili e riutilizzabili lo dicono i produttori.

    • Forse per un uso domestico i contenitori sono utili, in realtà per un uso professionale (il 99% dell’utilizzo delle macchine sottovuoto) non vanno bene, non sono compatibili con le macchine sottovuoto a campana, usate nella cucina professionale e nessun operatore le userebbe.
      Ovviamente per un discorso igenico, di contaminazione e haccp le buste non possono essere riutilizzate nelle cucine professionali.

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