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Libro bianco sugli integratori alimentari: un testo edito da Federfarma e Aiipa fa il punto sulla situazione

LIBRO BIANCO INTEGRATORIUn libro bianco sugli integratori, dedicato ai professionisti del settore e a chi vuole utilizzare correttamente questi prodotti: a proporlo è Federfarma Milano che l’ha realizzato insieme al Gruppo “Integratori Alimentari e prodotti salutistici” di Aiipa (Associazione Italiana Industrie Prodotti Alimentari) e all’aiuto di alcuni esperti .

Il documento (scaricabile sia in una pagina del sito di Aiipa, sia grazie a un link del sito di Federfarma Milano) raccoglie le normative in materia a partire dalla direttiva europea 2002/46/CE e dal suo recepimento in Italia (DGL 169/2004), e aiuta i lettori a fare il punto in materia.

 

Partiamo dai fondamentali: per definizione, gli integratori sono destinati ad integrare l’alimentazione, non a sostituire una dieta completa e varia. Sono alimenti e non farmaci: per questi prodotti non sono accettabili effetti collaterali e non sono ammesse indicazioni terapeutiche. Non c’è alcun obbligo di inserire nella confezione i foglietti illustrativi – i cosiddetti “bugiardini” – quindi le etichette devono essere chiare e dettagliate e contenere tutte le informazioni a tutela della salute del consumatore, incluse quelle relative a possibili reazioni avverse o limitazioni di uso.

 

integratori sportivo muscoli Gli integratori non sono neppure alimenti dietetici, una categoria che comprende prodotti per la prima infanzia, per diete ipocaloriche, per celiaci o sportivi, alimenti destinati a fini medici speciali o concepiti per rispondere a esigenze nutrizionali o condizioni fisiologiche particolari.

Gli integratori possono essere a base di vitamine e minerali o di altre sostanze dotate di effetti nutritivi o fisiologici, come aminoacidi, acidi grassi essenziali, fibre ed estratti di origine vegetale. Devono comunque essere confezionati in stabilimenti autorizzati e le etichette devono riportare la composizione del prodotto,  supportata “da un adeguato razionale scientifico che correli le sostanze contenute all’effetto nutritivo o fisiologico attribuito al prodotto all’atto dell’immissione in commercio”. In altri termini, gli effetti degli integratori devono essere ben definiti, scientificamente provati e verificabili.

Questi prodotti sono tenuti a “notificare” l’etichetta al Ministero delle Salute che ha quindi la possibilità di monitorare le informazioni riportate dal produttore e verificarne la correttezza.

 

donna pillole integratori medicineL’Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare (Efsa) ha avviato un processo per valutare le rivendicazioni di effetti sulla salute vantate da specifici prodotti. Per quanto riguarda la pubblicità, le norme vietano di attribuire al prodotto “proprietà atte a prevenire, curare o guarire malattie”. Ad essere valutati con particolare attenzione sono soprattutto i cosiddetti “dimagranti” che la legge impone di definire “coadiuvanti delle diete ipocaloriche per il controllo del peso”. La legge specifica anche che non è consentito alcun riferimento alla quantità di chili che questi prodotti permettono di perdere o al tempo a necessario a ottenere risultati. Tutti i messaggi pubblicitari “devono richiamare la necessità di seguire comunque una dieta ipocalorica adeguata e di rimuovere stili di vita sedentari”, due criteri che hanno motivato molte sanzioni comminate a questi prodotti.

 

Norme particolari sono state emesse per tutelare i bambini: qualunque prodotto che non riporti specifiche indicazioni di uso in età pediatrica dovrebbe essere assunto da bambini sotto i due anni solo dietro parere del pediatra e ciò anche quando l’etichetta o la pubblicità del prodotto facciano riferimento a un uso generalizzato nei primi anni di vita.

 

Per quanto riguarda i dosaggi, a livello europeo esiste solo un riferimento ai livelli massimi tollerabili; nel nostro paese, sono disponibili le linee guida del Ministero della Salute e in particolare i “consumi di riferimento giornalieri per vitamine e sali minerali”, mentre altre linee guida specifiche regolano la vendita dei cosiddetti probiotici e dei preparati vegetali che possono essere commercializzati come integratori. In questa categoria sono ammesse solo piante la cui sicurezza è stata dimostrata nel tempo, altrimenti si tratta di novel food, “cibi nuovi” che richiedono una particolare autorizzazione

 

