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Latte in polvere: attenzione alla temperatura quando si prepara il biberon! Acqua a 70°C per evitare contaminazioni microbiche. I consigli del Cnsa

latte in polvereLa sicurezza del latte in polvere è tornata prepotentemente all’attenzione delle autorità sanitarie dopo lo scandalo del latte in polvere Lactalis contaminato da Salmonella, scoppiato lo scorso dicembre, che ha portato al ritiro di oltre 12 milioni di confezioni prodotte nello stabilimento Lactalis di Craon, in Francia, e distribuite in oltre 80 Paesi. Il batterio Salmonella Agona ha colpito 38 bambini in Francia, due in Spagna e uno in Grecia, anche se i numeri potrebbero essere più alti, perché il microrganismo era presente nello stabilimento francese di Lactalis fin dal 2005, quando si era verificato un altro focolaio, che allora aveva coinvolto 141 lattanti.

Su richiesta del ministero della Salute, di cui è un organo tecnico-consultivo, il Comitato nazionale per la sicurezza alimentare (Cnsa) ha effettuato una valutazione del rischio connesso alla diluizione del latte in polvere per lattanti, formulando alcune raccomandazioni per ridurre le possibilità di contaminazione in fase di preparazione. Il Cnsa ricorda innanzitutto che le formule liquide offrono maggiori garanzie igieniche di quelle in polvere, che non sono sterili e possono contenere una flora microbica residua. Ciò che la normativa europea vieta è la presenza di Salmonella, Cronobacter sakazakii e altre Enterobacteriaceae.

Per ridurre la possibilità di sviluppo della flora patogena eventualmente già presente nella polvere e per evitare contaminazioni ambientali nella fase di ricostituzione del latte a partire dalla polvere, la Fao e l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) raccomandano di far bollire un litro di acqua del rubinetto, che va fatta poi raffreddare per 30 minuti, fino a quando la sua temperatura scende fino a circa 70°C; a questo punto si preleva il quantitativo necessario di acqua per la ricostituzione del latte in polvere.

A questo si aggiunge la raccomandazione del Cnsa di un’igiene accurata di contenitori, biberon, tettarelle e delle mani di chi opera la ricostituzione. Inoltre, una volta che la temperatura scende al di sotto dei 56°C e più precisamente tra 45°C e 25°C, il latte ricostituito non dovrebbe essere mantenuto a temperatura di refrigerazione (tra 5°C e 0°C) per più di 4 ore; per maggiore precauzione, dopo ogni poppata, ne andrebbe eliminata ogni rimanenza.

latte in polvere
Le formule in polvere non sono sterili e possono contenere una flora microbica residua. La presenza di Salmonella in europa è vietata.

Secondo il Csna, queste misure sono idonee a ridurre significativamente i rischi derivanti sia dalla flora patogena eventualmente già presente nella polvere, sia da una contaminazione accidentale in fase di preparazione, ma sarebbero necessari altri studi per valutare le procedure adatte a una loro completa eliminazione. Contestualmente, andrebbero approfondite le conoscenze sull’eventualità che una ricostituzione del latte in polvere con acqua a temperatura più elevata di quella attualmente raccomandata da Fao e Oms comporti o meno una riduzione di macro e micro nutrienti. Infatti, la non completa eliminazione dei contaminanti è data dal fatto che, una volta aggiunta la polvere all’acqua a 70°C, la temperatura del latte nel biberon scende notevolmente e rapidamente.

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  Beniamino Bonardi

Beniamino Bonardi

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2 Commenti

  1. 1)
    “raccomandano di far bollire un litro di acqua del rubinetto, che va fatta poi raffreddare per 30 minuti, fino a quando la sua temperatura scende fino a circa 70°C; a questo punto si preleva il quantitativo necessario di acqua per la ricostituzione del latte in polvere”

    Raffreddare per 30 minuti?? Ennesima raccomandazione che resterà sulla carta…
    Quanti genitori di fronte ad un bimbo che piange affamato attenderanno mezz’ora?
    Secondo me neppure gli autori di quelle “raccomandazioni”.

    2) più alta è la temperatura del latte, più i biberon in “plastica” rilasciano sostanze indesiderate (bisfenolo, ftalati, etc). Da quel punto di vista è decisamente consigliabile il VETRO. Forse sarebbe stato opportuno citare la cosa già nell’articolo.

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