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Controllare le porzioni e ridurre le dimensioni di piatti e bicchieri può aiutare a combattere l’obesità, ma non è una ricetta infallibile

bambini scuola mensa mangiarePer non aumentare di peso, nulla è meglio di porzioni piccole. O no? In realtà, le porzioni contenute o ridotte funzionano nella maggior parte dei casi, ma non in tutti. Se da lato aiutano i bambini a non assumere un numero eccessivo di calorie soprattutto in mensa, dall’altro inducono i ragazzi al ristorante o al fast food a bere più bevande zuccherate. Di porzioni e calorie si occupano ben quattro studi recentissimi che mostrano quanto alta sia l’attenzione su questi temi perché nella regolamentazione dell’offerta di cibo e bevande si intravede un potente strumento per combattere l’obesità.

 

Il controllo delle porzioni è stato recentemente al centro di due iniziative: quella (attualmente bloccata) di Michael Bloomberg, sindaco di New York, che ha cercato di vietare la vendita di maxi bicchieri di soft drink e quella del Governo degli Stati Uniti che, tramite il Department of Agricolture e il National School Lunch Program (NSLP), ha invitato tutte le scuole pubbliche a non offrire pasti che superino le 550-850 calorie  (a seconda dell’età).

L’iniziativa prevede anche un sostegno economico  alle scuole che aderiscono al programma e assicurano ai bambini provenienti dalle famiglie più disagiate pasti gratuiti o a bassissimo prezzo. Il programma prevede che i singoli Stati possano eccedere offrendo più frutta e verdura e aggiungendo il latte scremato.

 

bambino mangiareIl primo, preliminare bilancio del progetto NSLP è stato recentemente pubblicato su JAMA Pediatrics  e mostra che la definizione dei limiti calorici potrebbe funzionare anche perchè non ci sono prove che gli studenti ormai abituati ad assumere meno calorie a scuola quando sono a casa cercano di  compensare con fuori pasto e altri cibi. Marion Nestle, nutrizionista della New York University, così ha commentato i dati: «Il governo deve andare avanti su questa strada e verificare le potenzialità di questo tipo di scelte anche per quanto concerne gli adulti».

 

Che il controllo delle dimensioni di piatti e bicchieri e delle porzioni sia una delle possibili armi efficaci contro l’obesità lo mostrano anche due altri studi, pubblicati sullo stesso numero di Pediatrics. Nel primo, i nutrizionisti della Temple University di Filadelfia hanno analizzato cosa è successo in 22 scuole elementari dove per quattro giorni la mensa ha offerto il cibo in piatti e bicchieri da adulti, e in altri quattro in piatti e bicchieri da bambini. Si è scoperto che nel primo caso i bambini assumevano più calorie (90 in media). Il risultato è in linea con altri studi effettuati su adulti.

 

Il secondo studio di Pediatrics è una metanalisi condotta dai ricercatori della Harokopio University di Atene su 11 studi che hanno coinvolto 19mila ragazzi europei. I ricercatori greci hanno visto che i bambini e i ragazzi che mangiano 4-5 volte al giorno sono tendenzialmente più magri rispetto a quelli che mangiano solo 3 volte, perché tendono ad assumere meno calorie a ogni pasto. Il risultato non dimostra che la strada giusta sia quella di far mangiare più volte i bambini – così hanno commentato gli autori – ma suggerisce alle scuole e alle famiglie di aiutare i bambini a non arrivare troppo affamati a pranzo e a cena, offrendo loro merende salutari.

 

ragazzi bere coca cola fast food Va infine in controtendenza la ricerca pubblicata su PLoSOne dai ricercatori dell’Università della California di San Diego. Si tratta di uno studio che ha coinvolto ragazzi sui 20 anni, frequentatori dei ristoranti e delle mense universitarie.

Gli autori dello studio hanno fatto in modo che i locali proponessero ai giovani diversi menu:

– il primo offriva la possibilità di chiedere 450, 680 o 900 ml circa di bevande zuccherate;

– il secondo offriva un bicchiere da 450 ml oppure due da 340 ml o ancora due da 450 ml;

– il terzo  menu proponeva solo singoli bicchieri da 450 ml.

 

Si è visto che i ragazzi optavano più spesso per il menu con due bicchieri da 340 ml, assumendo quindi, a fine pasto, più bibite e più calorie. A giudizio dei ricercatori, la riduzione forzata delle dimensioni dei bicchieri e delle porzioni, e dunque anche la normativa proposta da Bloomberg, potrebbero avere degli “effetti collaterali” imprevisti e sgraditi. E nella lotta contro l’obesità è bene tenerne conto.

 

Agnese Codignola

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  Agnese Codignola

Agnese Codignola
giornalista scientifica

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