Home / Sicurezza Alimentare / La cucina di casa è sicura, ma non troppo. Attenzione all`igiene

La cucina di casa è sicura, ma non troppo. Attenzione all`igiene

Lavarsi spesso le mani, cambiare regolarmente gli asciugapiatti, lavare gli utensili (anche quelli meno “sospetti”, come l’apriscatole, il cavatappi o le forbici da cucina), pulire di frequente il piano di lavoro e il frigo, lavare sempre la verdura e la frutta, anche se la si consuma senza buccia.

Sembrano regole semplici e banali. Ma se questi gesti quotidiani mancano o sono poco frequenti, prosperano i batteri: la cucina di casa nostra è il luogo in cui ci sentiamo più al sicuro e a nostro agio con gli alimenti. Eppure, non mancano insidie nascoste: anche qui i cibi possono essere contaminati da batteri e causare sgradevoli (e talvolta gravi) intossicazioni alimentari. 

Il sito francese del Centro di ricerca e d’informazione delle organizzazioni dei consumatori francesi Crioc richiama l’attenzione sulla sicurezza igienica in cucina attraverso una divertente brochure realizzata dall’Asbl, Lutter contre les bactéries dans la cuisine. L’Asbl Culture & Santé è un’associazione professionisti della salute che spesso fa divulgazione utilizzando questi fascicoli illustrati.

 

Così, gli asciugapiatti vanno lavati a 60°, perché la maggior parte dei batteri è distrutta da questa temperatura (e il calore del ferro da stiro elimina gli altri); per il piano di lavoro e gli utensili è necessaria acqua calda e detersivo o aceto bianco, mentre per il frigo si può usare una spugna imbevuta nell’aceto o in una soluzone di acqua calda e bicarbonato.

 

E a proposito di frigorifero: non è un banale armadio nel quale riporre a casaccio i cibi. È una “macchina per la conservazione” che per funzionare al top esige il rispetto di regole: come tenere separati (e a distanza) gli alimenti crudi da quelli cotti (con particolare attenzione a carne e pesce), utilizzare contenitori ermetici per proteggere i cibi.

 

Attenzione a non restare troppo fuori casa con la spesa: carni, pesci, uova, prodotti lattiero caseari devono essere messi in frigo non oltre 2 ore dopo l’acquisto.

 

Quando si torna dal  superrmercato con la spesa, prima di conservare i cibi in frigo, bisogna eliminare tutti gli imballaggi inutili  che possono essere stati a contatto con polvere, mani o superfici sporche o altre fonti di contaminazione (come i portauova, i cartoncini esterni che raggruppano gli yogurt, i sacchetti di plastica che uniscono più confezioni…).

 

Le marinate vanno tenute in frigo e dopo averle utilizzate per insaporire un alimento crudo non devono essere  impiegate niuovamente  perché possono essere cresciuti dei batteri.

 

Tutti sanno che la cottura distrugge batteri. Ma bisogna assicurarsi che la  temperatura sia abbastanza elevata. Quando si usa il microonde, è bene coprire il piatto con un coperchio o una pellicola e  mescolare di tanto in tanto il cibo nella pentola perché la cottura deve essere unifrme  e quindi sicuro.

 

Quando si deve riscaldare la salsa, la zuppa bisogna portare il liquido all’ebollizione. Se a fine pasto avanza una pietanza  che dovrà essere consumata la sera  o il giorno, bisogna riporla in frigo nel giro di mezz’ora e poi riscaldarla a una temperatura  superiore a 70°C.

 

 

Per far scongelare gli alimenti è meglio metterli in un recipiente colmo d’acqua fredda da cambiare ogni mezz’ora. Lo scongelamento a temperatura ambiente, infatti, favorisce la moltiplicazione dei batteri.

 

 

Mariateresa Truncellito

Immagini tratte da Lutter contre les bactéries dans la cuisine, Cultures & Santé Bruxelles

 © Il Fatto Alimentare 2010 – Riproduzione riservata

 

Avatar

Guarda qui

Microplastiche e biberon: un neonato è esposto in media a un milione e mezzo di particelle al giorno, rivela uno studio

I biberon e gli altri contenitori in plastica utilizzati per dare ai neonati latte, tisane …