Paola Emilia Cicerone

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Foto: Photos.com

  Paola Emilia Cicerone

Paola Emilia Cicerone
giornalista scientifica

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15 Commenti

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    gli ntegratori pur non essendo FARMACI sono comunque sostanze non naturali, in natura non esistono ma vengono prodotti nei laboratori chimici…smettetiamola di dire idiozie, anche se non sono farmaci non vuol dire che facciano bene…

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    Paola Emilia Cicerone

    Signora Giulana, le suggerirei di rileggere il post con attenzione : non c’è scritto da nessuna parte che si tratti di sostanze naturali (a volte in realtà lo sono,più spesso di sintesi ma comunque riproducendo sostanze naturali: le assicuro che vitamine, minerali, aminoacidi e quant’altro esistono in natura) , né che facciano bene. Si è solo inteso dare un servizio ai lettori spiegando quello che ci si può aspettare ( e soprattutto che NON ci si può aspettare)da questi prodotti . e fornendo gli strumenti utili per orientarsi. Se legge Il Fatto Alimentare si accorgerà che siamo molto attenti nello smascherare false promesse e ricordare la necessità di un regime alimentare equilibrato come base per la salute

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    Vorrei segnalare che per quanto non si tratti di farmaci e anche se di libera vendita ne è sconsigliabile l’assunzione senza chiedere parere ad un medico o ad un nutrizionista. Una precisazione dovuta.

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    Gli integratori sono un prezioso aiuto specialmente per chi nn sa mangiare,considerando che più della metà delle melattie è dovuta da carenza di importanti nutrimenti per il corpo quali le vitamine minerali.Le malattie prima di essere curate con farmaci è meglio prevenirle adottando un’alimentazione sana e magari aiutarsi con integratori di base naturale.

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      sono pienamente d’accordo….!e qualcuno specula e guadagna sulle carenze alimentari e ha interesse a vendere farmaci.

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    Paola Emilia Cicerone

    Sarei per una sana via di mezzo: un integratore preso a dosi adeguate e rispettando eventuali controindicazioni difficilmente farà male ( altrimenti sarebbe un farmaco) D’altra parte,specialmente se c’è qualche problema di salute è sempre meglio informarsi..e soprattutto è SEMPRE meglio sforzarsi di seguire una dieta equilibrata ( non è così difficile portarsi la frutta in ufficio e scegliere una spremuta invece di una bibita gassata) in modo da non averne bisogno….

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      Io oltre ad usarli ci lavoro sugli integratori naturali,se qualcuno fosse interessato a conoscere più da vicino gli integratori e magari anche il lavoro vi invito a partecipare senza impegno stasera 02/04/2013 alla presentazione dell’azienda con cui collaboro ai seguenti link
      In diretta trasmettiamo su web in teleconferenza ai seguenti link:

      http://www.gvolive.com/conference,neways

      SE NON FUNZIONA FAI COPIA E INCOLLA

      oppure (per chi ha problemi audio/video)

      http://caseinsalute.com/conferenza

      oppure (da facebook direttamente)
      http://wbnr.co/zCLc
      A STASERA!
      Io mi chiamo Luca Russo.

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    io credo che un prezioso aiuto lo possono essere “quando non si può mangiare” per problemi specific (vedi salute) e non quando “è più facile credere che con un integratore sto bene anche se mangio male” …
    meglio sforzarsi di imparare a mangiare no?
    Ovvio che nella società del tutto e subito… si preferisce illudersi di prendere le pilloline e via … chi vivrà vedrà

    p.s. 100% naturale ci sono anche i veleni

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      Diciamo che gli integratori sono bocciati dai medici,altrimenti nn si vendono più farmaci.Personalmente visto la carenza rispetto al passato di sostanze nutrienti nei cibi,un arancia di oggi contiene meno della metà di sostanze nutrienti rispetto a 100 anni fa,quindi bisognerebbe mangiarne non una ma 3 o 4 per ricevere la dose di vitamine che ci serve,poi con tutti i prodotti di consumo raffinati presenti al giorno d’oggi si nota che gli obesi aumentano,specialmente nei bambini tra brioches,fastfood bibite etc.
      Io usando integratori vado a compensare la mancanza di sostanze che nn assumo regolarmente con i cibi sempre più scarsi di sostanze nutritive e personalmente mi sento meglio.
      Tranne frutta,verdura,carne,pesce,acqua tutto il resto è cibo spazzatura che riempe la pancia,ci fa sentire sazi ma il fisico nn riceve le sostanze utili al proprio organismo poi ci si trova a 50 anni col diabete e problemi vari,Nessuno mangia bene,sia per problemi organizzativi che per mancanza di voglia di cucinare.Gli integratori sono dei partner molto utili.

