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Kinder cereali Cream & Crock: il nuovo prodotto della Ferrero in arrivo per l’estate. Il primo ingrediente è lo zucchero, il secondo l’olio di palma

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Kinder cereali Cream & Crock è la novità estiva di Ferrero

Kinder cereali Cream & Crock è uno snack estivo che dovrebbe sostituire le omonime barrette. Il prodotto assomiglia a Merendero , la diversità è che il nuovo snack si presenta come una  vaschetta a forma di mezzo uovo con un cucchiaino sotto l’etichetta, sul fondo.

Il nuovo prodotto è l’ennesimo proposta Ferrero a base di crema al cacao e al latte, con cereali. L’elenco degli ingredienti, scritti in caratteri piccolissimi, posiziona al primo posto lo zucchero e al secondo l’olio di palma, elemento comune a tutti gli snack Kinder (vedi tabella sotto). L’incidenza dello zucchero e dei grassi è significativa: a fronte di un apporto calorico pari al 6% del fabbisogno medio giornaliero (calcolato complessivamente in 2.000 kcal), i grassi rappresentano il 10%, quelli saturi il 15%, e gli zuccheri il 12% delle assunzioni di riferimento.

Da rilevare che si tratta di uno snack di 21,5 g – anche in questo simile a Merendero che pesa 20g – piuttosto piccolo come merenda.

kinder cereali cream crock dispenserKinder cereali Cream & Crock è stato acquistato in un Autogrill al prezzo di 99 centesimi, pari a 46 €/kg. Tantissimo, anche se  il punto vendita è di per sé più caro rispetto a un classico supermercato. Vedremo tra qualche settimana  quale sarà il posizionamento nei negozi e nella grande distribuzione. In ogni caso per prodotti di questo tipo conta molto di più la confezione, il servizio e la scelta di impulso da parte del consumatore rispetto al contenuto, agli ingredienti e all’apporto nutrizionale.

Improbabile che al momento dell’acquisto si valuti il prezzo al kg non solo perché prevale l’edonismo, il piacere di un dolce, ma anche perché il prezzo unitario è piuttosto basso, 1 euro soltanto. Per quanto riguarda gli ingredienti occorre aggiungere che a conclusione della lista viene riportata la percentuale totale di latte scremato e latte in polvere, che è del 28%, la percentuale di cereali (6,5%) e la dicitura “con cioccolato solo puro cacao”.

Questi elementi positivi vengono segnalati perché Kinder da sempre punta sul latte come ingrediente fondamentale nei prodotti.  Tuttavia non neutralizzano l’elevata incidenza dello zucchero e soprattutto la presenza dell’olio di palma.

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  Valeria Torazza

Valeria Torazza
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9 Commenti

  1. Avatar

    Ma basta.. abbiamo capito, Ferrero non vi sta simpatico, però adesso veramente si esagera. state passando al vaglio e fate un’articolo per ogni nuovo prodotto che fa.
    Non mi sembra che facciate questo anche con tutte le altre marche di prodotti.
    Ferrero ha l’olio di palma, lo abbiamo imparato.
    Io non voglio dire che l’olio di palma sia da difendere o che le aziende potrebbero sostituirlo, però non esiste solo Ferrero che usa questo prodotto.
    Tutte le aziende che adesso dicono che “prossimamente” si impegneranno a ridurre gli utilizzi, lo usano.
    Tutte le aziende che adesso fanno le “virtuose” lo hanno usato e nascosto dietro Olio Vegetale, come tutti gli altri. però non mi sembra che si facciano articoli contro tutte queste aziende.
    se si parla di zuccheri si parla di Coca-Cola, se si parla di olio di palma si parla di Ferrero o di Barilla, sta cominciando a diventare monotona la questione.
    Questo è un mio parere, siete tutti liberi di dissentire.

