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Linee guida per una sana alimentazione: Brasile e Italia, politiche nutrizionali a confronto

Le linee guida per una sana alimentazione si rivolgono direttamente al “consumatore” affinché possa scegliere la dieta ottimale per la sua salute. Quindi devono essere “facilmente comprensibili e utilizzabili”. (1) Quelle brasiliane, di cui abbiamo già discusso in questo articolo, sono comprensibili a chiunque – sia a una dona de casa (casalinga) che a un motorista de caminhão (camionista) – perché basta guardare le immagini. I pilastri della dieta da tenere a mente sono facili e stanno sulle dita d’una mano: “usa alimenti semplici, poco processati, zero ultra-trasformati; pochi zuccheri, grassi e sale; bevi per lo più acqua e latte e preferisci la frutta fresca ai succhi”. Infine si mette in guardia il consumatore dalle insidie dell’industria alimentare. Non ci sono calcoli da fare o bilance da utilizzare: sono una semplice guida visiva per imparare a combinare alimenti e costruire pasti completi.

Come sono state costruite queste linee guida? Tra il 2008 e il 2009 è stata studiata la dieta effettiva dei brasiliani sulla base di un campione rappresentativo della popolazione (30 mila individui di età superiore ai 10 anni). Un quinto della popolazione brasiliana (circa 40 milioni di persone) continua a basare la propria dieta per lo più su alimenti naturali o minimamente trasformati che, insieme ai piatti con essi preparati, corrispondono all’85% o più delle calorie totali consumate ogni giorno. Inoltre, i dati mostrano che la dieta di questi brasiliani è vicina alle raccomandazioni internazionali dell’OMS per il consumo di proteine, grassi (vari tipi), zucchero e fibre, e che l’assunzione di vitamine e minerali è, nella maggior parte dei casi, ben al di sopra del livello medio osservato in Brasile.

colazione esempi linee guida brasile
Due degli esempi di colazione proposti dalle linee guida brasiliane: a sinistra caffè, pane integrale, formaggio fresco e prugne, a destra latte, cous cous, uova e banane

Quindi l’alimentazione più salutare osservata all’interno del Brasile, seguita da questa fetta di popolazione (presente in tutte le regioni del paese e in tutte le categorie di reddito), è stata presa tale e quale a modello per il resto dei cittadini brasiliani (Linee Guida). E così è diventata la base per le raccomandazioni alimentari tradotte in otto semplicissimi menu, in cui ogni esempio di pietanza rappresenta il vero pasto consumato dalle persone coinvolte nello studio.

Pane e formaggio fanno parte della colazione in alcuni degli esempi, come si può vedere nella foto sopra: questo dimostra il fatto che i prodotti trasformati possono essere integrati dentro i pasti a base di alimenti naturali o minimamente processati (frutta fresca, cereali a chicco, latte, uova, ecc).

pranzo esempi linee guida brasile
Esempi di pranzi proposti dalle linee guida brasiliane: a sinistra riso, fagioli, pollo alla piastra, polenta e barbabietola, a destra riso, fagioli, uova e melanzane jilo

Per favorire un consumo ottimale di legumi e verdure (basso in tutto in Brasile), sono stati selezionati pranzi e cene in cui era presente almeno uno di questi alimenti. Carni rosse (di manzo o di maiale) sono presenti soltanto in un terzo dei pasti presentati, dando priorità ai tagli magri e alle preparazioni grigliate o arrostite. Le opzioni per sostituire le carni rosse sono pollo o pesce, uova (frittata) o legumi (da notare che le carni lavorate come i salumi non vengono nemmeno elencate come opzioni). In poche immagini, siamo riusciti a riassumere la parte pratica di queste linee guida.

cena esempi linee guida brasile
Esempi di cene proposti dalle linee guida brasiliane: a sinistra zuppa di legumi, verdure miste e farina di yuca, a destra insalata, pasta, pomodoro e pollo alla piastra

Ma veniamo alle linee guida italiane del 2018 (pubblicate solo alla fine del 2019): 230 pagine, ognuna delle quali è un muro di parole senza spaziatura tra un paragrafo e l’altro; tabelle e numeri che capisce solo un addetto ai lavori; non una foto per alleggerire il testo. Ecco come si presenta una pagina delle linee guida italiane:

linee guida italiane
Come si presentano le linee guida italiane per una sana alimentazione (clicca sull’immagine per ingrandire)