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      Paola Emilia Cicerone

      Signor Luca, facciamo però attenzione a non mescolare problemi diversi.e’ sicuramente vero che oggi molte persone consumano zuccheri, grassi e carboidrati raffinati in eccesso, attraverso il cosidetto junk food ma anche porzioni eccessive -o eccessivamente condite- di tipici alimenti italiani come pane, pizza ,pasta. Mentre non è affatto dimostrato che gli alimenti freschi e di buona qualità non contengano vitamine minerali e oligoelementi in quantità sufficiente per una dieta equilibrata. Utilizzare gli integratori come una scorciatoia fa bene solo a chi li produce

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    La cosa saggia sarebbe prevenire per non dover curare,la gente oggi come oggi è abituata a star poco bene ed andare dal dottore,il medico da la medicina, tra medicine ed integratori meglio gli integratori.
    Io nn cel’ho con i medici,grazie al cielo esistono cel’ho con la poca informazione trasmessa riguardo all’alimentazione.Il piatto di pasta e la fettina nn è mangiar sano il panino a mezzogiorno non è mangiar sano.Qualcuno dovrebbe dirlo col megafono!!
    L’azienda che fattura più miliardi in Italia è quella farmaceutica,non è un buon segno!!

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    Bene la prudenza nell’uso di integratori e fitoterapici.
    Bene la guida degli innominati erboristi ed esperti nutrizionisti.
    Non capisco la sofistica distinzione tra alimenti dietetici ed integratori alimentari, visto che entrambe le teoriche categorie si rivolgono a chi ha o vuole gestire la fisiologia, le carenze o eccessi alimentari.
    Non capisco l’attivazione ed invasione dei produttori di farmaci, visto che trattasi per assunto e definizione di alimenti.
    A quando una sana campagna terroristico-prudenziale per tutti quei farmaci in libera vendita senza prescrizione medica, con l’indicazione che “possono avere effetti collaterali anche gravi”?

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    Paola Emilia Cicerone

    Signor Ezio la distinzione tra alimenti dietetici e integratori non è un sosfisma ma è stabilita dalla legge. gli alimenti dietetici devono rispondere a particolari esigenze nutrizionali e fornire garanzie in questo senso- per esempio essere privi di zuccheri se destinati ai diabetici, di glutine se si tratta di prodotti per chi soffre di celiachia etc. L’integratore è invece un alimento. Quanto ai farmaci,condivido la sua preoccupazione. l’avviso sugli effetti collaterali è una precisazione obbligatoria per legge, auspicabilmente dovrebbe anche ricordarci che non esistono per definizione principi attivi totalmente innocui

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    Gent. sig.a Paola, la mia incomprensione è di principio.
    Non comprendo quale differenza concettuale ci sia tra un latte delattosato, una pasta senza glutine, uno yogurt con probiotici, delle compresse di Vit.C, dei biscotti integrali senza zucchero, una tisana alla Valeriana/Ginseng/Ginko/Senna, una compressa di Potassio-Magnesio, erbe lassative…
    Eppure sono classificati e normati in modo diverso.
    Forse che per consumare del latte delattosato o una marmellata con molta Vit. C serve una ricetta del nutrizionista?
    Una volta stabilita la carenza di enzimi digestivi del lattosio, o l’incapacità a gestire gli zuccheri per poca insulina prodotta o non metabolizzata, oppure una pigrizia intestinale per diversi motivi e carenze (fibre, acqua, movimento, stress…),l’intolleranza al glutine leggera o grave con opportune analisi mediche, cosa distingue un regime alimentare da un altro, se non la loro specificità nella scelta degli alimenti da consumare?
    Dopo la libera scelta per il gusto personale, viene quello che possiamo consumare in base al nostro individuale caratteristico e unico sistema fisiologico e metabolico.
    Prima di ammalarci di una carenza o per eccesso di un alimento o componente nutrizionale, ci sono anni, decenni e predisposizioni ereditarie/genetiche, che ci avviano allo sviluppo di una “patologia alimentare”.
    Ritengo che l’attenzione al cibo sia una base fondamentale del nostro stile di vita e non la medicalizzazione dei pasti.

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    Paola Emilia Cicerone

    Non posso ne’ voglio provare a entrare nella testa del legislatore..mi viene però da dire che un alimento dietetico e’ sottoposto a maggiori controlli perché in alcuni casi ( pensiamo a chi soffre di diabete o celiachia ) un errore o una alterazione dei contenuti potrebbe avere conseguenze gravi. Mentre per esempio uno yogurt con più o meno probiotici può essere più o meno efficace ma difficilmente sarà nocivo.