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La Nutella cambia etichetta e arriva il latte scremato in polvere. È il secondo ritocco per Ferrero

La notizia non è da prima pagina ma il vasetto di Nutella Ferrero ha cambiato etichetta. Certo non si tratta di grandi cose, ma quando si parla della crema di nocciole più amata dagli italiani anche i particolari sono importanti. Se prima la fotografia mostrava un bicchiere di latte, due nocciole e la fetta di pane spalmata con la crema (vedi foto sotto), adesso  in corrispondenza del bicchiere compare il cartellino “latte scremato” (vedi foto sopra).

 

Il cambiamento trova anche riscontro in una segnalazione inviata all’Antitrust da Alfredo Clerici, un tecnologo alimentare collaboratore del sito Newsfood che  nel maggio 2011 aveva scritto anche  un articolo evidenziando il problema

Clerici nella nota criticava lo spot “Bontà a colazione“. Il filmato ritraeva una famiglia mentre fa colazione e poi, in rapida sequenza, le immagini di una pioggia di nocciole seguita da  una cascata di “buon latte” e da una piccola montagna di cacao, mentre una voce  fuori campo dice “…è così che nasce Nutella”.

 

Secondo Clerici lo spot è ingannevole perché nell’elenco degli ingredienti si dice che Nutella è preparata con latte scremato in polvere, mentre nel filmato questo ingrediente viene trasformarto per esigenze sceniche in una cascata di latte.

 

L’Antitrust non ha risposto ma nell’immagine della crema il ritocco c’è. Certo si tratta di un piccolo particolare che la maggior parte degli affezionati consumatori non ha notato, ma è un segnale importante.

 

 

 

Per Ferrero è il secondo ritocco. Pochi mesi fa è stata la volta di Gran Soleil che esaltava in modo ingannevole le proprietà digestive del dessert. Forse Ferrero ha ascoltato le perplessità sollevate dal nostro sito sull’ingannevolezza della frase è ha modificato il testo.

 

La vicenda della Nutella e di Gran Soleil è simile a quella della pasta Piccolini Barilla che, dopo un’efficace pubblicità comparativa firmata Plasmon, ha deciso di riportare sull’etichetta la frase “Per grandi e bambini sopra i 3 anni”.  

Come per Ferrero anche per Barilla è stata solo una questione di etichetta, anzi di poche parole da aggiungere o da togliere. La morale è che i consumatori vanno informati correttamente senza ambiguità. Dopo questi incidenti di percorso, si può sperare che i due colossi del settore alimentare italiano abbiano imparato la lezione.

 

Roberto La Pira

 

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2 Commenti

  1. paola emilia cicerone

    Mi sembra un ‘ottima notizia. e’ importante che le aziende capiscano che si può fare buona pubblicità e al tempo stesso dare informazioni corrette

  2. buondì,
    è ingannevole anche questa seconda etichetta.
    se si usa il latte scremato in polvere perchè compare il bicchiere del latte con su scritto latte scremato? dovrebbe comparire il latte in polvere scremato