Se diamo un tomo di 200 pagine scritte in questo modo a un camionista o a una casalinga, difficilmente sarà invogliato a leggerlo. Ma soprattutto sarà poi in grado di capirlo? A cosa è valso questo enorme lavoro da parte di centinaia di studiosi se non sappiamo comunicare il messaggio in maniera semplice e chiara? Bastava chiedere aiuto a chi ha queste competenze. In Italia ci sono corsi universitari (come questo) in cui si insegna come comunicare, l’uso dei colori, come tradurre i numeri delle tabelle in immagini, come sintetizzare e semplificare dei concetti complessi con immagini (2). Per esempio, ecco come si presenta una pagina delle linee guida brasiliane:

linee guida brasiliane
Come si presenta una pagina delle linee guida brasiliane (clicca sull’immagine per ingrandire)

Le linee guida italiane si rifanno ad un modello alimentare di tipo mediterraneo che ha esattamente le stesse caratteristiche proposte alla popolazione brasiliana. Ma a differenza delle linee guida del paese sudamericano, quelle italiane presentano diversi esempi in cui vengono inseriti alimenti ultra-trasformati. Questa tipologia di prodotti viene chiamata “alimenti voluttuari” e poiché esiste “l’impossibilità di definire frequenze di consumo adeguate, ci si è limitati a suggerirne un consumo occasionale, per il piacere di determinate scelte, limitato magari ad eventi”. Noi nutrizionisti indipendenti non vediamo l’impossibilità di definire le frequenze di consumo per gli alimenti ultra-trasformati: non esiste una frequenza adeguata, si devono evitare.

spuntini esempi linee guida brasiliane
Spuntini suggeriti nelle linee guida brasiliane: yogurt con frutta fresca, macedonia di frutta senza zucchero, frutta secca e frullati di frutta fresca.

Per chiudere in bellezza con le linee guida brasiliane, vi mostriamo gli esempi di spuntino (vedi foto sopra): essi si caratterizzano per la presenza di frutta fresca o frutta secca a guscio, oltre a latte e yogurt bianco poiché sono alimenti con un’alta concentrazione di nutrienti e un grande potere di sazietà, oltre ad essere molto pratici da trasportare e consumare. Di nuovo notiamo che non si trova nemmeno un riferimento o suggerimento per un “consumo adeguato” di snack, patatine, merendine e biscotti, come invece si può vedere in una tabella costruita appositamente nelle nostre linee guida (tabella 9.3, pagina 139) dal titolo: “Suggerimenti pratici per gli alimenti voluttuari: alimenti che non sono indispensabili per le esigenze di macro e micronutrienti…”.

tabella alimenti voluttuari linee guida italia
Tabella 9.3 delle linee guida italiane con le raccomandazioni di consumo per gli alimenti voluttuari (clicca sull’immagine per ingrandire

Nelle linee guida italiane si legge “le fondamentali “regole” da seguire  per una sana alimentazione, al fine di preservare un benessere prolungato per tutto l’arco della vita,  sono poche e semplici. La prima regola è che nessun alimento – eccezion fatta per allergie e intolleranze – dovrebbe essere escluso da una corretta dieta … non ci sono alimenti buoni o alimenti cattivi(1).  Manca un messaggio educativo chiaro come nelle linee guida brasiliane.

In Italia abbiamo i bambini più obesi d’Europa (leggi qui): che non sia il caso di dare qualche indicazione in più? Ad esempio: nella “gloriosa dieta mediterranea” non c’erano le bevande zuccherate, le creme spalmabili dolci e al cioccolato, i biscotti, le patatine, gli snack al cioccolato… Siamo proprio sicuri che non ci siano alimenti buoni o alimenti cattivi?

Antonio Pratesi e Abril Gonzalez Campos

Gli autori dichiarano di non avere alcun conflitto di interessi.

Referenze:

1) Linee Guida Sana Alimentazione pp 11, 2018, Italia.

2) Cristina Rigutto Journal of Science Communication 16(02)(2017)C06_en

© Riproduzione riservata

  Redazione Il Fatto Alimentare

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Un commento

  1. Avatar

    Da parte mia un sentito grazie per entrambi gli articoli , una esposizione chiara di buoni principi.
    La risposta all’ultima domanda , sfidando il politicamente corretto, è che sicuramente esistono cibi dannosi e mangiarne piccole quantità attenua ma non esclude la negatività.