    • Roberto La Pira

      Giovanni, e del tutto parlare delle grandi marche, che vengono citate molto più spesso delle altre . Se va su Google e digita Nutella, Barilla, Coca Cola , troverà milioni decine di milioni di risultati se va su una marca minore come Bauli solo qualche centinaia di migliaia e così via. Sul nostro sito c’è la stessa proporzione. Se consulta le testate straniere inglesi e o americane troverà spesso articoli su McDonald’s , Coca-Cola, fast food , junk food ecc forse anche loro sono testate monotone. In ogni caso pubblichiamo decine di articoli ogni settimana su altri temi . L’olio di palma è una battaglia che portiamo avanti e che fino ad ora ha dato grossi risultati .

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      Roberto, io ripeto che non sono contrario alla battaglia che portate avanti, ma sono semplicemente stufo di leggere sempre gli stessi articoli sulle solite catene.
      Lei suggerisce quindi che se tutti fanno questa cosa allora è giusto che la facciate anche voi? mi sembra un discorso leggermente poco sensato.
      Io posso scrivere e trovare quanti articoli voglio su Google, però non pensi che in Italia consumiamo tanta più Nutella o prodotti Ferrero di quanto non consumiamo prodotti Bauli.
      A me non interessa se le testate straniere fanno uguale, perchè anche se lo fanno tutti non vuol dire che sia giusto.
      Le faccio un esempio: continuo ad usare l’olio di palma perchè tutte le aziende lo usano.
      secondo il suo discorso questa cosa sarebbe assolutamente giustificata.
      Poi si ricordi che va bene portare avanti una battaglia sull’olio di palma, ma portare avanti una battaglia su Ferrero è diverso.

    • Roberto La Pira

      Giovanni, siamo stati noi a lanciare la campagna contro il palma in Italia 5 mesi fa con la petizione. Non siamo noi a seguire gli altri, ma forse il contrario.

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      Forse è necessario proprio concentrarsi sulle grandi multinazionali alimentari che vengono milioni di euro di prodotti ogni anno dandoceli per SANI quando invece non lo sono, sappiamo tutti, e non c’era bisogno di Fatto Alimentare, che la Kinder con i suoi prodotti non porta di certo a migliorare la nostra salute. Quindi ben vengano questi attacchi e ben venga fare i complimenti alle aziende piccole o grandi che siano che producono alimenti di qualità.

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    Nicola Mazzola

    Riassunto dell’ottimo articolo: ecco come vendere a **QUARANTASEI** EURO AL CHILO (!!!!) zucchero, olio di palma e latte in polvere (ingredienti dal bassissimo valore nutrizionale e soprattutto commerciale) solo aggiungendo un pizzico di cioccolato al latte (5%) e di cereali (6%). Se la famiglia Ferrero è la multimiliardaria più ricca d’Italia un motivo deve pur esserci.

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    Ma Roberto, ma cosa centra mi scusi ?
    lei scrive “Se consulta le testate straniere inglesi e o americane troverà spesso articoli su McDonald’s , Coca-Cola, fast food , junk food ecc forse anche loro sono testate monotone”
    e io le ripeto “A me non interessa se le testate straniere fanno uguale, perchè anche se lo fanno tutti non vuol dire che sia giusto”.

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    io mi auguro solo che questa testata continui a fare il suo onesto e imparziale lavoro, non è facile scrivere contro i poteri forti.

  5. Avatar

    Egregia Redazione IL FATTO ALIMENTARE, anche io ho firmato la petizione per dire STOP all’ Olio di Palma tuttavia si dice STOP dove? in Quali prodotti? Ahimè nella mia vita quotidiana lo vedo nascosto in molti pub e ristoranti italiani che lo utilizzano ancora per le fritture di patatine ed affini. Io come consulente consiglio altri Olii (vedi semi di girasole e mais) ma da sempre i ristoratori mi chiedono: MA PERCHé ALLORA l’OLIO DI PALMA (BIFRAZIONATO) SI VENDE ANCORA SE FA TANTO MALE? Aiutatemi.